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SCUOLA/ Troppi tagli e pochi investimenti: diamo direttamente i soldi agli istituti

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Un assurdo Regolamento per la ricerca dei supplenti comporta una spesa di circa 2.500 euro di media all’anno per scuola in telegrammi a settembre (moltiplicare per 10.500 istituzioni scolastiche) e i supplenti possono chiedere nella secondaria 30 scuole invece di una o due. Gli Uffici Scolastici Provinciali (ex Provveditorati dei quali già Sabino Cassese propose l’abolizione) compiono procedure gran parte trasferibili alle scuole o a un centro servizi informatico regionale unico (risparmio su affitti e funzionamento generale).

L’avvio di un oculato utilizzo delle finanze dovrebbe cominciare con l’assegnazione diretta alle scuole di tutte le risorse ad esse destinate, sulla base di una quota capitaria, senza nessun vincolo predefinito, seguito da precise responsabilità ai dirigenti, da poteri di utilizzo, da indicazioni di monitoraggio e controllo revisoriale. Su queste misure, se lo desidera, il Ministro dell’Istruzione troverebbe tutti i dirigenti scolastici alleati di fronte al Ministero delle Finanze.

Certo: occorre un’intesa ampia, a carattere nazionale. Ma, visto che alla Camera, nell’ambito dei lavori sul cosiddetto “Progetto di legge Aprea” sono emersi interessanti incontri bipartisan per soluzioni di riforma purtroppo fermi in quella Commissione; viste le recenti dichiarazioni dell’on. Berlinguer di disponibilità a collaborare per comuni riforme, dichiarazioni apprezzate dal Ministro Gelmini: stante quindi queste condizioni, è venuto allora il momento di trasformare queste disponibilità in alleanze che aiutino appunto ad avviare una lungimirante ed oculata azione di investimenti, come quella auspicata dal Presidente della Camera.



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COMMENTI
17/12/2009 - Analisi condivisibile (Franco Labella)

Quello che scrive Pellegatta è assolutamente condivisibile ed equilibrato.Come accade in altri interventi, però, il titolo (che è ovviamente redazionale) non corrisponde, a mio parere, alla sostanza del ragionamento complessivo. Mi ha molto colpito l'analisi delle irrazionalità delle scelte di taglio lineare anche perchè mi ha aiutato a comprendere meglio l'assurdità di un recente intervento del Presidente della Cabina di regia dei Licei nei Forum di Indire. Posto di fronte alla domanda secca sulla importanza dello studio delle Discipline giuridiche ed economiche ai fini della educazione alla cittadinanza e alla legalità , la risposta testuale di Bruschi è stata: "RIGUARDO A ECONOMIA E DIRITTO, DOVENDO FARE DELLE SCELTE, NO, NON RITENGO SIANO MATERIE FONDAMENTALI PER L'EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA E ALLA LEGALITA'" Che equivale a dire che puoi fare l'ingegnere edile senza conoscere la statica degli edifici. Come spiegare questa assurdità se non con l'abbandono della logica per impugnare la "forbice" dei ragionieri? (con tutto il rispetto per la categoria :-))) Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia