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SCUOLA/ Troppi tagli e pochi investimenti: diamo direttamente i soldi agli istituti

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Negli ultimi otto anni il decentramento regionale di tutta la scuola francese ha permesso allo stesso tipo di istituti di rinnovare macchinari secondo le più recenti tecnologie: ho potuto vederlo di persona ad ottobre in un Lyceè tecnologique di Parigi.

Persino la VII Commissione Istruzione della Camera, aveva segnalato, prima dell’estate di quest’anno «la situazione di grandissima difficoltà finanziaria che rischia di determinare la paralisi dell'attività didattica», situazione che descriveva analiticamente nelle varie voci.

Ultima vicenda in termini cronologici, ma non per conseguenze: con varie circolari regionali ai primi di novembre, sulla base di una Nota MIUR di fine ottobre, gli Istituti Professionali (quelli che secondo il MIUR «preparano al meglio al mondo del lavoro») si sono visti comunicare la riduzione a meno di un terzo di tutti i finanziamenti per la Terza Area (appunto le ore settimanali dedicate al rapporto con lavoro e imprese) e l’Alternanza scuola-lavoro. Chi solo l’anno scorso 2008/2009 poteva contare con 500 studenti su 69.500 euro (anche se metà di questi debbono ancora arrivare), quest’anno potrà contare su 19.500 euro per le stesse attività. In alcune zone gli interventi Regionali forse sopperiranno in parte al blocco dei fondi statali. In altre le Regioni hanno deciso l’interruzione della Terza Area. 

L’elenco non finirebbe mai. Dove sta il marcio? Negli “eccessi di dotazione di risorse e di personale” (Libro Bianco) nel settore scuola che necessitano di ridimensionamenti o nell’assenza di coraggiose scelte di riforme, oltre che di effettivi controlli “efficaci/efficienti” sull’utilizzo della spesa pubblica e di conseguenti scelte di reinvestimento dei risparmi.

Chi non ricorda la relazione annuale del 2005 dell’indagine a campione fatta dalla Corte dei Conti, che evidenziava una media di 100.000 euro di avanzo di amministrazione nelle varie scuole secondarie di secondo grado? Paradossalmente fortunate queste, che con tali avanzi hanno sopperito ai tagli!

Pochi invece ricordano il permanere degli effetti della clausola di salvaguardia voluta dal Ministro Padoa Schioppa nella Finanziaria 2007 (comma 621) e mantenuta dal Ministro Tremonti, per costringere il MPI (poi MIUR) a risparmi di spesa (o tagli, a secondo del punto di vista) da applicare automaticamente in presenza «di minori economie (leggi: meno tagli di personale), provvedendo a ridurre le dotazioni complessive di bilancio del MPI, ad eccezione di quelle relative al personale».

 

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COMMENTI
17/12/2009 - Analisi condivisibile (Franco Labella)

Quello che scrive Pellegatta è assolutamente condivisibile ed equilibrato.Come accade in altri interventi, però, il titolo (che è ovviamente redazionale) non corrisponde, a mio parere, alla sostanza del ragionamento complessivo. Mi ha molto colpito l'analisi delle irrazionalità delle scelte di taglio lineare anche perchè mi ha aiutato a comprendere meglio l'assurdità di un recente intervento del Presidente della Cabina di regia dei Licei nei Forum di Indire. Posto di fronte alla domanda secca sulla importanza dello studio delle Discipline giuridiche ed economiche ai fini della educazione alla cittadinanza e alla legalità , la risposta testuale di Bruschi è stata: "RIGUARDO A ECONOMIA E DIRITTO, DOVENDO FARE DELLE SCELTE, NO, NON RITENGO SIANO MATERIE FONDAMENTALI PER L'EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA E ALLA LEGALITA'" Che equivale a dire che puoi fare l'ingegnere edile senza conoscere la statica degli edifici. Come spiegare questa assurdità se non con l'abbandono della logica per impugnare la "forbice" dei ragionieri? (con tutto il rispetto per la categoria :-))) Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia