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SCUOLA/ Cara Gelmini, siamo sicuri che i voti numerici diano la giusta valutazione?

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Resta poi il problema del 6: attualmente esso mi pare mal posto, se non altro perché in decenni di discussioni non se ne è venuti a capo, e questo vorrà pur dire qualcosa. Continueremo a discutere all’infinito di come si debba definire la soglia di sufficienza, se non avremo chiarito prima cosa si intende per padronanza, cioè il punto di arrivo (il massimo) e i passaggi parziali (i livelli intermedi in termine di compito che un ragazzo più o meno abile è in grado di svolgere), e quindi i passi per arrivarci (l’accompagnamento didattico passo per passo fino alla padronanza). La descrizione dei compiti connessi ad un certo grado di padronanza è indispensabile, perché non è possibile misurare se non si ha una scala di misura, che in questo caso è costituita in pratica da compiti progressivamente più difficili. In questo senso l’esperienza dell’OCSE PISA è assolutamente preziosa, e dovrebbe essere conosciuta analiticamente in modo assai più diffuso che non nelle sole 4 regioni convergenza.

 

L’esperimento di una seconda correzione delle prove scritte (italiano e matematica) dell’esame di maturità (si tratta come è noto di un punto cruciale), che l’INValSI ha avviato già dall’anno passato, pare procedere in questa direzione. Attraverso la ricorrezione di un campione significativo di elaborati, si indaga l’abilità degli studenti, chiedendo a correttori esterni selezionati dall’INVlaSI di esaminare un certo numero di compiti attraverso i 12 descrittori dei 4 ambiti della padronanza, e di identificarli secondo una scala a 4 livelli, prima ancora di stabilire se la prestazione sia o no sufficiente, buona etc: la costruzione di una scala ordinata su quattro gradi infatti è già in sé una forma di misurazione.

 

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COMMENTI
03/11/2009 - GG (Italo Magos)

sono un ex-ricercatore scientifico dagli anni 50 all'80 e lavoravo nei collaudi dove le risposte dei materiali non erano solo materiali e i comportamenti dei materiali non erano solo superata la prova o no e quindi sorse il problema in tutto il mondo delle valutazioni di merito: piccole crepe, grandi crepe o rotto o frantumato o non esiste più o volatilizzato, ma poi si è trovato il metodo di stabilire con il principio delle due G GENERE O GRADO UNA VALUTAZIONE NUMERICA se non altro in numero di pezzi in cui era frantumato l'oggetto (grandi interruttori elettrici)o di percentuali di parti integre. Nel caso delle valutazioni di GENERE il contenzioso era diventato imponente nel mondo. Buon lavoro. Matasilogo

 
02/11/2009 - quale valutazione per quale scuola? (ivano sonzogni)

Condivido buona parte dell'articolo, comprese le tensioni insite nell'azione valutativa. Mi chiedo però sempre come si insegni per competenze per poi poter valutare le competenze: è una delle domande che ho posto ai miei dirigenti (sono un insegnante) anche a livello provinciale, senza aver mai avuto una risposta. Mi piace veder espressa la complessità dell'attività di valutazione. Potrei aggiungere anche: un 6 in un'interrrogazione su Manzoni equivale ad un 6 su Tommaso Grossi? Il nostro ministro che da un anno e mezzo blatera di riforma epocale, di serietà e di merito sta producendo qualcosa anche solo in termini di conoscenze da trasmettere (le conoscenze sono pur sempre la carne della didattica)? Io non credo per nulla ad un sistema federale o delle autonomie se qualcuno non si assume la responsabilità di deliberare sul rinnnovamento della scuola e sulla formazione degli insegnanti.

 
02/11/2009 - Sbagliare punto di vista genera confusione (enrico maranzana)

Il ricovero in un ospedale presuppone la formulazione d'efficaci diagnosi e la messa a punto di vincenti terapie. L'osservazione degli esiti degli interventi serve per monitorare il decorso della malattia. L'analogia illumina il campo del problema: che senso ha proporre riflessioni su questioni di natura amministrativa quando il servizio scolastico si sviluppa senza alcun orientamento, nell'assoluta assenza di governo? Che senso ha richiamare il "collegio docenti quando delibera i criteri di valutazione" dimenticando che il mandato di tale organo riguarda la "programmazione dell'azione educativa" e che deve"verificarne l'efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell'attività scolastica"? Chi ha a cuore l'efficacia del servizio scolastico affronta i problemi in progressione, in ordine di importanza. In caso contrario si genera solo confusione.