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MATURITA’ 2009/ Amore e innamoramento: il tema svolto da Pigi Colognesi

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Mi scusino i signori della Commissione ministeriale che hanno preparato questo compito, ma a me più che una traccia sembra un depistaggio. Escluso che io debba parlare di «innamoramento e amore» nella mia situazione personale (al presente abbastanza complicata e certo non interessante per gli esaminatori), avendo come «consegna» quella di scrivere un «articolo di giornale» su un argomento grande come una montagna e dovendolo analizzare nell’«ambito artistico-letterario», mi spieghino lorsignori come posso fare con i «documenti» che mi sono offerti!

 

Si parte con un brano del saggio che ha reso celebre Francesco Alberoni: la frase scelta è di quelle che non sai mai se è profondissima o acqua calda; sì, paroloni – tormento, estasi, inferno e paradiso-, ma alla fin fine non si capisce bene dove voglia andare a parare.

 

Poi si fa un salto indietro di due millenni e mi imbatto nel catulliano «Odi et amo»; beh, sarebbe bastato questo come traccia dell’articolo, tanto è abissalmente profondo. E vero.

 

Poi Dante, ovviamente Paolo e Francesca. Ma lo sanno gli esimi Commissari che su questi versi si sono scritte intere biblioteche: il dolce Stil novo, il rifiuto della sua logica da parte del Dante della Commedia, la tragica fine dei due amanti… Chissà poi perché non ci propongono mai di commentare i canti del Purgatorio dove Dante definisce natura e dinamica dell’amore.

 

Altro salto, questa volta in avanti, per incontrare Gozzano e la sua signorina Felicita: qui siamo nel pieno del bon ton borghese-piemontese, coi suoi versicoli – e corrispettivi sentimenti - un po’ sciatti, da bar in piazza San Carlo.


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