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SCUOLA/ Scelta libera, ma impossibile: la guerra del Piemonte alle paritarie

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Inoltre, l’attuale giunta regionale di centro-sinistra ha progressivamente ritardato i tempi di emissione dei contributi, a oggi non sono ancora stati distribuiti quelli relativi all’anno scolastico passato, continuamente posticipato l’emissione del bando, che con il centro-destra era ad inizio anno scolastico, e trasferito la gestione della raccolta delle domande ai comuni con modalità differenziate e spesso macchinose per le famiglie.

Su ciascuno di questi punti i prossimi consiglieri regionale piemontesi dovranno intervenire doverosamente, ecco perché la battaglia continua.

Tuttavia, i dati riportati dalla Banca Dati Decisionale dell’Istruzione della Regione Piemonte evidenziano un altro risultato che può realmente inficiare le norme a favore della libera scelta educativa.

Nello stesso periodo 2004-2008 in Piemonte sono state chiuse 37 sedi di scuole non statali a fronte di un incremento di 35 sedi statali, non solo ma in alcune provincie non sono più presenti determinati gradi scolastici o sono estremamente limitati in numero, è il caso della provincia di Vercelli dove non esistono più scuole secondarie di I e di II grado e le scuole primarie sono solo tre, oppure la provincia di Biella con una sola scuola secondaria di II grado, due di I grado e tre scuole primarie, situazione simile si presenta anche nella provincia di Cuneo.

 

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