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SCUOLA/ La sfida educativa a quel "male di studio e di vivere" che attanaglia i giovani

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«In ogni epoca l’educazione delle nuove generazioni ha rappresentato per ciascun gruppo umano un compito fondamentale, a cui dedicare attenzione, risorse ed energie, dando vita a regole, percorsi, usanze e anche riti formativi. Nel nostro tempo però, almeno in Occidente, l’educazione è diventata, in maniera nuova, problema: un nodo cioè, che sembra ogni giorno più difficile affrontare, un territorio assai cambiato e quasi sconosciuto […] Questo libro è oltre che un “rapporto”, una “proposta” di linee orientatrici e anche di correzione di rotta. Esse riguardano anzitutto ciò che appare da farsi in questi anni e in particolare l’approccio che sembra richiesto per far crescere e irrobustire quella che è, sotto ogni profilo, la prima risorsa di un corpo sociale, cioè la persona, il soggetto umano».

Con queste affermazioni il Cardinale Camillo Ruini introduce il testo “La sfida educativa” a cura del Comitato per il progetto culturale della CEI, presieduto dallo stesso Cardinale e composto dal Patriarca di Venezia Monsignor Angelo Scola, dall’Arcivescovo Ignazio Sanna e da altre personalità del mondo della cultura (Ugo Amaldi, Paola Bignardi, Dino Boffo, Francesco Botturi, Francesco D’Agostino, Fiorenzo Facchini, Lorenzo Ornaghi, Andrea Riccardi, Paola Ricci Sindoni, Eugenia Scabini).

Alla presenza del “nodo” da sciogliere, costituito dall’educazione, definita nel testo “problema”, la responsabilità della Chiesa si sente particolarmente provocata e Benedetto XVI ha più volte parlato di “emergenza educativa”, riferita da un lato alle molteplici manifestazioni di disagio giovanile (che vanno dal profitto scolastico negativo, ai comportamenti violenti ed aggressivi fuori e dentro la scuola, agli atteggiamenti rinunciatari e sfiduciati delle giovani generazioni nei confronti delle realtà sociali e lavorative, ecc.), e dall’altro alla responsabilità dei soggetti educatori, sempre più fragile e confusa nei messaggi da trasmettere, demotivata nei compiti da svolgere.

 

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COMMENTI
28/11/2009 - Dio si è sporcato le mani quando ha creato l'uomo (enrico maranzana)

Immensa è la dimensione del problema educativo e, per affrontarlo e per tentarne la soluzione, si deve procedere con precisione e rigorosità. Limito al solo ambito scolastico questo commento. Nella scuola vale la regola COME la dottrina medica STA alla guarigione dell'ammalato COSI' le scienze dell'organizzazione STANNO al governo dei processi di apprendimento. E' sufficiente leggere il DDL Aprea e i POF elaborati dalle scuole per constatare come il principio enunciato, fondamento del TU 297/94, sia disatteso: non è "lo sviluppo della persona umana" [DPR 275/99] a orientare il servizio scolastico; tale finalità, infatti, implicherebbe unitarietà, coordinamento, monitoraggio, feed-back. Probabilmente, se le indicazioni del legislatore fossero poste a fondamento dell’attività delle scuole, la partecipazione e il coinvolgimento degli studenti non sarebbe una chimera e l’emergenza educativa potrebbe cominciare, almeno a livello istituzionale, a essere circoscritta. Le esortazioni, le generiche descrizioni dell'ambito del problema, l’assenza di formulazioni di specifiche ipotesi d'intervento, la mancata ricerca e riconoscono delle cause del malessere e del disservizio lasciano le cose come stanno.