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SCUOLA/ Beffate le paritarie: fan risparmiare 6 miliardi allo Stato ma il governo le penalizza

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Avevamo concluso lo scorso anno scolastico all’insegna del “mai più un anno così!”.

 

Dopo i tagli ai contributi per le scuole non statali (inaspettati, date le promesse elettorali e gli orientamenti politici dell’attuale Governo) e le conseguenti furiose battaglie condotte ad ogni livello, istituzionale e non, eravamo riusciti – insieme ad altre associazioni di scuole paritarie- a far ripristinare una situazione quasi analoga a quella dell’anno precedente. Situazione economica sicuramente non rosea, ma almeno temporaneamente accettabile. Quanta fatica, però. E quanta rabbia!

 

Speravamo non solo di aver recuperato i finanziamenti, ma anche di aver contribuito a consolidare l’idea, nell’opinione pubblica e nelle sedi istituzionali, che la scuola paritaria ha il diritto e il dovere di esistere, e che un eventuale taglio dei finanziamenti nei suoi confronti è insensato dal punto di vista educativo, improprio dal punto di vista legislativo (basti pensare alla legge 62/2000…) e controproducente anche per le stesse casse dello Stato.

 

Ci aveva un po’ confortato, in quei turbolenti mesi, la sensazione che comunque cominciasse a sgretolarsi il muro ideologico di separazione tra il cosiddetto “pubblico” e il cosiddetto “privato”, profilandosi all’orizzonte un pieno riconoscimento –con tutto quel che ne dovrebbe conseguire, anche economicamente- della funzione pubblica svolta dalle scuole paritarie, grazie ai ripetuti pronunciamenti a favore della libertà di scelta educativa da parte di vari schieramenti politici, compresi alcuni fra quelli tradizionalmente ostili alla scuola non statale.

Pronunciamenti che erano arrivati sia in occasioni informali, sia attraverso le diverse mozioni parlamentari su questo tema approvate lungo tutto il corso dell’anno scolastico. Di queste ultime desideriamo, in questa sede, rammentarne almeno in parte il contenuto, poiché gli impegni assunti dal Governo sono assolutamente chiari e inequivocabili:

 

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COMMENTI
01/11/2009 - paritarie (TERESIO FRAIRE)

Condivido quanto scrive Silvano. Che delusione: la storia si ripete! Sotto tutti i governi le nostre scuole sono penalizzate. Quell'inciso "senza oneri per lo Stato" continuiamo a pagarlo caro! Ingenuità dei nostri politici della Costituente! Ciò che irrita di più è che anche i governi di centrodestra, nonostante i principi e le dichiarazioni, continuano a penalizzarle. Era già successo con il precedente governo Berlusconi e si ripete nell'attuale. A quando una riforma strutturale anche se graduale? Nemmeno la detrazione fiscale per le famiglie, quando si possono detrarre tante spese molto meno importanti della scuola? Visto che lo Stato risparmia sulle nostre scuole, almeno compia un gesto concreto e coerente! Teresio Fraire

 
29/10/2009 - non avete capito? (Luisa Memore)

La scuola pubblica sarà presto archiviata: prepariamoci a mettere da parte i soldi fin dalla nascita dei figli se pensiamo che sia utile farli studiare. La qualità e la democrazia non sono Valori per questo Governo, che pensa a una società con forti disuguaglianze: una casta esigua di privilegiati e una massa ignorante e facilmente manipolabile dai mass media. Occorrerebbe cambiare la Costituzione perchè non erano questi i suoi Valori. Ma tra pochi anni nessuno se la ricorderà più. Le Università private saranno governate dalle imprese e quindi dal mercato. Qualcuno si è chiesto perché i programmi di Storia siano stati così malridotti? Perché il Diritto sia stato eliminato quasi ovunque?Ora pare che anche gli archeologhi non servano più allo Stato... Non si preoccupino le scuole private: sono il futuro del Paese! (certo, meno studenti come numero, ma di qualità e soprattutto ricchi)

 
29/10/2009 - FINIAMOLA CON L'ELEMOSINA. CONVENZIONI DIGNITOSE (Ivo Moscheni)

Penso che ai governi di destra e di sinistra succedutesi almeno da quando esiste la Parità scolastica non sia ancora volutamente chiaro cosa significa SCUOLA PUBBLICA. La stessa cosa forse accade ai gestori delle scuole paritarie, anche se non volutamente, perchè puntualmente ogni anno iniziano le lamentazioni sulla quantità di (euri!) destinati alle scuole. FACCIAMOLA FINITA e chiediamo la stipula di CONVENZIONI SERIE E DIGNITOSE tra stato e singole scuole cattoliche della durata di almeno di 5 anni con importi economici stabili ed in linea con i costi reali. SE NON E' COSI' cominciamo ad effettuare serrate a singhiozzo, odiose, ma necessarie vista l'impossibilità di garantire il servizio.

 
29/10/2009 - Ma il Governo... (Francesco Giuseppe Pianori)

Ma il Governo e relativi Ministri economici capiscono qualcosa di educazione ed economia? Eppure si sa bene che cosa abbiano voluto dire i Padri Costituenti con quel "senza oneri per lo Stato". "Va ricordata, anzitutto, la precisazione fatta dallo stesso Corbino in sede di Costituente subito dopo la sua approvazione. Dicendo "senza oneri per lo Stato", "noi non diciamo che lo Stato non potrà mai intervenire in aiuto degli istituti privati, ma che nessuno istituto privato potrà sorgere con il diritto di avere aiuti da parte dello Stato. È una cosa diversa: si tratta della facoltà di dare o di non dare". Si tratta di una precisazione accolta dai Padri costituenti come autorevole "interpretazione" del passo in questione. Anche il comunista Codignola fece analoga affermazione. Si vedano gli Atti della Costituente…" Vedi: http://www.fidae.it/AreaLibera/parita%20scolastica/approfondimenti/A.%20Perrone,%20Dossier%20breve%20su%20Parit%C3%A0%20_bianco-nero_.pdf

 
29/10/2009 - Che vi aspettavate? (simone borri)

Non mi stupisce il taglio alle private, anzi mi sembra coerente con la situazione di emergenza economica e l'urgenza dei tagli. Sarebbe stato assurdo tagliare la scuola pubblica e non la privata! E' vero, c'è un urgenza educativa: ma la si affronta investendo nell'istruzione pubblica, non dando più soldi ai diplomifici!