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SCUOLA/ Caro Ministro, tanti auguri e una valutazione di fine anno anche per lei

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Al secondo posto, era e resta la riforma della secondaria superiore, che nel 2009 ha visto l’approvazione dei regolamenti, ma manca di procedure applicative sistematiche (un piano rigoroso e capillare di formazione dei docenti, una valutazione sistematica degli esiti, un collegamento con la scuola di base e con la formazione di terzo livello, oltre che con il mercato del lavoro, e infine procedure di valorizzazione dell’autonomia delle scuole). Tra i punti positivi, vedo il tentativo di un maggiore collegamento dell’istruzione tecnica e professionale con il mercato del lavoro, uno sviluppo dei licei più coerente con le loro finalità, una - limitata - valorizzazione dell’autonomia delle scuole, che potrebbe essere accresciuta riducendo la frammentarietà e assegnando alle scuole che operano in reti maggiori spazi decisionali e finanziamenti aggiuntivi.

Al terzo posto, dal momento che l’urgenza è cresciuta in modo inversamente proporzionale alla capacità decisionale, metterei la necessità che le regioni (anche se non tutte insieme o con la stessa velocità) definissero in che modo intendono sviluppare una politica formativa che sia al tempo stesso autonoma e coordinata, differenziata e collegata a un sistema comune di finalità, tenute sotto controllo da un serio sistema di valutazione. Il decollo di un sistema di valutazione, peraltro, è in grave ritardo, anche se Invalsi sta facendo del suo meglio per agire in modo sistematico nelle non molte incombenze che gli ha lasciato la direttiva dello scorso agosto, che sorvola sulla valutazione del sistema, e si limita agli apprendimenti e poco più.

 

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COMMENTI
31/12/2009 - Qualche omissione e una proposta (Vincenzo Pascuzzi)

L'articolo di Luisa Ribolzi omette alcuni fatti rilevanti che mi permetto di indicare sinteticamente. 1) Nessun cenno al gravissimo problema dei precari: oltre 100.000 supplenti assunti a settembre e licenziati a giugno o ad agosto. Potrà mai migliorare una scuola che ignora questo problema, anzi lo aggrava? 2) Non si parla di dispersione scolastica. C'è chi la stima vicina alle 200.000 unità all'anno. E' una cifra spaventosa, è una perdita economica rilevantissima che nessuno contabilizza. 3) Tutti riconoscono (a parole) che le retribuzioni dei docenti sono assolutamente inadeguate. Ma a parte le chiacchere, niente. Già si parla di aumenti contrattuali di 20 (venti) euro mansili lordi!! 4) L'autonomia scolastica, già asfittica, risulterà strozzata dalla stretta sui bilanci delle scuola già anticipata dal Miur (http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=85021&sez=HOME_SCUOLA&ssez=SCUOLA#). Non ci sono e non ci saranno soldi per i supplenti né per i corsi di recupero. 6)Vengo alla mia proposta. Visto che il Miur ha proceduto d'autorità e praticamente in solitudine nella c.d. riforma delle superiori. Perciò docenti e scuole non hanno possibilità di dire la loro, propongo di lasciare ai Collegi docenti la facoltà di adottare o meno la nuova normativa. Sarebbe un fatto sicuramente democratico, di efficienza e partecipazione.