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SCUOLA/ Sindacati: quasi 17mila precari perderanno il lavoro

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Quasi 17.000 insegnanti precari perderanno il posto: è la conclusione a cui arriva la Flc-Cgil dopo aver fatto un po' di conti alla luce di tagli e trasferimenti. Se gli insegnanti in soprannumero sono 8.000, saranno più del doppio i docenti non di ruolo che hanno lavorato nell'anno scolastico 2008-09 ma che da settembre rischiano seriamente di non essere riconfermati.

Numeri pesanti che senza i 41.000 pensionamenti - sostiene il sindacato - avrebbero potuto esserlo anche di più. E comunque a essi vanno aggiunte 5.000 unità (da dividere sempre sui tre cicli scolastici) riguardanti l'organico di fatto.

A cedere più cattedre sarà la scuola media: sarebbero 6.570 i docenti precari della secondaria di primo grado che nel prossimo anno scolastico hanno concrete possibilità di rimanere senza lavoro. Un numero su cui pesano parecchio gli oltre 2.400 professori di ruolo che non troveranno più posto nelle scuole della loro provincia, dopo la revisione di alcune classi di concorso (in particolare lettere ed educazione tecnica).

Le regioni con più insegnanti della ex scuola media in esubero risultano quelle del Sud, dove in tutto vi sono 1.344 prof senza più cattedra a disposizione: al primo posto la Campania, con 638 prof in più, poi la Sicilia con 523 e la Calabria con 342. 

Per quanto riguarda la primaria, il sindacato ha calcolato 2.000 esuberi che comporteranno, sommati ai tagli derivanti per lo più dall'introduzione del maestro unico, oltre 4.000 posti annuali in meno rispetto a quelli assegnati quest'anno. Alle superiori la situazione di esubero riguarderebbe invece 3.600 insegnanti (mentre quella dei precari non confermati ammonterebbe a 6.000 unità).

Un po' di sollievo per la categoria precari potrebbe arrivare dal via libera, da parte dell'Economia, al decreto sulle immissioni in ruolo e dal cosiddetto contratto di “disponibilità”, una soluzione, messa a punto dal ministero dell'Istruzione nelle scorse settimane, che garantirebbe agli attuali annuali che rimarranno disoccupati di percepire la metà dello stipendio e il punteggio in graduatoria come se avessero lavorato.



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