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SCUOLA/ La sfida educativa a quel "male di studio e di vivere" che attanaglia i giovani

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La “sfida educativa” viene lanciata nelle pagine di quest’opera da un gruppo di docenti universitari e di esperti che hanno coordinato il lavoro e redatto i singoli capitoli. Ognuno di essi analizza criticamente  luoghi, ambiti e settori in cui l’educazione si svolge, ne valuta importanza e peso nel processo formativo, propone «una nuova riflessione sui “presupposti antropologici” di ogni organizzazione sociale, quindi sull’uomo e sulla sua dignità». Senza di essi non è possibile educare, tessere relazioni e stringere legami, costruire rapporti di fiducia e di solidarietà fra generazioni.

Due gli aspetti rilevanti del testo: il primo è dato dall’impianto suddiviso in capitoli dedicati agli ambiti educativi primari quali la famiglia, la scuola, la comunità cristiana e, accanto ad essi, a quelli che sicuramente incidono sulla vita dei giovani: il lavoro, l’impresa, i media, il consumo, lo spettacolo, lo sport.

Il secondo è rappresentato dal rigore con cui sono selezionati i dati statistici raccolti, le documentazioni e le rilevazioni fornite per ogni ambito analizzato.

Ma l’apporto più prezioso del testo è l’individuazione dei fondamenti antropologici (modi di concepire, guardare, trattare l’altro) che sono alla base delle relazioni famigliari, della trasmissione del sapere da una generazione all’altra, dei rapporti che si instaurano negli ambiti comunitari, sociali e lavorativi.

 

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COMMENTI
28/11/2009 - Dio si è sporcato le mani quando ha creato l'uomo (enrico maranzana)

Immensa è la dimensione del problema educativo e, per affrontarlo e per tentarne la soluzione, si deve procedere con precisione e rigorosità. Limito al solo ambito scolastico questo commento. Nella scuola vale la regola COME la dottrina medica STA alla guarigione dell'ammalato COSI' le scienze dell'organizzazione STANNO al governo dei processi di apprendimento. E' sufficiente leggere il DDL Aprea e i POF elaborati dalle scuole per constatare come il principio enunciato, fondamento del TU 297/94, sia disatteso: non è "lo sviluppo della persona umana" [DPR 275/99] a orientare il servizio scolastico; tale finalità, infatti, implicherebbe unitarietà, coordinamento, monitoraggio, feed-back. Probabilmente, se le indicazioni del legislatore fossero poste a fondamento dell’attività delle scuole, la partecipazione e il coinvolgimento degli studenti non sarebbe una chimera e l’emergenza educativa potrebbe cominciare, almeno a livello istituzionale, a essere circoscritta. Le esortazioni, le generiche descrizioni dell'ambito del problema, l’assenza di formulazioni di specifiche ipotesi d'intervento, la mancata ricerca e riconoscono delle cause del malessere e del disservizio lasciano le cose come stanno.