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SCUOLA/ Arrivano i nuovi licei della Gelmini

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Sei licei e dieci indirizzi tra cui scegliere (con due new entry, il liceo musicale-coreutico e quello delle scienze umane), maggiore spazio alle lingue straniere, più ore di matematica e scienze, la valorizzazione del latino, la possibilità di attivare ulteriori insegnamenti opzionali anche assumendo esperti qualificati (a carico del bilancio delle singole scuole). Si presenta così il «sistema licei» targato Gelmini approvato oggi, in prima lettura, dal consiglio dei ministri. Il provvedimento, che dovrà ora acquisire il parere delle commissioni parlamentari e della Conferenza Stato-Regioni, completa la riforma delle superiori avviata dal governo Berlusconi con il riordino degli istituti tecnici e professionali.

La riforma dei licei fa piazza pulita degli oltre 500 indirizzi e sperimentazioni attualmente esistenti (che confluiranno nei nuovi corsi previsti) e prevede un ciclo di cinque anni articolato in due periodi biennali e in un quinto anno che completa il percorso disciplinare.

«E' una riforma epocale che modifica un impianto che risale alla legge Gentile del '23'» ha detto, illustrando il provvedimento in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, Mariastella Gelmini secondo la quale si è cercato di coniugare la tradizione con l'innovazione privilegiando la qualità.

La riforma - varata oggi assieme a un regolamento sulle classi di concorso - consentirà anche dei risparmi. Il ministro non ha fatto cifre, limitandosi a ricordare i noti vincoli di bilancio. «Abbiamo guardato soprattutto - ha tenuto a precisare - all'interesse dei ragazzi e delle famiglie. La riforma è improntata alla qualità nella convinzione che possa andare di pari passo con un migliore impiego delle risorse». E l'interesse dei ragazzi è anche quello di trovare, una volta preso il diploma, un lavoro. Per questo - ha assicurato il ministro - «c'è una forte apertura al mondo del lavoro».

Apertura che si concretizza con la possibilità, a partire dal secondo biennio, di svolgere parte del percorso attraverso l'alternanza scuola-lavoro, stage o in collegamento con il mondo dell'alta formazione: università, istituti tecnici superiori, conservatori, accademie.

Il tempo per abituarsi alle novità c'è. Il nuovo modello (che prevede anche nuove articolazioni del collegio dei docenti) partirà, infatti, gradualmente, coinvolgendo dall'anno scolastico 2010-2011 le prime e le seconde, per andare a regime nel 2013. «Vogliamo avviare con le famiglie un dialogo approfondito sui nuovi indirizzi in modo che possano fare scelte consapevoli e ragionate', ha concluso Mariastella Gelmini.

 

 



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