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SCUOLA/ Pessina (preside Berchet): i nuovi licei della Gelmini, una riforma bella ma "monca"

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Questo vorrebbe dire che si possono studiare percorsi facendo più ore di una certa materia in alcuni anni e meno in altri, addirittura toglierla, o “curvare” delle sezioni verso l’area scientifica a discapito di quella letteraria e viceversa. Insomma, fantasticando così, parrebbe aperta la possibilità di rispondere più agilmente alle legittime richieste dell’utenza e del territorio.

Sulla carta è una bella pensata. Ma sarà veramente così?

Permettetemi almeno il dubbio che i nostri Collegi Docenti, comprensibilmente preoccupati di non perdere posti e di salvare insegnamenti, porranno resistenza a qualsiasi cambiamento. Finché non avremo il coraggio di rivedere ruoli, funzioni e responsabilità, in buona sostanza il sistema di governance della scuola, non andremo molto lontano. Questa del ministro Gelmini è una riforma monca. Potrà diventare una buona riforma solo se sarà accompagnata dalla riforma degli Organi Collegiali, del reclutamento dei docenti e della loro valutazione. Proprio quello che coraggiosamente tentava di fare, in parte, la proposta Aprea. A proposito: che fine ha fatto?



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COMMENTI
20/12/2009 - la riduzione delle ore di lingua inglese (emanuela balzaretti)

Leggendo l'articolo e ciò che viene pubblicizzato sulla riforma ci si illude che l'inglese venga potenziato. Se è vero che rispetto ai licei tradizionali e a certi istituti tecnici ciò è vero,risulta evidente dai piani orari che c'è invece una sostanziale riduzione rispetto alle sperimentazioni in atto, che vedevano un minimo di 15 ore nel quinquennio con punte di 17 o più (si veda la sperimentazione di scienze al liceo scientifico).Siamo contenti del potenziamento della matematica...ma perchè potenziare il latino...che -fra parentesi- i ragazzi detestano perchè sempre piu' lontano dal loro mondo e dalle loro esigenze??? Come pensiamo di preparare i ragazzi al famoso "CLIL", la materia interamente insegnata in seconda lingua il quint'anno??? Chi fa le riforme evidentemente non ha mai avuto l'avventura di sentire i nostri ragazzi esprimersi in inglese,o non si ricorda che all'universita' l'inglese e' dato per scontato e interi corsi si tengono in lingua. Sappiamo tutti che invocare ore aggiuntive a pagamento con i tempi che corrono e' improponibile e nessun collega che ha ottenuto la mannna di ore in piu' sarebbe disposto a cederle per la famosa compensazione...e dunque??Continuiamo a predicare che l'inglese e' fondamentale ma lasciamolo studiare agli altri!

 
10/12/2009 - biennio licei: "semianalfabetismo scientifico"? (Michele Borrielli)

Sono d’accordo con i dubbi dell’articolista: l’autonomia non risolve nulla se non si parte da quadri orario aventi dei “requisiti minimi”. E quello che risalta, in tutti i bienni iniziali dei Licei, escluso il tecnologico, è la assenza totale o un pessimo percorso didattico per gli insegnamenti scientifici; ma il biennio iniziale deve, per rispetto all'obbligo formativo, essere il più omogeneo possibile in tutte le scuole, ed il modello migliore NON è quello dei Licei, ma è quello degli istituti tecnici (dove le ore sono presenti in numero congruo, e dove (come ad es in Svizzera, Germania, GB) la chimica viene insegnata dal laureato in chimica, la fisica dal fisico e le scienze della terra e la biologia dal laureato in scienze naturali o biologiche). Per evitare un ingiusto "semianalfabetismo scientifico di base" per gli alunni frequentanti i bienni di troppi Licei, una proposta che mi sembra un “obiettivo minimo” e che considera il fatto che per chimica sono necessarie almeno 3 ore settimanali per le necessarie attività laboratoriali, ad esempio, PER IL LICEO CLASSICO potrebbe essere la seguente: 1° e 2° anno fisica e laboratorio (a-19), 3 ore; 1° e 2° anno chimica e laboratorio 3 ore (a-33); scienze della terra e biologia (a-46) preferibilmente rispettivamente nel 2° e 3° anno, viste le propedeuticità, altrimenti nel biennio iniziale (2 ore in prima e 2 ore in seconda). Sull’insegnamento della chimica vedi http://www.chimici.it/cnc/fileadmin/novita/Scienza_e_tecnologia.pdf

 
10/12/2009 - Le finalità della scuola: un optional (enrico maranzana)

Non è vero che "Ci troviamo di fronte ad una riforma che ha il grande pregio di razionalizzare l’esistente". Razionalizzare vuol dire effettuare scelte funzionali al conseguimento dei traguardi istituzionali. La logica, lo sviluppo delle capacità degli studenti, l'adesione allo spirito della legge, che pone a fondamento dell'autonomia la progettazione formativa/educativa/di insegnamento, richiedono la rigorosa applicazione di un procedimento che muove dal generale verso il particolare, che raffina senza mai perdere di vista l'unitarietà del servizio, che garantisce il coordinamento tra l'attività degli operatori, che si fonda sull'autoregolazione (controllo/valutazione/ capitalizzazione delle informazioni contenute nel divario obiettivi..risultati). L'articolista sembra non cogliere l'importanza del metodo scientifico, essenziale per affrontare situazioni complesse, in quanto focalizza orari e insegnamenti delle singole materie. Inoltre, quando afferma che i Collegi Docenti sono orientati da interessi corporativi essendo "comprensibilmente preoccupati di non perdere posti e di salvare insegnamenti", denuncia l’irrazionalità della prassi ordinaria. Sarebbe stato corretto ricordare che tale anomalia deriva dalla sistematica omissione d'adempimenti obbligatori negli ODG degli organismi collegiali che ha fatto perder loro sia l'orientamento, sia la capacità di incidere sulla funzionalità della scuola.