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SCUOLA/ Gli studenti incontrano l’Europa: il racconto di un vero scambio culturale

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L’Europa può entrare dentro la scuola in molti modi. Con la classe terza in cui insegno, io e la mia collega di Lingua e Letteratura Tedesca abbiamo fatto esperienza del rapporto dei giovani con l’Europa attraverso un’importante occasione che la scuola offre, quella dello scambio culturale.

Da lunedì 11 maggio a sabato 16 maggio siamo stati ad Ellwangen, nel Baden-Württemberg, ospiti degli studenti e degli insegnanti del Peutynger Gymnasium. E’ stata un’esperienza appassionante e significativa: i nostri studenti, come del resto quelli tedeschi, ma come anche noi insegnanti, si sono trovati a vivere un rapporto con una realtà diversa dalla loro. Avrebbero potuto difendersi come aprirsi ad essa!

Ciò che mi ha colpito è stata la decisione che tutti hanno preso di lanciarsi verso questa realtà nuova, di seguire la mossa di curiosità che hanno sentito in loro, di muoversi verso ciò che hanno incontrato. Lo hanno fatto dentro i rapporti con i loro coetanei, scoprendo, come ha sottolineato uno studente, che «gli studenti tedeschi ci hanno accolto nel vero senso della parola nelle loro famiglie più che nelle loro case»; lo hanno fatto andando a conoscere la scuola tedesca e confrontandola con quella che loro vivono; lo hanno fatto visitando assieme agli studenti tedeschi il campo di sterminio di Dachau, la città di Nordlingen (città medioevale nota perché nel 1634 lì si è svolta la battaglia decisiva della fase svedese della Guerra dei Trent’Anni), la miniera di ferro di Wasseralfinger, dove hanno capito cosa significasse lavorare sottoterra. 

E’ perché gli studenti hanno seguito il loro desiderio di conoscere che trascorrere una settimana ad Ellwangen è stata un’esperienza positiva: positiva dal punto di vista umano e culturale, per l’arricchimento che hanno portato a casa dai diversi incontri che hanno caratterizzato la settimana, positiva anche dal punto di vista linguistico, perché hanno potuto mettere a frutto e migliorare quello che hanno imparato sui banchi di scuola.

Io stesso sono stato travolto dalla loro curiosità, e da insegnante-accompagnatore sono diventato un insegnante che è andato con i propri studenti a scoprire qualcosa di bello per sé. Questo del resto è il valore di uno scambio culturale dentro la scuola: un’occasione per aprire lo sguardo alla realtà, e la sorpresa è che a favorire questa apertura di conoscenza sia un’amicizia.

Così non si può non rilevare che l’Europa si faccia più vicina agli studenti attraverso esperienze simili. Nella settimana trascorsa assieme ad insegnanti e studenti tedeschi ci è risultato evidente come un legame vero si costituisca laddove ci sono persone che mettono in gioco la loro umanità. E’ quello che hanno fatto i “miei” studenti e quelli tedeschi, in modo naturale, attendendosi qualcosa gli uni dagli altri.

Questa è la forza dell’Europa: non definire le regole della convivenza civile, ma una curiosità tesa a scoprire la positività che l’altro porta. E’ perché ridesta questa dinamica umana, è perché c’entra con la quotidianità che l’Europa ha un suo fascino particolare e risulta interessante, oltre ogni aspettativa.

 

(Gianni Mereghetti)

 

 



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