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EDUCAZIONE/ Caro prof, la scuola è finita? Forse...

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La parte “construens” del libro fa intravedere uno studioso mosso da un rigore e da una logica raffinata, capace di un argomentare lucido e sereno, proprio di chi è empaticamente implicato nella problematica ed è speranzoso in una ri-costruzione del tessuto educativo, facendo i conti con il Moloch del sistema scolastico, cui i ragazzi sono esposti. Affiora qualche affinità con la descolarizzazione di Ivan Illic che nel 1969 scrisse “Deschooling society”, e con le posizioni di coloro che temono l’Overschooling, se si considera che l’autore distingue tra la funzione necessaria e permanente dell’educazione e la caducità dei sistemi educativi storicamente determinati. Quasi a dire, paradossalmente, ma non troppo: per potenziare l’educazione, occorre ridurre la potenza degli apparati educativi.

La persistenza del “cerchio educativo” nel tempo e nella società impone l’attenzione all’educazione, ancor più oggi di ieri, perché i soggetti del cerchio educativo – persona-ragazzo, famiglia, insegnante - vanno ri-compresi ogni volta nelle loro caratteristiche e nei loro bisogni. E Cominelli tratteggia il profilo dei tre soggetti a partire da sguardi antropologici, sociologici, culturali, supportando il tutto con dati offerti da ricerche internazionali e con teorie scaturite dalle nuove scienze dell’uomo e della sua mente.

 

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COMMENTI
22/11/2009 - ANAMNESI, DIAGNOSI E CURA DELLA SCUOLA PAZIENTE (Anna Di Gennaro)

Cartesio: LA LETTURA DEI LIBRI BUONI E' COME UNA CONVERSAZIONE CON I LORO AUTORI. Lascerei all'Autore stesso la parola citando i passaggi salienti, estrapolati qua e là senza pretese. "Tra i ragazzi si allargano manifestazioni di depressione, aggressività, bullismo, senso di fallimento, abbandono precoce: 200.000 all’anno, secondo gli ultimi dati. E così anche gli insegnanti si interrogano sul senso e l’utilità della propria presenza in classe. La noia degli studenti sottoproduce nonsenso, impotenza, demotivazione, depressione, burn out dei docenti. Mal di scuola. A tutti la scuola appare come irreale, un mondo a parte, che poco o nulla a che fare con la loro vita”... "La letteratura sul "mal di scuola" cresce ogni giorno. Tuttavia il nichilismo non e' invincibile. "L'ospite inquietante"-questa la celebre definizione che Nietzsche da' del nichilismo-si puo' accompagnare fuori dalle aule. Urge un cambiamento di priorita' e di iniziativa. Ne va del nostro futuro e di quello della nostra civilta'. Questo libro ci offre uno strumento in piu' per affrontarlo."... “Di fronte al futuro abbiamo poche alternative: o lo costruiamo ora o ci precipita addosso.”…la generazione e la cura dei bambini sarà il primo fine della società civile…Ma il cuore di tutto è la proposta del curriculum ad vitam (perché bisogna apprendere per tutta la vita), costruito a misura dell’individuo e formato da uno zoccolo duro di competenze chiave e da una sovrastruttura momobile di competenze vocazionali".

 
21/11/2009 - La scuola finisce se non la si vuole governare (enrico maranzana)

"La persistenza del “cerchio educativo” nel tempo e nella società, impone l’attenzione all’educazione perché i soggetti del cerchio educativo – persona-ragazzo, famiglia, insegnante - vanno ri-compresi ogni volta nelle loro caratteristiche e nei loro bisogni". Si tratta di un'obsoleta concezione della scuola: la finalità dell'istituzione scolastica [vedi dpr. sull'autonomia]è lo "sviluppo della persona umana" che, per la natura del compito, richiede integrazione, unitarietà e valorizzazione dell'interdipendenza delle funzioni. In altri termini: la gestione collegiale dei processi di apprendimento e la condivisione dei traguardi formativi e educativi sono l'architrave di una scuola al passo con i tempi. Appare opportuno ricordare quanto ho scritto nel mio commento di ieri "le approssimazioni lessicali generano imprecisioni concettuali": il termine educazione nel mondo scolastico, trova nella legge il suo significato [CFR. TU 297/94]. Esso appare all'interno della progressione formazione-educazione-coordinamento-progettazione-insegnamento e, pertanto, deriva dalla sua etimologia: lo sviluppo e il potenziamento delle capacità dei giovani. La definizione puntuale e dettagliata dei traguardi formativi è essenziale per governare i processi d'apprendimento, in caso contrario la confusione è inevitabile. Sia d'esempio quanto enuncia la legge 53/2002 che distingue finalità connesse al pensiero e alla scienza dalla “formazione spirituale e morale”.