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INVALSI/ Sintesi del rapporto integrale sulle rilevazioni degli apprendimenti 2008-2009 nella scuola primaria

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I risultati degli alunni delle diverse aree del Paese sono meno uniformi di quanto rilevato nella classe seconda. Anche se di minore entità rispetto alla classe seconda, si conferma un divario negli apprendimenti di Italiano (due punti percentuali rispetto al resto del Paese). Per la Matematica, si evidenziano rilevanti differenze di punteggio fra le tre macro-aree geografiche. In sostanza sembra profilarsi un progressivo distacco degli apprendimenti dei ragazzi frequentanti le scuole del Centro da quelli del Nord e si conferma il più basso livello degli apprendimenti dei ragazzi frequentanti le scuole del Sud.

Anche per la quinta primaria le differenze di punteggio, connesse al genere e quelle legate all’età dei bambini, sono minime o comunque non sufficientemente ampie per superare la soglia della significatività statistica.

I bambini di cittadinanza diversa da quella italiana nella classe quinta della scuola primaria conseguono risultati molto inferiori rispetto a quelli ottenuti dai loro compagni di cittadinanza italiana in Matematica (4,8 punti percentuali in meno) e soprattutto in Italiano (7,2 punti). Come per la seconda classe, in entrambe le materie le differenze connesse con la cittadinanza sono molto più accentuate al Nord che al Centro e al Sud.

La variabilità dei livelli di apprendimento.

La variabilità dei livelli di apprendimento è normalmente utilizzata per valutare il grado di uniformità di opportunità che il sistema di istruzione offre a tutti gli allievi. Una bassa variabilità indica che i tutti i ragazzi conseguono livelli di apprendimento simili, indipendentemente dalle condizioni socio-economiche delle loro famiglie, dalla scuola frequentata e dal contesto socio-economico di provenienza. Alta variabilità implica difformità di opportunità. Oltre alla dimensione della variabilità si considera in genere anche quanta parte di essa dipenda dalle differenze tra le scuole e quanta dalle differenze dentro le scuole. Dove la prima componente è più bassa, maggiore è l’uniformità delle opportunità.

I risultati delle prove di Italiano e di Matematica evidenziano una differenza nella variabilità dei punteggi all’interno delle diverse aree. Gli esiti sono molto più dispersi al Sud che nelle altre regioni. Inoltre questa differenza di variabilità è da imputare prevalentemente alla componente tra scuole nelle regioni meridionali, considerevolmente maggiore rispetto al resto del Paese. In Italiano nella classe seconda la quota della varianza tra scuole sul totale è molto bassa nel Nord e nel Centro (4,7 e 8,9 per cento rispettivamente) e pari al 17,5 per cento nel Sud. Queste differenze si amplificano per la matematica e nella classe quinta.



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