BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Alberoni: marxismo e modello americano sono i veri nemici della nostra tradizione

Pubblicazione:

usaurssR375_02nov09.jpg

 

Tornare alla storia e alle date. Questo l’imperativo per l’educazione scolastica lanciato ieri sul Corriere della Sera dal sociologo Francesco Alberoni e rivolto in primo luogo al ministro Gelmini. Tornare alle date per recuperare l’orientamento nello studio della storia sia dei fatti sia delle arti e della letteratura. Un elemento fondamentale per non tagliare i ponti con le proprie radici e in ultimo con la coscienza di sé. Per questo il professore vede di buon occhio alcuni punti sui quali insiste la riforma Gelmini nel suo annunciato ritorno alla serietà e al rigore in ambito scolastico

 

Professor Alberoni, lei fa un appello diretto al ministro Gelmini per un ritorno all’educazione tradizionale

 

Sì, in realtà non sono particolarmente un fan del ministro, la conosco e ne ho stima, tutto qui. Rivolgermi al ministro è in fondo un modo più semplice per spiegare le urgenze educative a tutti. Io mi auguro che il ministro Gelmini con il quale non ho mai parlato della riforma scolastica in sé prenda sul serio questo tema. Le ho invece parlato di questa mia particolare preoccupazione, le ho anticipato il fatto che avrei scritto questo articolo sulla mia rubrica del Corriere. Quello che tengo a sottolineare è il nostro abbandono, la nostra eliminazione della storia. Abbiamo eliminato il passato per mettere in evidenza solo ciò che va dal Fascismo alla Resistenza. Poi seguendo il modello americano abbiamo trascurato l’insegnamento della sequenza cronologica degli avvenimenti. Per fuggire il nozionismo ne abbiamo creato uno peggiore che varia soltanto da una categoria all’altra di eventi senza approfondirne realmente il contesto storico o culturale.

 

Lei ha appena incolpato, come peraltro nella sua rubrica, il modello americano. Pensa che sia la sola causa di questa situazione?

 

Assolutamente no. In Italia il più grande nemico del passato è il marxismo. La tradizione comunista italiana dà importanza al Fascismo e alla Resistenza, proprio come in Unione Sovietica dove si cominciava a studiare la storia del Paese partendo  dalla rivoluzione d’ottobre. Tutti i regimi totalitari fanno cominciare la storia dalla propria fondazione, anche il Fascismo creò l’Era Fascista. Ma dopo il fascismo in Italia si è insinuata una forte tradizione marxista che tende a cancellare la storia passata. E questo non dal ’68 ma da prima, dagli anni ’50. La lotta cominciò contro lo storicismo di Croce. Poi si sono aggiunti i modelli educativi americani che si basano su un concetto di storia il quale parte appena dalla loro Dichiarazione di Indipendenza. Non hanno una tradizione storica tale che li costringa a domandarsi chi sono, forse la avranno. Ma un paese europeo non può permettersi che l’educazione dei propri cittadini trascuri le proprie radici. Pensiamo a tutti i quadri del ’600, italiani e francesi, che ritraggono soggetti mitologici greci e romani. La nostra storia greco-romana-ebraico-cristiana è ancor più complicata della storia. Non insegnarla è un danno gravissimo per i nostri studenti.

 

Da dove si deve ricominciare per infondere la passione allo studio nelle scuole?

 

CONTINUA A LEGGERE L'INTERVISTA, CLICCA SUL SIMBOLO ">>" QUI SOTTO



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
03/11/2009 - L'antistoricismo è il nemico della nostra scuola (Salvatore Ragonesi)

I temi che il prof. Alberoni affronta in questa intervista sono tanti e tutti di un certo rilievo.Sarebbe stato più produttivo,però,trattarli separatamente e approfondirli adeguatamente.Da studiosi come lui ci si attenderebbe molto di più che una semplice lezioncina fatta di polemica acidula contro il marxismo.Sembra quasi una rivincita tardiva contro un nemico inattuale. Sarebbe più interessante, comunque,sapere dal prof. Alberoni in modo più puntuale e concreto quale uso ideologico della storia ha fatto e sta facendo il marxismo di cui parla.Intanto,quale marxismo?Come storicismo,il marxismo ha continuato a svolgere esattamente il programma crociano e non si è occupato soltanto del periodo storico "che va dal Fascismo alla Resistenza".Basterebbe conoscere la ricerca storica italiana e gli storici di formazione gramsciana,da Eugenio Garin a Giorgio Candeloro,da Rosario Villari a Giuliano Procacci,da Natalino Sapegno a Ernesto Ragionieri,ecc. per apprezzare il loro impegno nel lungo e largo fronte della storia della letteratura,della filosofia,della scienza,dell'economia e della società.In Italia "il più grande nemico della storia" non è il marxismo come storicismo,ma certamente il marxismo come filosofia della praxis e specialmente tutte le forme di pragmatismo meschino.La strumentalità e la falsificazione hanno rovinato la didattica ed impedito una formazione non settaria delle nuove generazioni.Lo stesso insegnamento religioso ne ha subìto le conseguenze devastatrici.

 
03/11/2009 - Inquietante (Massimiliano De Conca)

Davvero inquietante questa intervista ad Alberoni! Potrei girare la frittata e dire che gran parte dei problemi dell'educazione nascono da altri fattori: 1- inadeguatezza della famiglia rigidamente intesa come cristiana e basta: la famiglia non è solo quella sacra! 2- inopportuna ingerenza della Chiesa: sarebbe ora di pensare di cancellare il Concordato fascista che crea anche un problema dal punto di vista del lavoro (come i vescovi-conti gli insegnanti di religione sono scelti dalla Curia e pagati dallo Stato!); 3- inopportuna ingerenza della psicologia nell'educazione: la psicologia potrebbe essere un mezzo per favorire il rapporto alunno-maestro (che deve sempre rimanere distinto) non per trasformare la scuola in una sorta di centro di assistenza --- Si potrebbe continuare. Purtroppo la miopia e l'unilateralismo di alcuni sono fra i mali peggiori per un dibattito ricco e proficuo.