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SCUOLA/ Pacifico (Anief): sui precari battaglia vinta, ma gli errori della Gelmini li pagheremo noi

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Il paradosso è che ora la legge che stanno per approvare in parlamento, con l’emendamento Gelmini alla Camera, afferma che nel 2011 un docente precario si potrà nuovamente trasferire in un’altra provincia con inserimento a pettine. Il parlamento quindi ha le idee chiare, conferma cioè che in Italia, all’atto dell’aggiornamento, ci si può spostare in altre province mantenendo la graduatoria a pettine. Ma il ministro ha deciso unilateralmente che questa possibilità non sia concessa per il biennio 2009/2011 e ha chiesto in questo il concorso del parlamento. Ora, è normale che una legge che risale al 2004, se è valida per il biennio 2007/2009 e lo sarà per il biennio 2011/2013, lo sia anche per il 2009/2011. O no? Una legge è valida sempre. O la si rispetta, e si rispetta così la volontà del parlamento, oppure, qualora il parlamento approvi alcuni emendamenti che sembrano però incoerenti e in contraddizione con il principio della legge, ci si rimetterà alla Corte Costituzionale con tutto ciò che ne deriverà.

 

A che cosa allude?

 

A un maggiore aggravio per le finanze dello Stato, per le tasche dei cittadini. Perché il ministero è già stato condannato a un risarcimento di 65.000 euro per le spese legali dei ricorsi, è stato poi costretto a spesare l’operato del commissario ad acta. Fra uno o due anni, qualora la corte costituzionale ci dia ragione, sarà portato a pagare 7.000 stipendi per 24 mesi a tutti gli insegnanti che avevano diritto ad essere assunti di ruolo. Ossia, più o meno, l’equivalente di una finanziaria. Tutto questo per gli errori di un ministro che potrebbe benissimo rispettare la legge, la volontà del parlamento, e fare inserire a pettine, quindi non secondo il proprio personale criterio, i docenti precari.

 

Quanti precari sono in ballo con i ricorsi?

 

Coloro che hanno presentato ricorso con noi sono più di 8.000, circa altri 8.000 sono ricorsi direttamente al Presidente della Repubblica. A questi si aggiungono 5.000 che hanno condotto l’azione privatamente. Un totale quindi di circa 20.000 precari.

 

Per quale motivo, a suo avviso, è stata scelta questa modalità per il prossimo biennio dal ministro?

 

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