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SCUOLA/ Riforma licei: Educazione Civica, ecco perché è giusto che torni in classe

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L’accusa rivolta a Luciano Corradini di delineare un’educazione sganciata dai saperi mi sembra priva di fondamento. Non risulta che il documento d’indirizzo su Cittadinanza e Costituzione disattenda l’impostazione metodologica splendidamente enunciata nei Programmi didattici del 1985, laddove era chiaramente indicato che l’Educazione alla convivenza democratica, uno dei precedenti storici e stretto parente del nuovo insegnamento, mentre aveva nella promozione di un clima sociale positivo le indispensabili curvature pratiche ed esperienziali capaci di collegare insegnamento e vita vissuta, ricavava da tutte le discipline e in particolare dalla Storia, dalla Geografia e dagli Studi sociali le necessarie basi di natura conoscitive e culturale, tanto care al professor Galli della Loggia. Il quale rischia di cadere nell’errore opposto, che è quello di fare esclusivo affidamento sulla primazia dell’istruzione, nella convinzione, non molto fondata, che l’Educazione Civica scaturisca per germinazione spontanea dai saperi, senza che sia necessario attivare e percorrere appositi itinerari formativi.

A Galli della Loggia non sarebbe gradita nemmeno questa ultima espressione, dal momento che tra le colpe di cui fa carico al suo collega Corradini c’è anche quella riguardante il linguaggio, polemicamente denominato pedagogese, evidentemente a lui non familiare, perché non gli è familiare nemmeno la Pedagogia, la quale, così come ogni altra disciplina, aggiorna e sviluppa continuamente il proprio lessico, adeguandolo ai progressi della ricerca educativa.

 

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COMMENTI
17/11/2009 - Cittadinanza e costituzione (giovanni brancaccio)

Sono un referente di un progetto in rete finanziato dal Miur e relativo alla sperimentazione di un curricolo verticale dalle elementari alle superiori ( biennio dell'obbligo ) . Premetto che la confusione regna sovrana , sembra che la Gelmini si faccia intimorire dai tuttologi ( quanto poi a sperimentare e a dire l'ultima dovremmo essere noi docenti ) , in quanto nei regolamenti del primo ciclo e quello in approvazione del secondo ciclo , conosciuto come riforma delle superiori , non c'è traccia della disciplina o materia che dir si voglia , di Cittadinanza e Costituzione . Al contrario di quello che si legge nel documento di indirizzo ove si prefigura sia lo statuto epistemologico che il monte ore (33 ore annuali ) . Noi , ad esempio , abbiamo tradotto la Costituzione in cittadinanza attiva , pensando che questo sia lo scopo primario , non l'indottrinamento . A partire dall'art . 45 , sperimentiamo l'applicazione e l'opportunità che offre la legge , in merito alla costituzione di cooperative , la solidarietà e il terzo settore in generale , coinvolgendo alunni in qualità di soci cooperatori e genitori e membri delle associazioni territoriali in qualità di soci cooperatori . Il progetto è visionabile al sito dell'indire , al link cittadinanza e costituzione . Da qui si evince che lo scopo dell'insegnamento non è del tipo astratto o pedagogico . Al contario ,si prende spunto dal testo costituzionale per orientare le scelte del cittadino anche nel campo lavorativo

 
17/11/2009 - Predicare bene ma razzolare male (enrico maranzana)

Il principio "non esistono venti favorevoli per chi non sa dove andare" è il fondamento di ogni attività progettuale, proprio quella che il legislatore ha posto a fondamento del servizio scolastico [etimologia del termine e DPR sull'autonomia]. La progettazione è un processo che muove dalla finalità del sistema, riconosce i sottoproblemi di cui è composta e, per raffinamenti successivi, struttura il campo del problema ed esplicita le strategie risolutive: la scuola è finalizzata alla promozione e al consolidamento delle capacità e delle competenze dei giovani, finalità conseguita utilizzando strumentalmente le conoscenze e le abilità [legge 53/2003]. Da tale definizione discende che l'insegnamento dell’educazione civica, decontestualizzato, altro non è che una perdita di tempo di una modalità per lasciare le cose così come stanno. "Le approssimazioni lessicali generano imprecisioni concettuali" è un altro principio sacrosanto ma i significati, nella scuola, devono derivare dalla legge. Il TU del 94 indica la programmazione educativa come campo vitale del Collegio dei docenti che enuncia i propri obiettivi in termini di capacità, formula ipotesi per il loro conseguimento, controlla i risultati e gestisce gli scostamenti. Si tratta di un'attività collegiale, unitaria, progettuale, sperimentale che non ha mai trovato applicazione nella scuola proprio per il fraintendimento derivante da significati parcellizzati: educazione stradale, educazione alla salute, educazione civica.