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SCUOLA/ La sfida educativa a quel "male di studio e di vivere" che attanaglia i giovani

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Chi ha la responsabilità educativa non ha cessato di credere nel valore della persona, risorsa prima e fondamentale di ogni corpo sociale, e nell’importanza della formazione dei giovani, tuttavia non riesce nel contesto attuale a declinare le sue convinzioni con chiarezza e convinzione. Non sembra possa bastare infatti «una prospettiva settoriale di educazione», e non sono neppure sufficienti le tecniche metodologiche didattiche e psicologiche più avanzate. Ciò di cui si ha bisogno è una visione più ampia del fatto educativo e una concezione più profonda dell’umano, per prendersi cura degli altri e non sottrarsi ai propri compiti.

Questo testo può aiutare tutti gli educatori a ritrovare i lineamenti fondamentali della propria identità, e a veder rinascere relazioni amorevoli e responsabili fra genitori e figli, insegnanti e allievi, generazioni passate e presenti.

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COMMENTI
28/11/2009 - Dio si è sporcato le mani quando ha creato l'uomo (enrico maranzana)

Immensa è la dimensione del problema educativo e, per affrontarlo e per tentarne la soluzione, si deve procedere con precisione e rigorosità. Limito al solo ambito scolastico questo commento. Nella scuola vale la regola COME la dottrina medica STA alla guarigione dell'ammalato COSI' le scienze dell'organizzazione STANNO al governo dei processi di apprendimento. E' sufficiente leggere il DDL Aprea e i POF elaborati dalle scuole per constatare come il principio enunciato, fondamento del TU 297/94, sia disatteso: non è "lo sviluppo della persona umana" [DPR 275/99] a orientare il servizio scolastico; tale finalità, infatti, implicherebbe unitarietà, coordinamento, monitoraggio, feed-back. Probabilmente, se le indicazioni del legislatore fossero poste a fondamento dell’attività delle scuole, la partecipazione e il coinvolgimento degli studenti non sarebbe una chimera e l’emergenza educativa potrebbe cominciare, almeno a livello istituzionale, a essere circoscritta. Le esortazioni, le generiche descrizioni dell'ambito del problema, l’assenza di formulazioni di specifiche ipotesi d'intervento, la mancata ricerca e riconoscono delle cause del malessere e del disservizio lasciano le cose come stanno.