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SCUOLA/ Pacifico (Anief): sui precari battaglia vinta, ma gli errori della Gelmini li pagheremo noi

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Questo è il mistero. Forse per evitare una sentenza del TAR del novembre 2008 per la quale all’atto del prossimo aggiornamento, ossia quello del 2009, i docenti avrebbero potuto trasferirsi inserendosi a pettine nelle graduatorie? Questo avrebbe complicato in effetti le cose al ministro. Ma in generale non si capisce perché lo abbia fatto, non si capisce perché abbia inventato le tre province “in più”, e non si capisce perché abbia voluto un emendamento da parte del governo che ribadisca la sentenza del TAR per il 2011 e non per il 2009. Soprattutto quando la legge a cui si fa riferimento è quella del 2004.  Il Decreto Legge 134 di fatto dice che dal 2011 i docenti precari che vogliano trasferirsi potranno essere inseriti a pettine. Non capiamo perché occorra saltare un biennio. E perché per farlo si stia affidando a una battaglia legale che porta a conflitti fra poteri dello Stato e che porterà a una pronuncia della Corte Costituzionale la quale inevitabilmente andrà a gravare sulle tasche dei contribuenti.

 

Quali scenari futuri prevede dopo la sentenza del Tar?

 

Il ministro potrebbe emanare un decreto per il quale obbligherebbe tutti i provveditori ad eliminare l’operato del commissario ad acta in merito al reinserimento dei docenti precari nelle graduatorie a pettine. Se ciò dovesse accadere noi chiederemmo di nuovo ai giudici del TAR di esprimersi sulla costituzionalità di tale provvedimento perché secondo noi si violerebbero gli articoli 1, 57, 91 della Costituzione che dicono espressamente che ciascun cittadino italiano ha gli stessi diritti, che candidati in possesso degli stessi requisiti hanno diritto allo stesso accesso e trattamento ai concorsi della Pubblica Amministrazione e, soprattutto, che in Italia bisogna assumere in base al merito di ciascun candidato e non in base a criteri soggettivi.



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