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SCUOLA/ Riforma dei licei: nei regolamenti la chiave per l'autonomia didattica

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La riforma della scuola secondaria di secondo grado sembra avviata, una buona volta, su un binario che si annuncia scorrevole. Per quanto l’itinerario al termine del quale gli attuali tre regolamenti che presiedono al riassetto del sistema d’istruzione (riguardanti i nuovi istituti tecnici, i nuovi istituti professionali e i nuovi licei) non sia ancora completato (mancano i pareri delle commissioni parlamentari e quello del Consiglio di Stato) dopo lo sblocco avvenuto in Conferenza Stato-Regioni, che il parere necessario l’ha espresso, seppure articolato e comunque non vincolante, grosse insidie non se ne presagiscono.

Ora le scuole sanno che il termine per le iscrizioni alle classi prime del prossimo anno scolastico 2010-2011 (quello in cui partirà la riforma) è spostato al 27 febbraio. Da qui a quella data dovrebbero essere messe in atto da parte dell’amministrazione centrale misure di informazione e aggiornamento sul riordino del sistema.

Vale la pena chiedersi quali siano i punti di forza di una manovra in parte di ritocco, in parte di revisione piuttosto profonda dell’esistente.

Al di là di ciò che potrà essere divulgato, magari in forma un po’ schematica, e di ciò che sarà effettivamente recepito dalla base, ci pare che al punto di incrocio delle due coordinate apparentemente antitetiche su cui si muove la riforma (razionalizzazione delle risorse ed innalzamento della qualità dell’offerta formativa) si collochi ancora una volta l’autonomia scolastica, intesa come autonomia didattica e organizzativa, posto che quella finanziaria per il nostro Paese è ancora un’Araba Fenice.

Le scuole superiori dovranno muoversi, e i loro dirigenti attivarsi, e i loro insegnanti rimettere mano al senso più profondo della professione che implica la lettura delle esigenze dei loro studenti e la capacità di implicarsi nelle risposte.

Questa constatazione deriva dal confronto fra le ultime versioni dei Regolamenti di cui s’è avuta notizia, stante che la redazione ufficiale non è stata ancora resa pubblica (sì invece sintesi e anticipazioni a cura del Miur).

Bene: nel Regolamento concernente la sistemazione dei licei, per cui gli attuali 396 indirizzi sperimentali e 51 progetti assistiti dal Ministero, dovrebbero confluire nei sei modelli fondamentali (artistico, classico, linguistico, musicale e coreutico, scientifico e delle scienze umane), si legge (ultima versione del 2 luglio 2009) che «nell’ambito delle dotazioni organiche del personale docente che annualmente vengono definite con il decreto interministeriale […] viene previsto un contingente di organico da assegnare alle singole istituzioni scolastiche e/o disponibile attraverso gli accordi di rete […] con il quale le istituzioni scolastiche medesime possono potenziare gli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti e/o attivare ulteriori insegnamenti» (art. 10, comma 3).

Sembrano bizantinismi, ma in realtà le parole pesano. Dire che «viene previsto un contingente di organico da assegnare» e dire che «il contingente di organico viene assegnato» non è la stessa cosa. Di mezzo si pone la possibilità delle scuole autonome di prevedere e richiedere un certo tipo di organico funzionale al piano dell’offerta formativa che annualmente è proposto alle famiglie e che rappresenta il profilo del singolo istituto.

 

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COMMENTI
13/11/2009 - L'autonomia non blocca l'analfabetismo scientifico (Michele Borrielli)

L’articolista propone che le scuole “richiedano”(anche se ammette “ristrettezze”), ma è l’impianto di partenza che deve essere “sano”, eventuali % sono condizionate e marginali: i tagli sono, contro le indicazioni OCSE, assurdamente selettivi a danno delle discipline scientifiche e tecnologiche (nel triennio finale-20%, che stride con aumento del 15% di Italiano, nel biennio iniziale taglio fino al 60%),e assurdi accorpamenti (Chimica+scienze naturali e biologiche nei licei). Nel forum de la Tecnica della Scuola leggo“Il famoso 20% di autonomia(…)deve esercitarsi(…)nei limiti dell'organico concesso dal ministero(…): se ti danno una cattedra di lettere in organico di diritto, tu -scuola- puoi anche decidere di usarne solo l'80%, ma sappi che poi nessuno ti pagherà l'equivalente del 20% di ore rimanente, se volessi magari usarle per fare Laboratorio di Fisica e Chimica -ma, certo, puoi sempre impiegare lo stesso prof di lettere anche per questo insegnamento(…)”.Per effetto dei nuovi quadri orario si avrà un’insufficiente dotazione di docenti discipline scientifiche e tecnologiche, per i futuri ist.tecnici e licei, e senza un organico scientifico adeguato e qualificato è IMPOSSIBILE una correzione di tali storture mediante %. I nuovi regolamenti vanno rivisti, aumentando le ore delle discipline scientifiche e tecnologiche, poi di tali ore e dei relativi docenti, le Scuole decideranno che fare, nel rispetto delle competenze di ognuno (es:la chimica al chimico 33A e non al biologo

 
13/11/2009 - Autonomia: il campo di definizione (enrico maranzana)

Sarebbe stato opportuno non limitarsi a affermare che "L’autonomia scolastica, intesa come autonomia didattica e organizzativa" ma a fondare la riflessione sulla definizione del DPR: "L’autonomia si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione miranti allo sviluppo della persona umana". Quest'ultima enunciazione, oltre a richiamare la finalità del servizio scolastico, implica la collegialità, collegialità combattuta e vanificata dal DDL Aprea. Nell’articolo non c'è cenno a questo intervento distruttivo, ci si limita a richiamare l'importanza dell'autonomia organizzativa, facoltà che dal 1974 è disponibile ai Consigli di Istituto e mai utilizzata (se non si analizzano e si rimuovono le cause di tali inadempienze e insubordinazioni il futuro dell'attuale riforma è segnato). L'articolo si sviluppa intorno alle risorse, questione importante ma secondaria: la qualità del servizio e l'autonomia si giocano sul terreno della gestione integrata e interdipendente della scuola. Rimando a quanto pubblicato su educationduepuntozero, in temi-autonomia e organizzazione, per un'introduzione più articolata alla professionalità docente e all'organizzazione scolastica.