BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Pessina (preside Berchet): i nuovi licei della Gelmini, una riforma bella ma "monca"

Pubblicazione:

venusR375_09dic09.jpg

 

Ci siamo, forse è la volta buona. Il prossimo anno scolastico dovrebbe aprirsi con la scuola superiore anche lei riformata. Qualcuno ha definito questa riforma “epocale”. Io non credo che lo sia. Certo, se pensiamo che l’ultima riforma del sistema scolastico superiore risale al ministro Gentile e al 1923, non abbiamo dubbi: è una riforma attesa da tanti, troppi anni. Se osserviamo però il suo contenuto ed entriamo nel merito delle questioni, non vedo queste grandi scelte “epocali”.

Ci troviamo di fronte ad una riforma che ha il grande pregio di razionalizzare l’esistente, di mettere ordine nella grande confusione di indirizzi, sperimentazioni piccole e grandi che ormai avevano frammentato in modo incomprensibile la scuola superiore.

I troppi anni di riforme mancate avevano costretto le scuole, bisognose di rispondere alle sfide dei tempi, a dare risposte occasionali, provvisorie e spesso improvvisate. Se poi aggiungiamo che la ragione di alcune sperimentazioni spesso seguiva più la necessità di salvare qualche cattedra che obiettive ragioni didattico/pedagogiche, riusciamo a capire il perché di questa babele scolastica.

Quindi benvenuta riforma/riordino Gelmini. Il Liceo Classico, di cui mi occupo da qualche tempo, non subisce grandi modifiche. Forse è un bene così. È una delle poche scuole che ha sempre funzionato bene. Nel passato, nel presente e probabilmente anche nel futuro. Infatti anche se l’area scientifica non è mai stata valorizzata adeguatamente, si può dimostrare facilmente che i molti studenti orientati alle facoltà scientifiche, sono riusciti a superare brillantemente questi studi.

Evidentemente il rigore dello studio umanistico detta un approccio, un metodo efficace anche ad affrontare altre discipline. La riforma prevede 27 ore nel primo biennio (quello che eravamo abituati a chiamare ginnasio) e 31 ore nei rimanenti tre anni liceali. Non cambia molto, appunto. Prima erano 26 o 28 con sperimentazione nel ginnasio e 31 o 32 nel liceo triennale. Nel complesso si introduce obbligatoriamente la lingua inglese per tutte le classi e si aumenta di un’ora la matematica nel totale dei cinque anni. Anche lo studio della Storia dell’Arte viene reso dignitoso portandolo a due ore negli ultimi tre anni.

 

CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO, CLICCA SUL SIMBOLO ">>" QUI SOTTO



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
20/12/2009 - la riduzione delle ore di lingua inglese (emanuela balzaretti)

Leggendo l'articolo e ciò che viene pubblicizzato sulla riforma ci si illude che l'inglese venga potenziato. Se è vero che rispetto ai licei tradizionali e a certi istituti tecnici ciò è vero,risulta evidente dai piani orari che c'è invece una sostanziale riduzione rispetto alle sperimentazioni in atto, che vedevano un minimo di 15 ore nel quinquennio con punte di 17 o più (si veda la sperimentazione di scienze al liceo scientifico).Siamo contenti del potenziamento della matematica...ma perchè potenziare il latino...che -fra parentesi- i ragazzi detestano perchè sempre piu' lontano dal loro mondo e dalle loro esigenze??? Come pensiamo di preparare i ragazzi al famoso "CLIL", la materia interamente insegnata in seconda lingua il quint'anno??? Chi fa le riforme evidentemente non ha mai avuto l'avventura di sentire i nostri ragazzi esprimersi in inglese,o non si ricorda che all'universita' l'inglese e' dato per scontato e interi corsi si tengono in lingua. Sappiamo tutti che invocare ore aggiuntive a pagamento con i tempi che corrono e' improponibile e nessun collega che ha ottenuto la mannna di ore in piu' sarebbe disposto a cederle per la famosa compensazione...e dunque??Continuiamo a predicare che l'inglese e' fondamentale ma lasciamolo studiare agli altri!

 
10/12/2009 - biennio licei: "semianalfabetismo scientifico"? (Michele Borrielli)

Sono d’accordo con i dubbi dell’articolista: l’autonomia non risolve nulla se non si parte da quadri orario aventi dei “requisiti minimi”. E quello che risalta, in tutti i bienni iniziali dei Licei, escluso il tecnologico, è la assenza totale o un pessimo percorso didattico per gli insegnamenti scientifici; ma il biennio iniziale deve, per rispetto all'obbligo formativo, essere il più omogeneo possibile in tutte le scuole, ed il modello migliore NON è quello dei Licei, ma è quello degli istituti tecnici (dove le ore sono presenti in numero congruo, e dove (come ad es in Svizzera, Germania, GB) la chimica viene insegnata dal laureato in chimica, la fisica dal fisico e le scienze della terra e la biologia dal laureato in scienze naturali o biologiche). Per evitare un ingiusto "semianalfabetismo scientifico di base" per gli alunni frequentanti i bienni di troppi Licei, una proposta che mi sembra un “obiettivo minimo” e che considera il fatto che per chimica sono necessarie almeno 3 ore settimanali per le necessarie attività laboratoriali, ad esempio, PER IL LICEO CLASSICO potrebbe essere la seguente: 1° e 2° anno fisica e laboratorio (a-19), 3 ore; 1° e 2° anno chimica e laboratorio 3 ore (a-33); scienze della terra e biologia (a-46) preferibilmente rispettivamente nel 2° e 3° anno, viste le propedeuticità, altrimenti nel biennio iniziale (2 ore in prima e 2 ore in seconda). Sull’insegnamento della chimica vedi http://www.chimici.it/cnc/fileadmin/novita/Scienza_e_tecnologia.pdf

 
10/12/2009 - Le finalità della scuola: un optional (enrico maranzana)

Non è vero che "Ci troviamo di fronte ad una riforma che ha il grande pregio di razionalizzare l’esistente". Razionalizzare vuol dire effettuare scelte funzionali al conseguimento dei traguardi istituzionali. La logica, lo sviluppo delle capacità degli studenti, l'adesione allo spirito della legge, che pone a fondamento dell'autonomia la progettazione formativa/educativa/di insegnamento, richiedono la rigorosa applicazione di un procedimento che muove dal generale verso il particolare, che raffina senza mai perdere di vista l'unitarietà del servizio, che garantisce il coordinamento tra l'attività degli operatori, che si fonda sull'autoregolazione (controllo/valutazione/ capitalizzazione delle informazioni contenute nel divario obiettivi..risultati). L'articolista sembra non cogliere l'importanza del metodo scientifico, essenziale per affrontare situazioni complesse, in quanto focalizza orari e insegnamenti delle singole materie. Inoltre, quando afferma che i Collegi Docenti sono orientati da interessi corporativi essendo "comprensibilmente preoccupati di non perdere posti e di salvare insegnamenti", denuncia l’irrazionalità della prassi ordinaria. Sarebbe stato corretto ricordare che tale anomalia deriva dalla sistematica omissione d'adempimenti obbligatori negli ODG degli organismi collegiali che ha fatto perder loro sia l'orientamento, sia la capacità di incidere sulla funzionalità della scuola.