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MATURITA' 2009/ 150 anni dall'unità d'Italia: il tema di storia svolto da Giovanni Cominelli

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Questo liberalismo povero culturalmente e a base sociale ristretta, al quale Giolitti prova a fornire un orizzonte più largo, viene sopraffatto dalle correnti nazionaliste e rivoluzionarie che spingono per l’avventura coloniale di Adua nel 1896, per l’occupazione sanguinosa della Libia nel 1911 e per la partecipazione non dovuta al grande macello della Prima guerra mondiale. I contadini sono mandati al massacro a centinaia di migliaia: 700 mila morti e 1 milione e 100 mila feriti. Il passaggio al fascismo è la risultante di una borghesia debole e impaurita di fronte a grandi masse che ora, dopo aver irrorato di sangue il Nord-Est, chiedono a gran voce di partecipare alla cosa pubblica e che incominciano ad organizzarsi in partiti. La nazionalizzazione delle masse avviene in Italia per via totalitaria, essendo stata incapace la borghesia liberale italiana di farlo per via democratica. E’ il periodo che conosco meglio, grazie a History Channel! La caduta del fascismo nel 1943 non avviene per moti antifascisti – l’antifascismo essendo defunto nel 1939 dopo il Patto Molotov-Von Ribbentrop – ma per un colpo di stato della Monarchia.

 

La liberazione finale dal nazifascismo è opera principale di Inglesi, Americani, Polacchi, persino di una Brigata ebraica. La Resistenza ha fatto la sua parte. Nel 1945 erano circa 300 mila i resistenti, hanno avuto quasi 80 mila morti. So che nel 1946 ha vinto la Repubblica nel referendum istituzionale del 2 giugno e che nel 1948 è entrata in vigore la nuova Costituzione. Ma non chiedete a me chi fossero De Gasperi o Togliatti o Benedetto Croce. O Fanfani o Moro o Berlinguer o le Brigate Rosse o Reagan o Gorbaciov o Khomeini. Sono nato nel 1990.

 



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