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ISTRUZIONE/ Il paradosso: è Bagnasco a difendere la libertà dello Stato

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Il pregiudizio, si sa, è duro a morire. Il cardinale Bagnasco, nella sua prolusione alla 60ma Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana (Assisi, 9 - 12 novembre 2009), ha formulato un auspicio molto preciso e inequivocabile: «per quanto riguarda i fondi destinati al sistema dell’istruzione non statale, cioè alla scuola libera, ci si augura che le cifre inizialmente previste con decurtazioni consistenti, possano essere prontamente reintegrate in modo da consentire agli enti erogatori dei servizi di mantenere gli impegni già assunti».

“Sistema di istruzione non statale, cioè scuola libera”: chiaro, no? Eppure, numerosi organi di stampa hanno immediatamente riferito che il cardinale ha chiesto soldi per la scuola cattolica. E la differenza è di non poco conto.

Ciò che chiede il porporato, infatti, non è la difesa corporativa delle scuole nate da ordini e congregazioni religiose o che, comunque, si professano cattoliche. Non sembra proprio gli interessi la sopravvivenza di una “riserva indiana” di scuole confessionali ormai circondata dalla “pluralistica e democratica” scuola di stato. A tema, invece, è la libertà di tutti e per tutti. E dalle sue parole appare evidente. La richiesta di mantenere gli impegni già assunti (il riferimento ai diversi ordini del giorno approvati nell’ultimo anno dal Parlamento a favore delle scuole paritarie è implicito) è infatti per tutte le scuole non statali, qualunque sia la loro origine, fossero anche scuole di ispirazione atea. Perché è un problema di libertà. Quello che fa crescere un popolo è l’esercizio della responsabilità in un contesto di vera libertà. Questo il cardinale Bagnasco lo sa, e per questo lo ha ribadito in diversi modi nella sua prolusione.

 

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COMMENTI
12/11/2009 - Ma quante sono le scuole private non cattoliche? (Fabio Milito Pagliara)

Egregio dott. Lepore, quello che mi chiedo per poter dare un'effettiva valutazione della buona fede del card. Bagnasco è quante siano le scuole cattoliche e quante le scuole non cattoliche nel panorama della scuola privata italiana. Infanzia: Cattoliche/Non Cattoliche Primaria: Cattoliche/Non Cattoliche Secondaria I: Cattoliche/Non Cattoliche Secondaria II: Cattoliche/Non Cattoliche nel ringraziarla anticipatamente le porgo i miei più cordiali saluti Fabio Milito Pagliara

 
11/11/2009 - Precisazione (Lindo Caprino)

Forse il sig. Sonzogni non ha letto bene l'articolo: il card. Bagnasco ha chiesto solo di mantenere gli impegni GIA' PRESI dallo Stato per le scuole non statali e cioè le scuole libere, non per le scuole cattoliche.

 
11/11/2009 - La CEI è sempre pronta a chiedere soldi. (ivano sonzogni)

Siamo alle solite: Bagnasco, come al solito, è in prima fila a chiedere soldi per le scuole cattoliche private. Se chiedesse investimenti per tutta la scuola (statale compresa) potrei anche credere nella sua buona "fede", ma non mi pare che sia interessato al progresso dell'intero sistema formativo italiano. E' comprensibile, ma non giustificabile del tutto, che i sistemi lobbistici italiani chiedano soldi allo Stato Pantalone: Confindustria, ABI e CEI. Mi chiedo se sia possibile essere insegnanti statali e, insieme, anche cattolici!

 
11/11/2009 - Chi beneficia della confusione? (enrico maranzana)

"Una pluralità di scuole autonome .. ognuna con una sua proposta educativa". L'interpretazione della legge conduce a attribuire a "educazione" il suo significato etimologico, interpretazione confermata dal dpr 275/99 che recita: "L’autonomia si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione miranti allo sviluppo della persona umana". La confusione terminologica/concettuale impedisce la definizione, come elencazione di capacità, delle finalità del servizio scolastico e, conseguentemente, inibisce il governo dei processi di apprendimento. Anche sul Crocifisso i politici generano confusione, per il loro gretto tornaconto. Il Crocifisso è simbolo del cristianesimo: chi vuole difenderne l’autenticità deve attivarsi per garantire il limpido fluire del Suo messaggio. Chi AMA il Crocefisso testimonia con le sue opere il vangelo; Chi SPERA nel Crocefisso percorre la sua vita terrena con trepidazione in attesa del ritorno alla casa del Padre, rifuggendo il mito dell’eterna giovinezza; Chi CREDE nel Crocifisso non ha nemici: riconosce in tutte le forme della creazione l’impronta di Dio; Chi ha fede nel Crocifisso cerca la gioia non il piacere; Chi segue il Crocifisso mette a frutto i propri talenti per la difesa di tutti i fratelli a partire dal più piccolo e indifeso; Chi difende il Crocifisso “adora il Padre in spirito e verità” e “non dice Signore, Signore … ma fa la volontà del Padre”.