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SCUOLA/ Riforma dei licei: nei regolamenti la chiave per l'autonomia didattica

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La seconda riguarda proprio i passaggi che i regolamenti stanno compiendo prima di giungere al varo finale e rivestire la forma del Dpr. È utile che la formulazione che abbiamo citato resti e che anzi si faccia di tutto per chiarirla con simulazioni e il ricorso ad esempi di flessibilità che già sono stati realizzati da scuole che non hanno atteso chissà quale palingenesi per muoversi.

In tutte e due i casi è in questione un metodo di lavoro che non può prescindere da una concezione che si possiede del proprio lavoro e della dignità della persona che lo compie: insegnante, esperto o funzionario ministeriale che sia.

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COMMENTI
13/11/2009 - L'autonomia non blocca l'analfabetismo scientifico (Michele Borrielli)

L’articolista propone che le scuole “richiedano”(anche se ammette “ristrettezze”), ma è l’impianto di partenza che deve essere “sano”, eventuali % sono condizionate e marginali: i tagli sono, contro le indicazioni OCSE, assurdamente selettivi a danno delle discipline scientifiche e tecnologiche (nel triennio finale-20%, che stride con aumento del 15% di Italiano, nel biennio iniziale taglio fino al 60%),e assurdi accorpamenti (Chimica+scienze naturali e biologiche nei licei). Nel forum de la Tecnica della Scuola leggo“Il famoso 20% di autonomia(…)deve esercitarsi(…)nei limiti dell'organico concesso dal ministero(…): se ti danno una cattedra di lettere in organico di diritto, tu -scuola- puoi anche decidere di usarne solo l'80%, ma sappi che poi nessuno ti pagherà l'equivalente del 20% di ore rimanente, se volessi magari usarle per fare Laboratorio di Fisica e Chimica -ma, certo, puoi sempre impiegare lo stesso prof di lettere anche per questo insegnamento(…)”.Per effetto dei nuovi quadri orario si avrà un’insufficiente dotazione di docenti discipline scientifiche e tecnologiche, per i futuri ist.tecnici e licei, e senza un organico scientifico adeguato e qualificato è IMPOSSIBILE una correzione di tali storture mediante %. I nuovi regolamenti vanno rivisti, aumentando le ore delle discipline scientifiche e tecnologiche, poi di tali ore e dei relativi docenti, le Scuole decideranno che fare, nel rispetto delle competenze di ognuno (es:la chimica al chimico 33A e non al biologo

 
13/11/2009 - Autonomia: il campo di definizione (enrico maranzana)

Sarebbe stato opportuno non limitarsi a affermare che "L’autonomia scolastica, intesa come autonomia didattica e organizzativa" ma a fondare la riflessione sulla definizione del DPR: "L’autonomia si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione miranti allo sviluppo della persona umana". Quest'ultima enunciazione, oltre a richiamare la finalità del servizio scolastico, implica la collegialità, collegialità combattuta e vanificata dal DDL Aprea. Nell’articolo non c'è cenno a questo intervento distruttivo, ci si limita a richiamare l'importanza dell'autonomia organizzativa, facoltà che dal 1974 è disponibile ai Consigli di Istituto e mai utilizzata (se non si analizzano e si rimuovono le cause di tali inadempienze e insubordinazioni il futuro dell'attuale riforma è segnato). L'articolo si sviluppa intorno alle risorse, questione importante ma secondaria: la qualità del servizio e l'autonomia si giocano sul terreno della gestione integrata e interdipendente della scuola. Rimando a quanto pubblicato su educationduepuntozero, in temi-autonomia e organizzazione, per un'introduzione più articolata alla professionalità docente e all'organizzazione scolastica.