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SCUOLA/ Pessina (preside Berchet): i nuovi licei della Gelmini, una riforma bella ma "monca"

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In fondo è proprio quello che tutti i licei classici avevano già fatto in tutti questi anni: hanno introdotto lo studio della lingua straniera, soprattutto l’inglese e potenziato le ore di matematica con le sperimentazioni PNI. Evidentemente era proprio quello che le nuove esigenze dei tempi chiedevano. Rispetto però a questo più moderno assetto dei Licei Classici che si era consolidato un po’ ovunque ed in tutto il territorio, la riforma/riordino Gelmini offre meno matematica e meno inglese. In particolare l’inglese con solo due ore rispetto a tre negli ultimi tre anni. Questo vuol dire che saremo costretti a rinunciare allo studio della letteratura inglese o, molto più probabilmente, a potenziare lo studio dell’inglese con dei corsi pomeridiani. A pagamento? Beh, se non avremo una quota organico aggiuntiva, non vedo altre alternative. Il sospetto che in questi tempi di vacche magre si debba fare conto sul poco che verrà dato e che non ci si debba illudere è sana cautela. Staremo a vedere.

Si parla poi molto di autonomia e flessibilità. Addirittura si dice che nel primo biennio la flessibilità può arrivare al 20 per cento, 30 nel secondo e 20 nuovamente nell’anno terminale. Di più, le scuole possono organizzarsi autonomamente un personalissimo piano dell’offerta formativa calcolando le ore per ogni disciplina su tutto il percorso scolastico quinquennale.

 

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COMMENTI
20/12/2009 - la riduzione delle ore di lingua inglese (emanuela balzaretti)

Leggendo l'articolo e ciò che viene pubblicizzato sulla riforma ci si illude che l'inglese venga potenziato. Se è vero che rispetto ai licei tradizionali e a certi istituti tecnici ciò è vero,risulta evidente dai piani orari che c'è invece una sostanziale riduzione rispetto alle sperimentazioni in atto, che vedevano un minimo di 15 ore nel quinquennio con punte di 17 o più (si veda la sperimentazione di scienze al liceo scientifico).Siamo contenti del potenziamento della matematica...ma perchè potenziare il latino...che -fra parentesi- i ragazzi detestano perchè sempre piu' lontano dal loro mondo e dalle loro esigenze??? Come pensiamo di preparare i ragazzi al famoso "CLIL", la materia interamente insegnata in seconda lingua il quint'anno??? Chi fa le riforme evidentemente non ha mai avuto l'avventura di sentire i nostri ragazzi esprimersi in inglese,o non si ricorda che all'universita' l'inglese e' dato per scontato e interi corsi si tengono in lingua. Sappiamo tutti che invocare ore aggiuntive a pagamento con i tempi che corrono e' improponibile e nessun collega che ha ottenuto la mannna di ore in piu' sarebbe disposto a cederle per la famosa compensazione...e dunque??Continuiamo a predicare che l'inglese e' fondamentale ma lasciamolo studiare agli altri!

 
10/12/2009 - biennio licei: "semianalfabetismo scientifico"? (Michele Borrielli)

Sono d’accordo con i dubbi dell’articolista: l’autonomia non risolve nulla se non si parte da quadri orario aventi dei “requisiti minimi”. E quello che risalta, in tutti i bienni iniziali dei Licei, escluso il tecnologico, è la assenza totale o un pessimo percorso didattico per gli insegnamenti scientifici; ma il biennio iniziale deve, per rispetto all'obbligo formativo, essere il più omogeneo possibile in tutte le scuole, ed il modello migliore NON è quello dei Licei, ma è quello degli istituti tecnici (dove le ore sono presenti in numero congruo, e dove (come ad es in Svizzera, Germania, GB) la chimica viene insegnata dal laureato in chimica, la fisica dal fisico e le scienze della terra e la biologia dal laureato in scienze naturali o biologiche). Per evitare un ingiusto "semianalfabetismo scientifico di base" per gli alunni frequentanti i bienni di troppi Licei, una proposta che mi sembra un “obiettivo minimo” e che considera il fatto che per chimica sono necessarie almeno 3 ore settimanali per le necessarie attività laboratoriali, ad esempio, PER IL LICEO CLASSICO potrebbe essere la seguente: 1° e 2° anno fisica e laboratorio (a-19), 3 ore; 1° e 2° anno chimica e laboratorio 3 ore (a-33); scienze della terra e biologia (a-46) preferibilmente rispettivamente nel 2° e 3° anno, viste le propedeuticità, altrimenti nel biennio iniziale (2 ore in prima e 2 ore in seconda). Sull’insegnamento della chimica vedi http://www.chimici.it/cnc/fileadmin/novita/Scienza_e_tecnologia.pdf

 
10/12/2009 - Le finalità della scuola: un optional (enrico maranzana)

Non è vero che "Ci troviamo di fronte ad una riforma che ha il grande pregio di razionalizzare l’esistente". Razionalizzare vuol dire effettuare scelte funzionali al conseguimento dei traguardi istituzionali. La logica, lo sviluppo delle capacità degli studenti, l'adesione allo spirito della legge, che pone a fondamento dell'autonomia la progettazione formativa/educativa/di insegnamento, richiedono la rigorosa applicazione di un procedimento che muove dal generale verso il particolare, che raffina senza mai perdere di vista l'unitarietà del servizio, che garantisce il coordinamento tra l'attività degli operatori, che si fonda sull'autoregolazione (controllo/valutazione/ capitalizzazione delle informazioni contenute nel divario obiettivi..risultati). L'articolista sembra non cogliere l'importanza del metodo scientifico, essenziale per affrontare situazioni complesse, in quanto focalizza orari e insegnamenti delle singole materie. Inoltre, quando afferma che i Collegi Docenti sono orientati da interessi corporativi essendo "comprensibilmente preoccupati di non perdere posti e di salvare insegnamenti", denuncia l’irrazionalità della prassi ordinaria. Sarebbe stato corretto ricordare che tale anomalia deriva dalla sistematica omissione d'adempimenti obbligatori negli ODG degli organismi collegiali che ha fatto perder loro sia l'orientamento, sia la capacità di incidere sulla funzionalità della scuola.