BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL CASO/ A scuola da Cometa, dove gli ultimi diventano primi

Pubblicazione:

Cometa_Oliver_TwistR375.jpg

«Come ministro dell'istruzione mi sento in dovere di dirvi grazie, grazie perché avete fatto davvero un grandissimo lavoro. Credo che questa scuola sia una vittoria del paese, perché così si fa scuola, così di valorizza la formazione professionale, così si supera la crisi, ci sono molti convegni, ma le risposte sono spesso con il fiato corto».

 

Alla “Scuola Oliver Twist” la Gelmini si presenta con le idee chiare; incisiva e incalzante dice quello che in tanti pensano, dice le cose come sono. Riscuote ampi applausi da una platea variegata, gremita da più di 400 persone. Solo posti in piedi per entrare, autorità e istituzioni innumerevoli presenti, uno schieramento di imprenditori e artigiani con una straordinaria presenza di insegnanti e dirigenti scolastici insieme ai genitori di ragazzi.

 

Il Ministro parla del programma dei prossimi 10 anni, orizzonte inconsueto per un politico, ma soprattutto è non convenzionale quando sposa «la valenza educativa e culturale del lavoro. In Italia - continua la Gelmini - esiste un luogo comune chi studia non deve lavorare e chi lavora non deve studiare. Questi sono i muri da abbattere. Dobbiamo rendere la scuola istituzione per eccellenza».

 

È iniziato qualcosa di nuovo nel panorama educativo italiano. Gli ultimi, i ragazzi che hanno abbandonato la scuola, quelli che il sistema non è riuscito a tener dentro e ha mandato alla formazione professionale, sono oggi tra i primi a godere di una delle più interessanti novità del panorama educativo: un interessante metodo pedagogico. Il Vice Presidente della Regione Lombardia e assessore all'Istruzione Formazione e Lavoro Gianni Rossoni ne racconta gli sviluppi con passione.

 

In alcune realtà dell'Istruzione e Formazione Professionale sta emergendo esperienzialmente l'indicazione di un nuovo metodo pedagogico sempre più necessario per imparare: dall'esperienza alla conoscenza. Un'erudizione o una conoscenza tecnica, un accumulo di informazioni, come si può fare con un computer non portano una conoscenza umana. La conoscenza umana accade dentro un rapporto, coinvolge tutto l'io. Un sapere che non implica tutta la persona, la propria umanità, l'affezione, la ragione, manca del gusto della vita, è un sapere senza sapore.

 

Questo seme di novità hanno voluto mettere a tema Fondazione Oliver Twist e Fondazione Cometa con Fondazione per la Sussidiarietà, a Como, con la realizzazione di un convegno internazionale. L'iniziativa nasce con la presentazione dell'indagine condotta da Giorgio Vittadini, Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà su un significativo campione delle 250 imprese del territorio lariano, che hanno preso in stage o assunto almeno uno dei ragazzi della Scuola Oliver Twist.

 

CONTINUA LA LETTURA DELL'ARTICOLO, CLICCANDO IL PULSANTE >> QUI SOTTO



  PAG. SUCC. >