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SCUOLA/ Troppi tagli e pochi investimenti: diamo direttamente i soldi agli istituti

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E perché invece di operare su quest’ultima causa e verso scelte di «miglior utilizzo delle risorse esistenti» ci si butta da anni su tagli costanti e persistenti, dei risultati dei quali non si vede nemmeno l’ombra, visto che tagli (famoso comma 621) dovrebbero tradursi in risparmi e risparmi dovrebbero diventare reinvestimenti nel settore?

Se il “Rapporto 2009 sulla Finanza Pubblica in Italia” - ed i Ministri che vi fanno eco - evidenziava l’assorbimento al 97 per cento della spesa nel settore scolastico da parte del costo del lavoro (ma la questione risale all’Assemblea nazionale interministeriale del 1991 sul “calo demografico”), al tempo stesso però non dava indicazioni reali affinché le “razionalizzazioni” non compromettessero l’insegnamento frontale necessario, ma intervenissero sugli sprechi: insomma alla teoria dei tagli non corrisponde un’indicazione di investimento per una migliore politica del personale.

Il vero problema è la mancanza di logica e lungimiranza nella sistematicità dei tagli: logica, perché fatti senza distinguere tra l’utile e l’inutile; lungimiranza, perché i danni sul servizio scolastico che ne consegue li vedremo tra anni.

Dove invece risparmiare ad esempio ?

Si trattava di perseguire recuperi di spesa attraverso coraggiose e lungimiranti scelte innovative, come avrebbe potuto essere una vera riforma della scuola del secondo ciclo anche con la limitazione a 18 anni, indicata nella primissima versione della riforma Moratti. Una tale scelta, oltre ad ottenere un risparmio significativo, avrebbe costretto, con i conseguenti reinvestimenti, ad un complessivo disegno di rinnovamento della scuola.

Ma altre vie sono possibili. La riduzione delle compresenze di docenti sì, ma solo laddove inutili didatticamente e non dove invece indispensabili: cioè fatte non con scelte percentuali, ma con scelte didattiche. Le scuole italiane all’estero ci costano 70 milioni all’anno (stipendio di un professore fino a 5.000 euro, di un dirigente scolastico fino a 8.000 euro). La partecipazione alle assemblee sindacali in orario di lavoro (si fa solo da noi!) ha tolto 12.059 docenti per una mattina nel 2008/2009; i docenti esonerati o “comandati” per le più varie motivazioni sono stati, sempre nel 2008/2009, 12.744 (fonti MIUR).

 

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COMMENTI
17/12/2009 - Analisi condivisibile (Franco Labella)

Quello che scrive Pellegatta è assolutamente condivisibile ed equilibrato.Come accade in altri interventi, però, il titolo (che è ovviamente redazionale) non corrisponde, a mio parere, alla sostanza del ragionamento complessivo. Mi ha molto colpito l'analisi delle irrazionalità delle scelte di taglio lineare anche perchè mi ha aiutato a comprendere meglio l'assurdità di un recente intervento del Presidente della Cabina di regia dei Licei nei Forum di Indire. Posto di fronte alla domanda secca sulla importanza dello studio delle Discipline giuridiche ed economiche ai fini della educazione alla cittadinanza e alla legalità , la risposta testuale di Bruschi è stata: "RIGUARDO A ECONOMIA E DIRITTO, DOVENDO FARE DELLE SCELTE, NO, NON RITENGO SIANO MATERIE FONDAMENTALI PER L'EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA E ALLA LEGALITA'" Che equivale a dire che puoi fare l'ingegnere edile senza conoscere la statica degli edifici. Come spiegare questa assurdità se non con l'abbandono della logica per impugnare la "forbice" dei ragionieri? (con tutto il rispetto per la categoria :-))) Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia