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CULTURA/ Associazione “Centocanti”, l’amore per Dante

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Prende il nome dal numero dei canti della Divina Commedia l’associazione Centocanti, composta da giovani studenti di scuole superiori, universitari e lavoratori (specialmente insegnanti), impegnati nell’amare e far conoscere i versi del Sommo Poeta. Fondata da alcuni studenti dell’Università Cattolica di Milano nel febbraio 2005, l'associazione vanta oggi quasi duecento aderenti da tutta Italia; ogni socio deve imparare a memoria un canto della Commedia, entrando così a far parte di una vera e propria “Divina Commedia vivente”. I cantori di Centocanti hanno proposto nel primo anno di attività un evento pubblico di recita dei canti della Commedia per le strade di Milano; il pubblico aveva seguito in grande numero queste performances letterarie. Attualmente l’associazione organizza eventi pubblici di lettura e commento dei testi danteschi, in particolare presso scuole ed università. Finora sono stati realizzati un centinaio di lecturae dantis e il successo è stato significativo; durante questi incontri viene presentata l'associazione, poi vengono letti e commentati passi scelti della Divina Commedia. L'associazione ha organizzato il primo raduno nazionale dei soci nel maggio 2006 a Ravenna, l’anno successivo a Firenze, di Nuovo Ravenna e quest’anno a S. Marino, proponendo ai soci la visita di queste località ed incontri di formazione.

Abbiamo incontrato due di questi giovani insegnanti, Roberto e Anna, che ci hanno raccontato del loro incontro con Dante: «Tutto è iniziato quando abbiamo conosciuto Franco Nembrini, che nella vita svolge con passione il mestiere di insegnante e da sempre è innamorato dell'opera di Dante. È stato lui che ci ha fatti appassionare alla Divina Commedia, facendo loro comprendere meglio la bellezza e l’attualità di quei versi».

L’attualità di Dante è una cosa davvero importante, come afferma Anna: «In tutta la sua opera di poeta c’è il segreto della realtà, che consiste nel dare spazio al desiderio di trovare per che cosa vale la pena vivere. Le domande che si pone Dante sono contemporanee perché universali. Questo sta a dimostrare la sua genialità». In Dante si fondono tutte le componenti dell’umano: i desiderio di amare ed essere amati, il senso religioso, la tensione alla felicità. D'altronde il fine principale di Centocanti è la proposta dell’esperienza umana di Dante all'uomo contemporaneo. Come dice anche Roberto: «C’è una corrispondenza tra quello che Dante ha scritto e vissuto 700 anni fa e quello che si vive oggi. Dante aiuta a capire la nostra vita e tutta la bellezza dell’avvenimento cristiano». I giovani di Centocanti vogliono comunicare la posizione che Dante aveva sulla vita, una posizione fatta di una domanda incessante, continua, profonda. E la risposta di Dante a questa domanda è l’esperienza cristiana. La Divina Commedia mostra come una possibilità di bene e felicità per l’uomo sia possibile, anche nei tempi che viviamo, in ogni aspetto della realtà.

In fondo la lezione di Dante è proprio questa: la vita è un viaggio che vale la pena percorrere, per un bene presente. È questo che i soci di Centocanti vogliono testimoniare. Attraverso un’opera che, nella sua perfezione stilistica e formale, racconta la grande presenza cristiana immersa nella storia. La presenza che Dante Alighieri ha saputo testimoniare con tutta la sua opera e tutta la sua vita.

 

 

(Franco Vittadini)



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