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SCUOLA/ Alberoni: marxismo e modello americano sono i veri nemici della nostra tradizione

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Diciamo che nel caso italiano l’ignoranza è funzionale a tutti i poteri che hanno interesse a distruggere la civiltà cristiana. E non parlo tanto dei liberali dell’Ottocento con la passione per i miti pagani, piuttosto ripeto: principale responsabile è stata la lunga ideologia marxista che ha serpeggiato per decenni nella nostra classe dirigente. La storia coincide con la rivoluzione.

 

Quindi non è un caso che una riforma più rigorosa in termini educativi arrivi da un governo di destra?

 

Non è un caso che l’Onda se la prenda con quella riforma. Ben inteso, in un altro Paese dove non c’è stato un Togliatti magari una riforma simile potrebbe benissimo arrivare dall’ala sinistra di un Governo. Ma qui l’interesse a indebolire i nemici cristiani, quindi volenti o nolenti, le nostre radici è stato davvero e continua ad essere fortissimo.

 

Quindi è d’accordo con chi vuole che non si tocchi l’ora di religione?

 

No, per quello che oggi rappresenta, si potrebbe pure togliere. Se l’insegnamento della religione fosse strutturato in maniera decente sarebbe una delle materie principali per una sana educazione culturale. Perché non si parla di Storia del Cristianesimo? Sarebbe molto bello se si passassero ore a studiare San Tommaso, il Concilio di Trento, le riforme della Chiesa, in Italia e in Europa. Questo riempirebbe di senso l’ora di religione e sarebbe molto più catechetico. Oggi gli studenti fuggono quell’ora, ma soprattutto evitano la brodaglia relativista che i docenti propinano loro insegnandogli che tutto è uguale a tutto.



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COMMENTI
03/11/2009 - L'antistoricismo è il nemico della nostra scuola (Salvatore Ragonesi)

I temi che il prof. Alberoni affronta in questa intervista sono tanti e tutti di un certo rilievo.Sarebbe stato più produttivo,però,trattarli separatamente e approfondirli adeguatamente.Da studiosi come lui ci si attenderebbe molto di più che una semplice lezioncina fatta di polemica acidula contro il marxismo.Sembra quasi una rivincita tardiva contro un nemico inattuale. Sarebbe più interessante, comunque,sapere dal prof. Alberoni in modo più puntuale e concreto quale uso ideologico della storia ha fatto e sta facendo il marxismo di cui parla.Intanto,quale marxismo?Come storicismo,il marxismo ha continuato a svolgere esattamente il programma crociano e non si è occupato soltanto del periodo storico "che va dal Fascismo alla Resistenza".Basterebbe conoscere la ricerca storica italiana e gli storici di formazione gramsciana,da Eugenio Garin a Giorgio Candeloro,da Rosario Villari a Giuliano Procacci,da Natalino Sapegno a Ernesto Ragionieri,ecc. per apprezzare il loro impegno nel lungo e largo fronte della storia della letteratura,della filosofia,della scienza,dell'economia e della società.In Italia "il più grande nemico della storia" non è il marxismo come storicismo,ma certamente il marxismo come filosofia della praxis e specialmente tutte le forme di pragmatismo meschino.La strumentalità e la falsificazione hanno rovinato la didattica ed impedito una formazione non settaria delle nuove generazioni.Lo stesso insegnamento religioso ne ha subìto le conseguenze devastatrici.

 
03/11/2009 - Inquietante (Massimiliano De Conca)

Davvero inquietante questa intervista ad Alberoni! Potrei girare la frittata e dire che gran parte dei problemi dell'educazione nascono da altri fattori: 1- inadeguatezza della famiglia rigidamente intesa come cristiana e basta: la famiglia non è solo quella sacra! 2- inopportuna ingerenza della Chiesa: sarebbe ora di pensare di cancellare il Concordato fascista che crea anche un problema dal punto di vista del lavoro (come i vescovi-conti gli insegnanti di religione sono scelti dalla Curia e pagati dallo Stato!); 3- inopportuna ingerenza della psicologia nell'educazione: la psicologia potrebbe essere un mezzo per favorire il rapporto alunno-maestro (che deve sempre rimanere distinto) non per trasformare la scuola in una sorta di centro di assistenza --- Si potrebbe continuare. Purtroppo la miopia e l'unilateralismo di alcuni sono fra i mali peggiori per un dibattito ricco e proficuo.