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MATURITA’ 2009/ A 20 anni dalla caduta del Muro di Berlino: il tema svolto da Renato Farina

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Il 9 novembre del 1989 cadde il Muro di Berlino. Non è che cadde e basta. Fu proprio squassato, tirato giù blocco di cemento per blocco di cemento, da uomini che avevano bisogno di questa opera fisica e simbolica per poter respirare a pieni polmoni. Respirare, sentire l’aria fredda entrare nella gola come un soffio liberatore. E il primo gesto non fu spargere sangue, come le rivoluzioni fanno sempre, ma la musica. Mstislav Rostropovich, il grande meraviglioso violoncellista amico di Solgenitsin, improvvisò un concerto. Andò sotto ciò che restava del muro e inondo di armonie l’aria di Berlino, il mondo intero. Solo la musica, solo la bellezza poteva spiegare, penetrare, proporre l’essenza di quanto accadeva. Gli uomini e i popoli hanno dentro di sé una scintilla che i tiranni si illudono di aver spento, o di controllare con gli assassinii o i lager, ma ecco quando tutti paiono stanchi, bisognosi solo di condurre una modesta vita decorosa, ecco che la tirannide diventa insopportabile, ci si accorge che vivere da uomini esige di poter vivere secondo le dimensioni piene della libertà e della verità, senza aver paura che di notte qualche gendarme incappottato bussi all’uscio urlando: polizia!

 

La libertà e la democrazia erano diventate parole d’ordine dei movimenti rivoluzionari dell’Europa orientale. Strani movimenti rivoluzionari: senza armi, senza fucili. Ci sono due tipi di rivoluzione, abbiamo scoperto allora. Una d’assalto. L’assalto alla Bastiglia, l’assalto a Pietroburgo del Palazzo d’Inverno dello Zar Nicola. Una di assedio. La gente si raduna, cerca di parlarsi, di essere solidale (“Solidarnosc”, cioè solidarietà), scrive testi dove comunica ciò che profondamente crede (il Samizdat in Unione Sovietica e in Cecoslovacchia). La repressione interviene pesantemente. Incarcera, picchia. Ma invece di spegnere come sempre il fuoco imprevedibile, quella volta misteriosamente più il potere schiaccia, più il popolo si rialza, si raduna, l’onda dell’assedio cresce, non violenta, consapevole della propria forza che è materiale ma si radica nella verità.


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COMMENTI
28/06/2009 - Uno splendido pezzo! (adele vitale)

Voglio esprimere tutta la mia ammirazione per Farina, giornalista eccezionale. I suoi scritti mi hanno sempre commossa e trascinata. Si avverte forte la passione e la sincerità di un uomo che ama veramente la libertà e l'umanità.

 
25/06/2009 - Grazie a Farina (claudia mazzola)

Come sono contenta ci sia Renato Farina. Io sono completamente incolta e mi fido ciecamente di lui, di ciò che mi racconta. E' bello affidarsi ad una persona!