BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Quote regionali, uno strumento per l’autonomia: l’esempio lombardo

Pubblicazione:

formigelminiR375_17nov09.jpg

 

La Regione Lombardia non aspetta; per il rinnovamento della scuola si muove con proposte che la mettono in primo piano a livello nazionale. Sulla base di un confronto ad ampio raggio con le Associazioni Professionali che ruotano intorno al mondo della scuola nei mesi di marzo ed aprile è stata definita la bozza del testo degli “Indirizzi per la quota regionale dei piani personalizzati di studio”, assunto poi e decretato dal Consiglio Regionale, il 30 luglio, poco prima delle vacanze estive.

È assodato che il curricoloè il risultato dell’elaborazione degli apprendimenti sulla base delle indicazioni nazionali e che quindi deve rispecchiare innanzitutto la cultura, le tradizioni e l’identità nazionale; nel contempo, però, deve tenere conto anche degli aspetti di interesse specifico delle realtà locali. Ciò è previsto dalla legge  n. 53/03, art. 2 c., ma già se ne parlava nel . DPR n. 275/99, art. 8; trova conferma nei nuovi Regolamenti sul riordino dell’istruzione in via di approvazione definitiva e nella stessa LR n. 19/07 della Regione Lombardia.

 

Gli indirizzi proposti dalla Regione Lombardia sono rivolti alle istituzioni scolastiche di primo e secondo ciclo per qualificare l’offerta di istruzione nell’ambito delterritorio lombardo, attraverso la valorizzazione dell’autonomia e l’utilizzo, anche parziale, della quota riservata agli spazi di flessibilità.

Le istituzioni scolastiche possono infatti individuare le opportune declinazioni e soluzioni per la realizzazione del curricolo e dei profili in uscita in termini di orari, di attività e di sviluppo didattico in rapporto alle diverse aree disciplinari o discipline. Le scelte operate, sia come rilevazione dei fabbisogni formativi, sia di personalizzazione degli apprendimenti, diventano parte integrante della programmazione del  singolo docente e del consiglio di classe e vanno a comporre la parte dedicata del  POF.

 

CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO, CLICCA SUL SIMBOLO ">>" QUI SOTTO



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
18/11/2009 - La scuola: un'occasione per far propaganda (enrico maranzana)

L’indicazione del piano regionale lombardo riguarda sei aree: - Cittadinanza, territorio e valori storico - artistici; - Orientamento e autoimprenditorialità; - Sicurezza; - Ambiente e salute; - Tecnologie dell'informazione e della comunicazione; - Lingue straniere. Vista la genericità e la banalità della sollecitazione, affermare che "La Regione Lombardia non aspetta; per il rinnovamento della scuola si muove con proposte che la mettono in primo piano a livello nazionale" appare come pura attività propagandistica, che allontana la percezione dei reali problemi della scuola. "Le scelte operate, sia come rilevazione dei fabbisogni formativi, sia di personalizzazione degli apprendimenti, diventano parte integrante della programmazione del singolo docente e del consiglio di classe" sarebbe possibile se il DDL Aprea, ormai in dirittura d'arrivo, non abrogasse tale organo. "Si tratta piuttosto di impostare la programmazione dei percorsi nella prospettiva di una valorizzazione e di un’effettiva attuazione dell’autonomia delle istituzioni secondo quanto, da più di un decennio, le leggi prevedono": sono i decreti del 74 che hanno introdotto l'autonomia delle scuole. La regione Lombardia avrebbe dato un significativo esempio se avesse ricercato, individuato il perché la scuola non si è ristrutturata in chiave autonoma e avesse proposto interventi volti a rimuovere le cause del mancato ossequio alle disposizioni di legge.