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SCUOLA/ Bertagna: precari e ricorsi al TAR, ecco le “piaghe” che affliggono l’istruzione

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La seconda è che la burocrazia ministeriale, e la politica che l’ascolta fidandosi delle sue competenze tecniche, non è all’altezza delle sue altissime funzioni. Come gli eserciti dell’antichità, la burocrazia ministeriale gestisce, come è noto, la scuola apparato con i sindacati di notte e finge di distinguersene nel ruolo di giorno. Del resto, l’unico modo per far funzionare il carrozzone scolastico ingessato da 80 anni di statalismo corporativo. Una norma come quella che ha dato adito al contenzioso in oggetto è incredibile che non sia scaturita da questi incontri di backstage tra ministero e sindacati. Dunque qualcuno ha tecnicamente e sindacalmente sbagliato, sottovalutando la normativa che regge la scuola apparato. Sarebbe un grandissimo esempio di educazione civica per i giovani che si troveranno a dover subire le conseguenze educative e culturali di queste decisioni giudiziarie e per l’intera società che chi ha sbagliato confessasse il proprio errore e pagasse di tasca sua. Confessare il proprio errore potrebbe anche significare dichiarare che non si può più pensare che la scuola sia un’istituzione educativa e culturale che mette al centro delle proprie preoccupazioni gli allievi continuando a governarle e a gestirla nel modo con cui la si governa e la si gestisce da decenni. Se poi qualcuno, responsabili ministeriali e sindacali della norma che ha originato il contenzioso, si dimettesse pure darebbe il segno più evidente del cambio di passo che sarebbe necessario.

 

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COMMENTI
12/11/2009 - Eppure le norme sbagliate erano state segnalate (Fabio Milito Pagliara)

Esimio Prof. Bertagna, le norme che sono state impugnate erano state segnalate e discusse. Tanto che la Commissione Cultura ad ottobre 2008 si era detta favorevole a consentire il trasferimento a pettine, tanto che era uscita anche una bozza di aggiornamento delle graduatorie che consentiva il trasferimento e non parlava delle tre province aggiuntive. Poi per motivi cieca demagogia si è decisi di accontentare le richieste di alcune forze politiche e sindacali e si è fatto un decreto completamente sbagliato ed ingiusto. Quello che ad oggi risulta incomprensibile è la pervicace volontà di difendere i propri errori da parte del ministero, anche a costo di renderli ancora peggiori. Cordialmente, Fabio Milito Pagliara

 
12/11/2009 - anche Einaudi... (Sergio Palazzi)

A fianco di Sturzo e delle sue giuste osservazioni, possiamo mettere anche Einaudi e tutto il filone del liberalismo novecentesco (va notato: in questo caso, con un sostanziale accordo tra quello liberale c.d. "di destra" e quello liberal-radicale "di sinistra")che ha sempre rifiutato il moloch statale dell'istruzione per due ragioni: primo, è in principio una emanazione di uno stato più o meno totalitario; secondo, perchè comunque funziona male. L'art. 33 della Costituzione è, come è noto, la rappresentazione di un piacevole intreccio tra la cultura liberale e quella giacobino-socialista. Se spesso si ricordano le ultime parole del 3° comma ("senza oneri per lo Stato"), si omette quasi sempre di considerare l'effetto deleterio del 5° comma, quello che dà rango costituzionale al pezzo di carta ed al fatto che si vada a scuola sostanzialmente per prendere quello, assai più che per crescere ed imparare. O, quanto meno, ci si rifiuta regolarmente di applicarlo appieno, spostando la verifica delle competenze non al momento di uscita da un livello formativo ma al momento di ingresso in un livello successivo.

 
12/11/2009 - La legge - questa sconosciuta (enrico maranzana)

La criminalità organizzata può essere vinta se la legge dello stato è fondamento della società. Asserzione che vale anche per il mondo della scuola in cui le leggi finalizzate al riordino e all'innovazione del servizio sono sostanzialmente disattese. L'articolo qui commentato ne è evidente esempio. L'affermazione "con un modello organizzativo parallelamente amministrativo e sindacale di natura centralistica" prefigura una situazione che non ha nulla a che vedere con quanto disegnato dal TU 297/94. Il legislatore, seguendo i dettami delle scienze dell'amministrazione, ha scomposto il problema scolastico (formazione-educazione-coordinamento didattico - progettazione - insegnamento) e ha attribuito le responsabilità di ogni funzione a organismi specificatamente costituiti. Il problema che ci si deve porre è: perchè si coprono i responsabili dell'insubordinazione e dei disservizi facendo leva sulla confusione derivante da ragionamenti che poco hanno a che vedere con la qualità e l'incisività del servizio scolastico?