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SCUOLA/ Quote regionali, uno strumento per l’autonomia: l’esempio lombardo

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Un’ultima notazione: l’adozione della quota regionale nei curricola non costituisce condizione necessaria ed obbligatoria. La Regione definisce in modo non generico ciò ritiene fondamentale per la formazione dei ragazzi nell’ambito specifico del territorio lombardo; le istituzioni, nella loro autonomia, si confrontano con tali indicazioni e, se le ritengono congrue con il fabbisogno della propria utenza, le assumono e declinano concretamente. La libertà la si esercita, infatti, a partire da riferimenti precisi. La logica è quella di una dialettica virtuosa tra i soggetti che compongono la “Repubblica”: Stato, Regione, EELL e autonomia scolastica. Dove autonomia significa responsabilità verso l’utenza. In rapporto al vincolo normativo, nazionale, della declinazione del curricolo a partire dall’individuazione dei bisogni formativi del territorio.



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COMMENTI
18/11/2009 - La scuola: un'occasione per far propaganda (enrico maranzana)

L’indicazione del piano regionale lombardo riguarda sei aree: - Cittadinanza, territorio e valori storico - artistici; - Orientamento e autoimprenditorialità; - Sicurezza; - Ambiente e salute; - Tecnologie dell'informazione e della comunicazione; - Lingue straniere. Vista la genericità e la banalità della sollecitazione, affermare che "La Regione Lombardia non aspetta; per il rinnovamento della scuola si muove con proposte che la mettono in primo piano a livello nazionale" appare come pura attività propagandistica, che allontana la percezione dei reali problemi della scuola. "Le scelte operate, sia come rilevazione dei fabbisogni formativi, sia di personalizzazione degli apprendimenti, diventano parte integrante della programmazione del singolo docente e del consiglio di classe" sarebbe possibile se il DDL Aprea, ormai in dirittura d'arrivo, non abrogasse tale organo. "Si tratta piuttosto di impostare la programmazione dei percorsi nella prospettiva di una valorizzazione e di un’effettiva attuazione dell’autonomia delle istituzioni secondo quanto, da più di un decennio, le leggi prevedono": sono i decreti del 74 che hanno introdotto l'autonomia delle scuole. La regione Lombardia avrebbe dato un significativo esempio se avesse ricercato, individuato il perché la scuola non si è ristrutturata in chiave autonoma e avesse proposto interventi volti a rimuovere le cause del mancato ossequio alle disposizioni di legge.