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SCUOLA/ Riforma licei: Educazione Civica, ecco perché è giusto che torni in classe

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E, come sempre accade, le approssimazioni lessicali generano imprecisioni concettuali, come quando si confondono le finalità con gli obiettivi, e si considerano troppo ambiziose le finalità, dimenticando che esse possono esserlo in quanto mete ideali e lontane, e solo gli obiettivi sono traguardi raggiungibili e verificabili, ed altro non sono che le unità frazionarie di quel tutto che chiamiamo finalità e serve a dare ai traguardi intermedi significato e senso. Stando così le cose, risulta assolutamente ingiustificato il tono ironico con cui il professor della Loggia ci segnala che il documento corradiniano assegna all’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione lo scopo di formare niente po’ po’ di meno che l’uomo nuovo. Forse avrebbe preferito che si dicesse: il fanciullo, il ragazzo, il giovane? O l’uomo vecchio? È difficile aiutare qualcuno a crescere e diventare adulto se chi anima il processo, oltre a conoscere i gradienti e le leggi della crescita, non ha un’idea chiara dello stato finale di adulto, che è l’idea di un essere umano pienamente riuscito, adeguato ai tempi, auspicabilmente in grado di migliorare il mondo, e perciò Nuovo. È forse vietato essere ottimisti? Diceva qualcuno che non esistono venti favorevoli per chi non sa dove andare, e questo è vero anche per l’educatore, non soltanto per il nocchiero. Anche in educazione è valido il principio che l’ottimismo aiuta a risolvere i problemi e a raggiungere gli obiettivi. 



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COMMENTI
17/11/2009 - Cittadinanza e costituzione (giovanni brancaccio)

Sono un referente di un progetto in rete finanziato dal Miur e relativo alla sperimentazione di un curricolo verticale dalle elementari alle superiori ( biennio dell'obbligo ) . Premetto che la confusione regna sovrana , sembra che la Gelmini si faccia intimorire dai tuttologi ( quanto poi a sperimentare e a dire l'ultima dovremmo essere noi docenti ) , in quanto nei regolamenti del primo ciclo e quello in approvazione del secondo ciclo , conosciuto come riforma delle superiori , non c'è traccia della disciplina o materia che dir si voglia , di Cittadinanza e Costituzione . Al contrario di quello che si legge nel documento di indirizzo ove si prefigura sia lo statuto epistemologico che il monte ore (33 ore annuali ) . Noi , ad esempio , abbiamo tradotto la Costituzione in cittadinanza attiva , pensando che questo sia lo scopo primario , non l'indottrinamento . A partire dall'art . 45 , sperimentiamo l'applicazione e l'opportunità che offre la legge , in merito alla costituzione di cooperative , la solidarietà e il terzo settore in generale , coinvolgendo alunni in qualità di soci cooperatori e genitori e membri delle associazioni territoriali in qualità di soci cooperatori . Il progetto è visionabile al sito dell'indire , al link cittadinanza e costituzione . Da qui si evince che lo scopo dell'insegnamento non è del tipo astratto o pedagogico . Al contario ,si prende spunto dal testo costituzionale per orientare le scelte del cittadino anche nel campo lavorativo

 
17/11/2009 - Predicare bene ma razzolare male (enrico maranzana)

Il principio "non esistono venti favorevoli per chi non sa dove andare" è il fondamento di ogni attività progettuale, proprio quella che il legislatore ha posto a fondamento del servizio scolastico [etimologia del termine e DPR sull'autonomia]. La progettazione è un processo che muove dalla finalità del sistema, riconosce i sottoproblemi di cui è composta e, per raffinamenti successivi, struttura il campo del problema ed esplicita le strategie risolutive: la scuola è finalizzata alla promozione e al consolidamento delle capacità e delle competenze dei giovani, finalità conseguita utilizzando strumentalmente le conoscenze e le abilità [legge 53/2003]. Da tale definizione discende che l'insegnamento dell’educazione civica, decontestualizzato, altro non è che una perdita di tempo di una modalità per lasciare le cose così come stanno. "Le approssimazioni lessicali generano imprecisioni concettuali" è un altro principio sacrosanto ma i significati, nella scuola, devono derivare dalla legge. Il TU del 94 indica la programmazione educativa come campo vitale del Collegio dei docenti che enuncia i propri obiettivi in termini di capacità, formula ipotesi per il loro conseguimento, controlla i risultati e gestisce gli scostamenti. Si tratta di un'attività collegiale, unitaria, progettuale, sperimentale che non ha mai trovato applicazione nella scuola proprio per il fraintendimento derivante da significati parcellizzati: educazione stradale, educazione alla salute, educazione civica.