BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL CASO/ A scuola da Cometa, dove gli ultimi diventano primi

Pubblicazione:

Cometa_Oliver_TwistR375.jpg

Questi ragazzi, come i loro coetanei, vivono nel pieno dell'emergenza educativa che attraversa il nostro paese, e non solo. Essi sono preda di un progressivo disimpegno, un disinteresse verso ogni cosa, una non voglia di studiare. Un problema non più prevalentemente economico-sociale, ma culturale: la disgregazione della famiglia genera difficoltà affettive che si manifestano nei ragazzi in diffuse problematiche caratteriali, relazionali, sociali.

 

Molti dei ragazzi dell'indagine provengono da esperienze di abbandono scolastico e la proposta educativa (il Liceo del Lavoro) parte dal potenziale educativo del lavoro per introdurli alla scoperta di se stessi, delle proprie capacità e attitudini.

 

I risultati dell'indagine sono sorprendenti, ha spiegato Vittadini. La rilevazione degli esiti dell'intervento formativo ha restituito risultati apprezzabili non solo per efficacia, ma anche per efficienza e qualità. Un'efficacia certamente misurabile dai risultati dei ragazzi, che hanno recuperato un importante gap di partenza risultando sostanzialmente almeno di pari valore rispetto agli altri coetanei inseriti in azienda. A volte sembra ci sia anche qualcosa in più: dichiara un artigiano "questi ragazzi sono educati alla cultura del lavoro".

 

Ma non solo. Anche la qualità degli interventi è molto apprezzata dalle imprese che hanno espresso la loro soddisfazione evidenziando dal piacere di poter trasmettere l'esperienza di una vita, alla riscoperta di una dignità e responsabilità personali, oltre che a una presenza che chiede una riflessione, spesso un cambiamento organizzativo, sicuramente una sollecitazione a trovare nuovi stimoli anche per il proprio lavoro.

 

Ma cosa c'è in questa scuola di diverso dalle altre, che la distingue anche nei risultati? Sicuramente il metodo: dal fare al conoscere, dall'esperienza alla conoscenza. In altri termini potremmo anche dire: fare ed essere. Una proposta educativa unitaria che si articola anche nella realizzazione di capolavori come ad esempio sedie da bruciare che diventano pezzi unici messi in mostra e venduti all'asta, di recente anche nel cuore di Parigi, a creazione di tessuti che partecipano a collezioni internazionali.

 

Ma l'emergenza educativa costituisce oggi innanzitutto una sfida per gli adulti. La prima debolezza è la carenza della proposta degli adulti, ha ricordato Onorato Grassi, commissario straordinario dell'A.N.S.A.S. Occorre continuamente educarsi per educare, rimettersi in gioco per continuare a partecipare con i ragazzi all'avvenimento della conoscenza. L'educazione è introduzione al reale, conoscere tutto, se stessi, le cose.

 

L'adulto che accetta questa sfida è il Maestro, colui che si implica per “fare con”. Come sottolineato da Elena Ragazzi, ricercatrice del Ceris, il rapporto con il Maestro è condizione per la crescita tecnica ed esistenziale del ragazzo mediante l'espressione di un giudizio sulle cose. Ma soprattutto esso rappresenta la possibilità per il ragazzo di ritrovare il desiderio di costruire che nasce dall'immedesimazione con la passione dell'adulto. Il coinvolgimento di imprenditori e artigiani è perciò uno dei punti di forza della Scuola Oliver Twist, che con loro realizza un partenariato educativo.

 

CONTINUA LA LETTURA DELL'ARTICOLO, CLICCANDO IL PULSANTE >> QUI SOTTO



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >