BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

UNIVERSITA’ STATALE/ Volontari CUSL: l’Anarchia contro la Libertà

Pubblicazione:

carcerieriR375_17nov09.jpg

 

Riportiamo il volantino diffuso dagli studenti universitari che lavorano come volontari presso la libreria CUSL, situata all’interno dell’Università degli Studi di Milano, a seguito di un increscioso incidente causato da un gruppo di sedicenti anarchici

 

I fatti. Venerdì 2 ottobre 2009 irrompono nella cooperativa universitaria CUSL di Via Festa del Perdono cinque esponenti del mondo anarchico milanese del collettivo «Ringhiera» di Porta Ticinese. Si dirigono alle macchine fotocopiatrici, fanno qualche centinaio di fotocopie e si avviano all’uscita. Alla richiesta di pagamento, minacciano e poi aggrediscono con calci e pugni gli studenti all’interno della cooperativa, i quali non reagiscono. Gli aggressori si allontanano. A quel punto vengono contattate le Forze dell’Ordine che, giunte sul posto, chiedono che venga riferito l’episodio dettagliatamente. Viene sporta denuncia.

Le successive iniziative della polizia giudiziaria sono da considerarsi del tutto autonome (e del resto non potrebbe essere diversamente). Altrettanto autonoma è l’iniziativa della magistratura, sfociata nell’esecuzione dell’ordinanza restrittiva della libertà personale degli anarchici coinvolti. Ciò avviene lo scorso 13 novembre, come riportato dalle cronache giornalistiche, suscitando le proteste degli ambienti di riferimento degli arrestati. Tali proteste sono culminate nella manifestazione di lunedì16 novembre in Via Festa del Perdono, nel corso della quale si assiste ad un incredibile ribaltamento della realtà: gli striscioni e i volantini utilizzati stigmatizzano infatti il comportamento di quegli studenti che, dopo aver subito il furto ed essere stati aggrediti, si sono rivolti alle Forze dell’Ordine.

 

CONTINUA A LEGGERE IL VOLANTINO, CLICCA SUL SIMBOLO ">>" QUI SOTTO



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
18/11/2009 - Non mi fanno pena (giulio caligara)

Anch'io ho fatto l'università in anni de fuego (primi anni 70). Mi ricordo benissimo che i frequenti assalti alle sedi di Cl e alle cooperative, la violenza in ateneo, l'impossibilità di parola per chiunque non appartenesse alla sinistra estrema erano tollerati dall'autorità accademica e giustificati dalle élites culturali del tempo (qualcuno si ricorda di quando Eco & contubernales firmavano documenti dal titolo "Nè con lo Stato nè con le BR"?) Senza quelle oggettive complicità le cose sarebbero andate diversamente. Per cui a me gli anarchici di Milano non fanno pena per niente. Meno male che c'è qualcuno che li sbatte in galera.

 
17/11/2009 - déja vu (donatella da corte)

Ho frequentato l'università di Padova negli anni '80, anni di piombo, quando la città fu persino blindata e vidi per la prima volta i carri armati dal vivo! Erano gli anni di Toni Negri, quando i miei amici non potevano nemmeno frequentare la facoltà di scienze politiche; gli anni in cui gambizzarono il preside di psicologia e rapirono il generale Dozier...Fra gli altri avvenimenti piccoli e grandi,accadde anche l'assalto alla nostra cooperativa libraria: un gruppetto di Autonomi (ma forse oggi si fanno chiamare Anarchici..), indossando maschere di carnevale, sfondò la vetrina del locale, rinchiuse nei bagni le volontarie che stavano facendo il turno e sfasciarono ogni cosa. Quello che è successo a Milano preoccupa perchè è frutto di un clima che, come da tempo avverte Pansa, sta diventando sempre più simile a quello di allora. E allora non ci furono solo danni alla piccola cooperativa di CL, ma aggressioni e morti in tutta Italia... Occorre che chi ne ha il potere (in primis i media) abbassino i toni del confronto, se vogliamo evitare il déja vu...