BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Paritarie a rischio: tre motivi per accogliere l’allarme dei vescovi del Triveneto

Pubblicazione:

chiusascuolaR375_25nov09.jpg

 

Applicazione del principio di sussidiarietà

 

Se rileggiamo gli artt. 33 e 34 della Costituzione con riferimento ai temi del diritto all’istruzione (art.34 Cost.) e della parità scolastica (art. 33, commi 3 e 4) alla luce del nuovo Titolo V, si impone una rivisitazione dei principi contenuti nella Prima parte della Costituzione almeno sotto due diversi profili:

a) riguardo al principio di sussidiarietà introdotto dall’ultimo comma dell’art.118;

b) in relazione al diverso riparto di competenze tra Stato e Regioni in materia di istruzione.

Non c’è dubbio che l’applicazione più significativa del principio di sussidiarietà introduce il concetto di “sistema integrato” (pubblico-privato) di istruzione.

In tale sistema nulla vieta che le risorse pubbliche potrebbero essere destinate a scuole statali e private, rendendo così desueta la norma costituzionale che fa divieto di finanziamento alle scuole private.

 

Investire nell’educazione

 

L’ultimo documento OCSE sulla scuola chiede ai governi di investire nell’educazione, e non tanto o non solo in termini economici, quanto nell’intraprendere una strada che porti la scuola italiana a rispondere alle esigenze di formazione dei giovani e alla valorizzazione dei loro talenti.

L’attuale contingenza economica impone una razionalizzazione della spesa pubblica in generale per evitare gli sprechi. È inevitabile che questo riguardi anche la spesa per la scuola pubblica, statale o paritaria che sia.

Razionalizzare la spesa non deve però portare all’applicazione di tagli indiscriminati, soprattutto in un settore così delicato ed importante come quello dell’educazione: nessuno può pensare ad uno sviluppo culturale, sociale ed economico del Paese, non investendo nella scuola. Certo la spesa deve essere finalizzata alle reali esigenze della collettività, abbattendo i costi inutili e incrementando le spese produttive.

Può questo criterio di opportunità contingente e di buon senso essere applicato anche alla scuola? Sì se si introducono meccanismi di controllo che vanno dalla tracciabilità delle risorse economiche ed umane assegnate alle scuole, statali o paritarie, al monitoraggio dei processi, fino alla valutazione dei risultati in relazione al rapporto costi/benefici, valorizzando le buone pratiche e favorendone la diffusione e la contaminazione.

Questo è un buon investimento per la scuola pubblica.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
26/11/2009 - no ai tagli per la scuola non statale (nicola itri)

Credo che in questo periodo, nonostante la crisi economica e la necessità di razionalizzare la spesa pubblica, non vadano assolutamente tolte risorse alla scuola non statale, sia per il servizio pubblico che essa offre, ad un costo minore per alunno inferiore a quello speso dallo stato, sia perchè un'effettiva parità scolastica non si è ancora realizzata nel nostro paese. "Lasciateci andare in giro nudi, ma non toglieteci la possibilità di educare i nostri figli", credo sia ancora oggi uno slogan attuale.

 
26/11/2009 - Investire nell'educazione (enrico maranzana)

Un imprenditore ha deciso di investire nel settore agricolo, decisione fondata sui rendimenti attesi e sulla disponibilità di sementi di eccezionale fertilità e produttività. La sua azione non si è fermata all'individuazione del campo in cui intraprendere ma è proseguita scomponendo il problema gestionale in parti, definendo per ognuna di esse i risultati attesi, predisponendo controlli per governare l'azione intrapresa. Questa seconda, essenziale fase, nella scuola, è colpevolmente dimenticata e nessuno se ne accorge. L'inascoltato TU 297/94 stabilisce infatti che * Il rapporto intercorrente tra l’istituto scolastico e la società è curato dal Consiglio di Istituto che “elaborando e adottando gli indirizzi generali” elenca le competenze generali che caratterizzeranno gli studenti al termine dell’itinerario formativo [“indirizzo”, in ambito scolastico, ha univoco significato]. In tal modo la scuola dichiara i caratteri del servizio erogato. Il lavoro sarebbe potuto essere facilitato dalle esemplificazioni esistenti [cfr profilo professionali indirizzi ITIS]. * La programmazione e il controllo dell’efficacia dei processi educativi, progettati per conseguire i traguardi fissati dal Consiglio di Istituto, sono affidati al Collegio dei Docenti. In particolare esso enuclea, a partire dalle competenze generali, le capacità ad esse corrispondenti e ipotizza il percorso pluriennale per il loro conseguimento CFR http://www.itcparinilecco.it/home/images/documenti/pof.pdf