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ISTRUZIONE/ Il paradosso: è Bagnasco a difendere la libertà dello Stato

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È lo stesso equivoco, volutamente alimentato dai mass-media affinché il monopolio della scuola di stato si perpetui all’infinito, che è presente anche nelle polemiche che sono seguite alla sentenza della Corte europea che impone di togliere i crocefissi dalle aule scolastiche. È indubbio, infatti, che la croce quantomeno rappresenti - anche per chi non crede - il simbolo della storia, della cultura, della civiltà del nostro popolo, e che pertanto abbia titolo per essere presente in ogni luogo pubblico, e a maggior ragione nelle scuole. Il giudizio, a questo livello, è chiarissimo ed è giusto che sia ribadito. È altrettanto vero, però, che nessuno ha provato a portare alle estreme conseguenze l’affermazione contenuta nel testo della sentenza, là dove si giustifica la decisione sulla base del diritto delle famiglie alla libertà di educazione.

Finché avremo la scuola unica di Stato, nella quale si pretende - in nome del pluralismo - che ci sia tutto e il contrario di tutto, questi problemi continueranno infatti a riproporsi. È evidente, tra l’altro, che il passaggio da questo pluralismo - coesistenza teorica di una molteplicità di proposte ideali - al relativismo - imposizione dell’assenza di proposte ideali - è fisiologico e inevitabile, come del resto i fatti stessi dimostrano.

Proviamo allora a passare dalla scuola “pluralista” di stato alla pluralità di scuole autonome: istituti statali, non statali, scuole di ispirazione religiosa o atea, scuole originate dalle diverse idealità presenti nella società civile, ognuna con una sua proposta educativa. Scuole che espongono il crocefisso e scuole che non lo espongono: e le famiglie libere di scegliere. Certo, in un contesto di regole comuni e condivise, e di obiettivi formativi certi, misurabili e valutati dall’esterno. Però libere e senza oneri per chi le sceglie.

È forse questo che il cardinale ha chiesto; non ha paura del confronto, non ha paura della libertà. Per tutti. Ma questo non si deve dire.



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COMMENTI
12/11/2009 - Ma quante sono le scuole private non cattoliche? (Fabio Milito Pagliara)

Egregio dott. Lepore, quello che mi chiedo per poter dare un'effettiva valutazione della buona fede del card. Bagnasco è quante siano le scuole cattoliche e quante le scuole non cattoliche nel panorama della scuola privata italiana. Infanzia: Cattoliche/Non Cattoliche Primaria: Cattoliche/Non Cattoliche Secondaria I: Cattoliche/Non Cattoliche Secondaria II: Cattoliche/Non Cattoliche nel ringraziarla anticipatamente le porgo i miei più cordiali saluti Fabio Milito Pagliara

 
11/11/2009 - Precisazione (Lindo Caprino)

Forse il sig. Sonzogni non ha letto bene l'articolo: il card. Bagnasco ha chiesto solo di mantenere gli impegni GIA' PRESI dallo Stato per le scuole non statali e cioè le scuole libere, non per le scuole cattoliche.

 
11/11/2009 - La CEI è sempre pronta a chiedere soldi. (ivano sonzogni)

Siamo alle solite: Bagnasco, come al solito, è in prima fila a chiedere soldi per le scuole cattoliche private. Se chiedesse investimenti per tutta la scuola (statale compresa) potrei anche credere nella sua buona "fede", ma non mi pare che sia interessato al progresso dell'intero sistema formativo italiano. E' comprensibile, ma non giustificabile del tutto, che i sistemi lobbistici italiani chiedano soldi allo Stato Pantalone: Confindustria, ABI e CEI. Mi chiedo se sia possibile essere insegnanti statali e, insieme, anche cattolici!

 
11/11/2009 - Chi beneficia della confusione? (enrico maranzana)

"Una pluralità di scuole autonome .. ognuna con una sua proposta educativa". L'interpretazione della legge conduce a attribuire a "educazione" il suo significato etimologico, interpretazione confermata dal dpr 275/99 che recita: "L’autonomia si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione miranti allo sviluppo della persona umana". La confusione terminologica/concettuale impedisce la definizione, come elencazione di capacità, delle finalità del servizio scolastico e, conseguentemente, inibisce il governo dei processi di apprendimento. Anche sul Crocifisso i politici generano confusione, per il loro gretto tornaconto. Il Crocifisso è simbolo del cristianesimo: chi vuole difenderne l’autenticità deve attivarsi per garantire il limpido fluire del Suo messaggio. Chi AMA il Crocefisso testimonia con le sue opere il vangelo; Chi SPERA nel Crocefisso percorre la sua vita terrena con trepidazione in attesa del ritorno alla casa del Padre, rifuggendo il mito dell’eterna giovinezza; Chi CREDE nel Crocifisso non ha nemici: riconosce in tutte le forme della creazione l’impronta di Dio; Chi ha fede nel Crocifisso cerca la gioia non il piacere; Chi segue il Crocifisso mette a frutto i propri talenti per la difesa di tutti i fratelli a partire dal più piccolo e indifeso; Chi difende il Crocifisso “adora il Padre in spirito e verità” e “non dice Signore, Signore … ma fa la volontà del Padre”.