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UNIVERSITA’/ 1. Rossi (Pd): Brava Gelmini, una riforma di “sinistra”

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È positivo il fatto che il ruolo dei ricercatori sia sostanzialmente a tempo. Sembra un controsenso detto da una persona come me che si batte contro il precariato, ma tale non è. Perché il mestiere dei ricercatori non può essere paragonato ad altri lavori, non tutti sanno farlo. Non affermo questo in toni classisti, ma per così dire “vocazionali”. Il lavoro del ricercatore è un lavoro di passione e pazienza, non può diventare un serbatoio di precariato. Per questo trovo giusto sia che l’età per diventare docenti di ruolo sia stata abbassata dai 36 ai 30 anni, che lo stipendio sia aumentato e, soprattutto, che si disponga di un periodo di tempo determinato per capire se la strada intrapresa è la propria o meno.

 

Anche i docenti saranno sottoposti a esami, è un rischio o un’opportunità?

 

Tutto ciò che in qualche modo seleziona, parlando del campo accademico, credo che sia utile e opportuno. Ma soprattutto spero che cambi la logica per la quale si apprezzi o meno l’operato di un docente. Di fatto questo non emerge nel Disegno di Legge del ministro Gelmini, ma il passo avanti è evidente. Io docente universitario dovrei essere il primo ad avere l’interesse che venga scelto il migliore dei professori possibili come mio collega. Questo perché l’andamento positivo di un ateneo dovrebbe giovare all’intero corpo docenti. Che cosa manca ancora? Il fatto che siano le università a pagare o guadagnare rispetto alla scelta dell’assunzione di un insegnante. Così sarebbero incentivate a spendere soldi e premiare il merito.

 

Dunque sembra davvero soddisfatto dalla direzione intrapresa dal Governo, ma non ha trovato nemmeno il cosiddetto pelo nell’uovo?

 

Be’ in parte ho elencato quale mancanza. Direi che il difetto principale risiede in quello che è il mio personale “cavallo di battaglia”, ossia la questione delle fondazioni universitarie, la possibilità per le università d’eccellenza di organizzarsi diversamente sotto il profilo tecnico, scientifico, didattico, amministrativo che rimarrebbe un naturale complemento di questa riforma. Anzi proprio perché in un certo senso “statalista” faciliterebbe il lavoro delle eccellenze.



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