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SCUOLA/ Caro Ministro, tanti auguri e una valutazione di fine anno anche per lei

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Il tema del rapporto fra scuola statale e scuola non statale è rimasto irrisolto e ignorato, se si eccettua un deplorevole dossier di Legambiente Scuola e formazione comparso nel novembre, e per lo più passato sotto silenzio, che ripete in modo acritico osservazioni banali e non documentate su di una presunta liquidazione della scuola pubblica (ignorando, tra l’altro, che il sistema scolastico nazionale è formato dalle scuole autonome statali e dalle scuole paritarie, entrambe pubbliche, dettaglio sfuggito ai solerti estensori) e una altrettanto presunta crescita nei finanziamenti alle scuole paritarie, che non solo non c’è stata, ma è di segno negativo.  Mi è sfuggita, se c’è stata, una precisazione da parte di qualcuno degli interlocutori, statali o paritari, ma in un contesto in cui una maggiore presenza del mercato «è da considerare come una modalità sempre più diffusa per far fronte alla crescente complessità dei sistemi educativi» (OCSE, Educational markets in education, novembre 2009), l’Italia continua a giocare alle guerre di religione.

Se il quadro della scuola resta abbastanza sconsolante, la riforma dell’università di cui il Sussidiario si è più volte occupato, presenta aspetti più positivi, e ci allinea in modo più deciso agli altri paesi europei (anche se forse più nelle parole che nei fatti), il che fa pessimisticamente temere che nell’ancora lungo iter verso il varo definitivo qualcuno riesca a bloccarla. Mi sembra, infine, di cogliere una maggiore motivazione alla collaborazione, non tanto forse fra i politici quanto fra gli addetti ai lavori, da cui mi giungono richieste non isolate di partecipare ad iniziative che vedono insieme persone di diverso orientamento. E allora limitiamo gli auguri ad uno solo: che tutte le persone di buona volontà si attivino per collaborare, con la ricerca o con la decisionalità politica, con la sperimentazione o con l’oscuro, ma prezioso e insostituibile lavoro in classe, per dare ai nostri ragazzi la scuola di cui hanno bisogno.

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COMMENTI
31/12/2009 - Qualche omissione e una proposta (Vincenzo Pascuzzi)

L'articolo di Luisa Ribolzi omette alcuni fatti rilevanti che mi permetto di indicare sinteticamente. 1) Nessun cenno al gravissimo problema dei precari: oltre 100.000 supplenti assunti a settembre e licenziati a giugno o ad agosto. Potrà mai migliorare una scuola che ignora questo problema, anzi lo aggrava? 2) Non si parla di dispersione scolastica. C'è chi la stima vicina alle 200.000 unità all'anno. E' una cifra spaventosa, è una perdita economica rilevantissima che nessuno contabilizza. 3) Tutti riconoscono (a parole) che le retribuzioni dei docenti sono assolutamente inadeguate. Ma a parte le chiacchere, niente. Già si parla di aumenti contrattuali di 20 (venti) euro mansili lordi!! 4) L'autonomia scolastica, già asfittica, risulterà strozzata dalla stretta sui bilanci delle scuola già anticipata dal Miur (http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=85021&sez=HOME_SCUOLA&ssez=SCUOLA#). Non ci sono e non ci saranno soldi per i supplenti né per i corsi di recupero. 6)Vengo alla mia proposta. Visto che il Miur ha proceduto d'autorità e praticamente in solitudine nella c.d. riforma delle superiori. Perciò docenti e scuole non hanno possibilità di dire la loro, propongo di lasciare ai Collegi docenti la facoltà di adottare o meno la nuova normativa. Sarebbe un fatto sicuramente democratico, di efficienza e partecipazione.