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SCUOLA/ Graduatorie degli istituti in Europa: la terza via italiana è la migliore?

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Altri Paesi invece hanno imboccato la strada di una restituzione riservata alle scuole, che si presume possano usare i dati ai fini del miglioramento. Si tratta, secondo Eurydice, della gran parte dei paesi europei. A questo gruppo si sono iscritti negli ultimi anni anche i transfughi Irlanda e Scozia, che erano partiti con la Gran Bretagna, ma l’hanno abbandonata trovando forme più sfumate ed indirette di pubblicizzazione

Del resto anche la mitica Finlandia sembrerebbe aver accantonato, dopo un lungo dibattito, l’ipotesi più hard degli inglesi.

Anche l’oggetto della pubblicizzazione è diverso: per esempio, mentre in Svezia si pubblicano i dati grezzi, in Islanda si punta sulla misurazione del valore aggiunto ed in Gran Bretagna sui due tipi di informazione combinati, alla fine del sesto anno di scolarità.

Torniamo all’Italia. Nel caso volesse seguire l’esempio della Gran Bretagna, ci sarebbero delle controindicazioni. È giusto mettere sullo stesso piano chi parte da livelli tanto diversi? Le misure di valore aggiunto hanno oggi un livello di affidabilità scientifica accettabile? E se tutti i genitori non si informano? E se le scuole prendono contromisure escludendo attraverso meccanismi diversi i meno bravi dall’indagine?

 

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COMMENTI
07/12/2009 - La politica dello struzzo (enrico maranzana)

La scuola non è una scatola nera: è importante misurarne/valutarne l'output ma, limitarsi a questo, non è sufficiente. Le scienze aziendali, che come noto studiano le condizioni d'equilibrio dei sistemi organizzati, prevedono due forme di controllo: l'interno e l'esterno. La governabilità del sistema deriva dal monitoraggio dei processi decisionali e dalla loro puntuale applicazione. La progettazione formativa/educativa/di insegnamento è la chiave di volta del servizio, da essa dipende la sua efficacia. L'autonomia, cardine d'una scuola a passo con i tempi, è stata edificata su questo convincimento. Nel nostro ordinamento l'autonomia è stata introdotta nel 1974 (decreti delegati), confermata nel 94 (TU 297) e nuovamente affermata nel 99 (DPR 275) senza trovare significative applicazioni (la lettura dei POF dimostra il giudizio espresso). Trascurare il controllo interno e concentrarsi solo su quello esterno ripropone il comportamento di Ponzio Pilato in quanto occulta gli errori/elusioni/omissioni commessi e non addita i responsabili del disservizio che ha condotto la scuola nello stato in cui si trova. Quest'ultimo aspetto è stata sgrossato su educationduepuntozero in temi-autonomia e organizzazione-autonomia, organizzazione, qualità: un trinomio inscindibile.