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MATURITA’ 2009/ Il mistero dei 15.000 studenti bocciati e le responsabilità dei professori

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Mi piacerebbe capire che senso abbia questo picco di bocciature che ha caratterizzato l'esame di stato da poco concluso. Si parla di 15.000 studenti che dovranno ripetere il quinto anno delle scuole superiori e il dato è incompleto.

C'è solo da augurarsi che gli insegnanti riflettano su questo esito, perché è preoccupante non tanto rispetto agli studenti quanto rispetto alla credibilità del loro lavoro. Infatti qualche interrogativo lo pone il fatto che così tanti studenti vengano fermati all'ultimo anno, perché non sono stati bocciati prima? Del resto ripetere la classe quinta a che serve mai? Solo a sperare che la commissione degli esami del prossimo anno si chieda ma perchè mai dobbiamo bocciare uno studente che ha già ripetuto! Il dato delle bocciature di quest'anno urge una domanda sul percorso di studi superiori che gli studenti fanno, bisogna prendersi il coraggio di un esame serio che vada al nocciolo della questione. Questi studenti sono stati bocciati perchè sono andati in crisi di studio l'ultimo anno? Fosse così sarebbe plausibile, ma quindicimila? E tutti insieme? Sembra strano! È invece esplosa in quinta una fragilità che si è tollerata per anni e anni?

È probabilmente questa la ragione, ma proprio per questo sul banco di accusa sono gli insegnanti, perché non si aspetta l'ultimo anno a bocciare chi avrebbe dovuto ripetere prima. La situazione che si è creata è quanto di più contrario vi sia ad un percorso didattico-educativo, sia perchè si è trascinato per anni un problema senza volerlo affrontare sia perché quando lo si è voluto guardare in faccia è stato troppo tardi, tanto da creare un danno ancor più grave di quello che un buonismo irresponsabile aveva già procurato. Così quindicimila studenti, dopo essere stati trascinati avanti a peso morto, saranno parcheggiati per un anno dentro nuove classi in attesa di non si sa che.

Del resto uno studente che avesse in matematica o in latino carenze che risalgono alla prima o seconda potrà affrontare una classe quinta in modo efficace? C'è da dubitarne, e fortemente! Urge quindi un cambiamento non tanto, come si è fatto, dei criteri di valutazione, ma dei metodi di insegnamento.

Non si può tutto ad un tratto chiedere agli studenti di più, senza contemporaneamente dare di più. Si devono al più presto rivedere criteri e metodi di insegnamento, così che la questione seria di ogni insegnante non sia "ah! io ho svolto il programma", ma come ho fatto crescere la passione allo studio e come ho liberato le capacità di ogni studente. Tanto più questo è urgente in un momento di cambiamento della scuola superiore, dove il rischio è che si riformulino i programmi secondo una logica di tagli e non a patire dal bisogno di conoscenza degli studenti. Infatti i bocciati aumentano sia perchè vi sono tanti studenti per i quali la scuola è nulla sia perchè le ore di lezione prescindono programmaticamente dalle loro esigenze. La sfida è quanto mai aperta!

 

(Gianni Mereghetti)



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COMMENTI
26/07/2009 - la sfida e l'io (cinzia billa)

la sfida è aperta sì, quindi al lavoro... anche in piena estate! Io sono insegnante e spero di godermi le vacanze cioè di dedicarmi al lavoro della vita così da prepararmi alla prima campanella di settembre ad esempio come iniziare, come guardare i miei alunni e i miei colleghi insomma come partecipare dell'INIZIO e non di una scontatezza?