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EDUCAZIONE/ Caro prof, la scuola è finita? Forse...

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Cominelli ha il coraggio di proporre delle soluzioni e dei cambiamenti significativi, a volte scomodi, con chiarezza e senza troppa utopia, ma con la speranza, che è anche una certezza, che c’è tutta un’umanità sensibile al bisogno educativo, uguale e diverso a quello del passato. Perché, egli afferma, «nessuna salvezza può arrivare dalla politica. Tocca alle persone, alle “minoranze creative”, alla società civile attingere di continuo al novum che nasce per rigenerare forze e linee di azione lungo il sentiero scosceso della transizione. Ma è compito ineludibile dei sistemi educativi predisporre le condizioni sussidiarie per la continuazione del viaggio. (…) sistemi, si intende, minimamente invasivi».

La scuola non è finita. Anzi. Chiede a tutti noi di essere protagonisti attivi ed appassionati di un nuovo progetto che poggi su fondamenta solide di valori e di conoscenze. Il libro di Cominelli cammina in questa direzione: «È  uno sguardo profondo alla realtà che cambia e all’uomo che, pur rimanendo lo stesso, ha bisogno di accorgersi che la realtà è fatta per lui…». (Vittadini)

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COMMENTI
22/11/2009 - ANAMNESI, DIAGNOSI E CURA DELLA SCUOLA PAZIENTE (Anna Di Gennaro)

Cartesio: LA LETTURA DEI LIBRI BUONI E' COME UNA CONVERSAZIONE CON I LORO AUTORI. Lascerei all'Autore stesso la parola citando i passaggi salienti, estrapolati qua e là senza pretese. "Tra i ragazzi si allargano manifestazioni di depressione, aggressività, bullismo, senso di fallimento, abbandono precoce: 200.000 all’anno, secondo gli ultimi dati. E così anche gli insegnanti si interrogano sul senso e l’utilità della propria presenza in classe. La noia degli studenti sottoproduce nonsenso, impotenza, demotivazione, depressione, burn out dei docenti. Mal di scuola. A tutti la scuola appare come irreale, un mondo a parte, che poco o nulla a che fare con la loro vita”... "La letteratura sul "mal di scuola" cresce ogni giorno. Tuttavia il nichilismo non e' invincibile. "L'ospite inquietante"-questa la celebre definizione che Nietzsche da' del nichilismo-si puo' accompagnare fuori dalle aule. Urge un cambiamento di priorita' e di iniziativa. Ne va del nostro futuro e di quello della nostra civilta'. Questo libro ci offre uno strumento in piu' per affrontarlo."... “Di fronte al futuro abbiamo poche alternative: o lo costruiamo ora o ci precipita addosso.”…la generazione e la cura dei bambini sarà il primo fine della società civile…Ma il cuore di tutto è la proposta del curriculum ad vitam (perché bisogna apprendere per tutta la vita), costruito a misura dell’individuo e formato da uno zoccolo duro di competenze chiave e da una sovrastruttura momobile di competenze vocazionali".

 
21/11/2009 - La scuola finisce se non la si vuole governare (enrico maranzana)

"La persistenza del “cerchio educativo” nel tempo e nella società, impone l’attenzione all’educazione perché i soggetti del cerchio educativo – persona-ragazzo, famiglia, insegnante - vanno ri-compresi ogni volta nelle loro caratteristiche e nei loro bisogni". Si tratta di un'obsoleta concezione della scuola: la finalità dell'istituzione scolastica [vedi dpr. sull'autonomia]è lo "sviluppo della persona umana" che, per la natura del compito, richiede integrazione, unitarietà e valorizzazione dell'interdipendenza delle funzioni. In altri termini: la gestione collegiale dei processi di apprendimento e la condivisione dei traguardi formativi e educativi sono l'architrave di una scuola al passo con i tempi. Appare opportuno ricordare quanto ho scritto nel mio commento di ieri "le approssimazioni lessicali generano imprecisioni concettuali": il termine educazione nel mondo scolastico, trova nella legge il suo significato [CFR. TU 297/94]. Esso appare all'interno della progressione formazione-educazione-coordinamento-progettazione-insegnamento e, pertanto, deriva dalla sua etimologia: lo sviluppo e il potenziamento delle capacità dei giovani. La definizione puntuale e dettagliata dei traguardi formativi è essenziale per governare i processi d'apprendimento, in caso contrario la confusione è inevitabile. Sia d'esempio quanto enuncia la legge 53/2002 che distingue finalità connesse al pensiero e alla scienza dalla “formazione spirituale e morale”.