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SCUOLA/ Paritarie a rischio: tre motivi per accogliere l’allarme dei vescovi del Triveneto

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La scuola come servizio pubblico

 

La scuola è un servizio pubblico quando corrisponde ai criteri in base ai quali risulta essere uno dei servizi tutelati dalla Costituzione, quando garantisce lo sviluppo morale, civile e anche economico del Paese, e perciò lo Stato ha il compito di garantirne la qualità ed la comparabilità di risultati a livello europeo ed internazionale. L’attuale regime di Autonomia Scolastica poi, garantisce l’autonomia delle scuole di Stato, e l’autonomia della scuola pubblica non di stato, originata da genitori, istituzioni, da privati che corrispondano ai criteri enunciati. Gli strumenti possono essere diversi, basta raggiungere la stessa finalità.

In questo senso pluralismo e libertà di educazione significano garantire e offrire alle famiglie una effettiva libertà di scelta. Non sarebbe rispettoso dei diritti costituzionali far dipendere le risorse delle famiglie che scelgono per i propri figli la scuola paritaria da leggi finanziarie sempre suscettibili di variazioni e non inquadrare le misure di sostegno in norme più generali.

 

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COMMENTI
26/11/2009 - no ai tagli per la scuola non statale (nicola itri)

Credo che in questo periodo, nonostante la crisi economica e la necessità di razionalizzare la spesa pubblica, non vadano assolutamente tolte risorse alla scuola non statale, sia per il servizio pubblico che essa offre, ad un costo minore per alunno inferiore a quello speso dallo stato, sia perchè un'effettiva parità scolastica non si è ancora realizzata nel nostro paese. "Lasciateci andare in giro nudi, ma non toglieteci la possibilità di educare i nostri figli", credo sia ancora oggi uno slogan attuale.

 
26/11/2009 - Investire nell'educazione (enrico maranzana)

Un imprenditore ha deciso di investire nel settore agricolo, decisione fondata sui rendimenti attesi e sulla disponibilità di sementi di eccezionale fertilità e produttività. La sua azione non si è fermata all'individuazione del campo in cui intraprendere ma è proseguita scomponendo il problema gestionale in parti, definendo per ognuna di esse i risultati attesi, predisponendo controlli per governare l'azione intrapresa. Questa seconda, essenziale fase, nella scuola, è colpevolmente dimenticata e nessuno se ne accorge. L'inascoltato TU 297/94 stabilisce infatti che * Il rapporto intercorrente tra l’istituto scolastico e la società è curato dal Consiglio di Istituto che “elaborando e adottando gli indirizzi generali” elenca le competenze generali che caratterizzeranno gli studenti al termine dell’itinerario formativo [“indirizzo”, in ambito scolastico, ha univoco significato]. In tal modo la scuola dichiara i caratteri del servizio erogato. Il lavoro sarebbe potuto essere facilitato dalle esemplificazioni esistenti [cfr profilo professionali indirizzi ITIS]. * La programmazione e il controllo dell’efficacia dei processi educativi, progettati per conseguire i traguardi fissati dal Consiglio di Istituto, sono affidati al Collegio dei Docenti. In particolare esso enuclea, a partire dalle competenze generali, le capacità ad esse corrispondenti e ipotizza il percorso pluriennale per il loro conseguimento CFR http://www.itcparinilecco.it/home/images/documenti/pof.pdf