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SCUOLA/ Chi svolgerà la valutazione degli istituti? L’ultimo “dilemma” della Gelmini

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Come colmare le eventuali, ma prevedibilissime lacune? Semplice, lo dichiara l’art.8: «i vincitori sono tenuti a frequentare attività formative secondo le disposizioni vigenti».

Se le cose stanno così, e pur con la massima fiducia in una sorte benevola che porti alla vittoria persone estremamente capaci, chi controllerà i processi educativi che hanno in corso riforme di grande respiro quali quella degli istituti tecnici o della formazione dei docenti? Chi valuterà, ammesso mai che ci si arrivi, dirigenti e docenti? Chi svilupperà una riflessione sistematica sull’autonomia? Le domande retoriche sono mediamente poco costruttive, per cui mi fermo qui: ma l’ipotesi di ricorrere ad enti terzi che utilizzano professionisti qualificati, magari con la supervisione dei dirigenti tecnici, mi sembrerebbe più realistica. Altrimenti, sarà gioco facile dire che la valutazione non si può fare, e restare ancora una volta la ruota di scorta dei sistemi scolastici europei.

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COMMENTI
04/11/2009 - Solleviamo il velo per riconoscere le carenze (enrico maranzana)

La valutazione degli istituti ha natura amministrativa e non incide sull'autonomia delle scuole che "si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, istruzione e formazione mirati allo sviluppo della persona umana". La questione scolastica nasce dalla mancanza di governo dei processi di apprendimento; dall'elusione della legge che vincola le scuole sia al superamento della parcellizzazione degli insegnamenti, sia a procedure di feed-back che, sole, consentono il miglioramento del servizio (i POF documentano inequivocabilmente tali carenze). Per quanto riguarda il tema in oggetto si dovrebbe riflettere sul significato della valutazione degli istituti senza aver prima identificato e specificato la finalità del sistema. Un solo esempio. La legge Moratti all'art. 2 individua nelle capacità e nelle competenze i traguardi del sistema scolastico e, al contempo, afferma la strumentalità di abilità e conoscenze. Nel successivo art. 3 la legge recita "l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione effettua verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità" costituendo la valutazione sui mezzi e non sui fini. Le bozze che il governo ha predisposto per il riordino della secondaria superiore hanno la stessa, illogica, impostazione.