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SCUOLA/ Vicenza contro l’invasione dei presidi del sud: merito o clientelismo?

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Probabilmente fra le ragioni che hanno spinto il Ministro Gelmini ad ipotizzare l’introduzione di una parte di prova standardizzata esterna nell’esame di ex-maturità vi è anche l’inevitabile presa d’atto del divario fra i voti ed i giudizi del Nord e quelli del Sud agli esami di terza media e agli esami di Stato finali, la ex-maturità. Pioggia di 100 e lode a Crotone, Calabria e Campania, in cima alla classifica provvisoria del programma “Conchiglia”. Ottimi risultati, ahimè da sempre non confortati dai risultati delle valutazioni internazionali. Si attendono con interesse i risultati di quest’anno che dovrebbero, grazie al nuovo sistema di monitoraggio, approdare a un censimento nazionale. Così si accerterà con maggiore precisione qual è stata la distribuzione territoriale del rigore.

Ora, tuttavia, si profila all’orizzonte un caso analogo, che riguarda l’immissione nei ruoli dei dirigenti scolastici.

La provincia di Vicenza ha “bipartisanamente” votato una mozione che prende atto della imminente invasione di presidi dal Sud, auspicando una provenienza locale per chi va a ricoprire questo ruolo.

Subito i fulmini e le accuse dell’ex ministro Fioroni e di altri esponenti politici: deriva antimeridionalistica.

Cominciamo, allora, dai fatti!

Nel lontano 2004 venne bandito, dopo più di un decennio di attesa, un concorso a preside ordinario (quindi, non una sanatoria per chi aveva fatto il preside incaricato), che si rivelò una vera corsa ad ostacoli. Selezione per titoli, prova scritta, prova orale, corso di durata annuale e, alla fine (almeno sulla carta), ulteriore selezione.

Ci vollero due anni e mezzo per espletarlo ed i vincitori sopravvissuti furono nominati nel settembre 2007. Le commissioni erano regionali, il che non significava che i candidati dovessero essere autoctoni. Molti insegnanti scelsero di spostarsi di regione, per lo più dal Sud al Nord, poiché al Nord vi erano più posti a disposizione. Alcuni di questi passarono, altri no: non è di questo che si discute.

Accadde però che i risultati delle varie regioni fossero molto diversi. Le commissioni di alcune regioni del Nord, in particolare il Veneto e la Lombardia, presidiate da illustri universitari, si misero con zelo a falcidiare i candidati, anche se pluridecorati al valore scolastico. Insomma, furono seguite letteralmente le previsioni di disponibilità e perciò i vincoli numerici dei posti previsti all’inizio del concorso: perciò i sopravvissuti alla selezione furono davvero pochi. Peccato che, nel frattempo, ben prevedibili pensionamenti – ma non previsti dall’Amministrazione o forse sì?! - avessero a loro volta falcidiato i ranghi dei dirigenti di queste regioni, creando vuoti paurosi. D’altronde, per riempirli non era opportuno ricorrere alle “reggenze”, che non garantiscono il massimo dell’efficienza, visto che un solo dirigente deve seguire due istituti.

Altra musica al Sud ed in particolare in alcune regioni, in cui l’elenco dei vincitori testimoniò di un “maggiore ottimismo” delle commissioni circa le doti dei candidati loro sottoposti. All’epoca la cosa non suscitò che rassegnati commenti: siamo alle solite! L’attenzione di tutti si appuntò sullo scandalo maggiore: negli stessi territori, alcuni candidati ammessi con riserva - perché, secondo la stessa Commissione pur lassista, non avevano i titoli - percorsero felicemente tutto l’iter ed alla fine approdarono alla sospirata dirigenza. Infatti, essendosi creata nel frattempo una carenza di dirigenti, causa succitati pensionamenti, gli “ammessi con riserva” furono promossi sul campo: e voilà l’eterno ritorno della sanatoria come strumento di governo dell’Amministrazione.

Già! la mancanza di dirigenti. Fu quella la causa del decreto del Ministro Gelmini che ruppe gli argini ed aprì agli innumerevoli candidati dirigenti promossi del Sud le fertili pianure della Padania.

È prevalso, dunque, il criterio del merito nel Decreto Gelmini? L’ex-ministro Fioroni è convinto di sì, perciò difende il Decreto Gelmini e accusa di antimeridionalismo e di razzismo la provincia di Vicenza.

Ma quello che si vede è che, come nel caso della maturità, anche qui si usano due pesi e due misure.

Ottimo il criterio del merito, ma la sua misurazione deve essere omogenea e inequivocabile su tutto il territorio nazionale. Altrimenti, si scrive merito, ma si legge clientelismo!



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COMMENTI
03/08/2009 - Ancora inesattezze (adele vitale)

Voglio solo precisare che si sta parlando di un CONCORSO ORDINARIO che di norma deve essere reso accessibile a tutti coloro che sono in possesso dei requisiti di base: laurea e sette anni di servizio di ruolo. Di concorsi - sanatoria riservati a coloro che avevano accumulato esperienza e anche qualche mese di incarico di presidenza ce ne sono stati nel 2002 e nel 2006. I "distaccati a vario titolo", grazie alla supervalutazione di corsi e master sindacali, non solo non hanno avuto bisogno di ricorrere al TAR, risultando pleno iure, ma nella quasi totalità il concorso l'hanno vinto!

 
01/08/2009 - risposte (Tiziana Pedrizzi)

Dunque, risulta confermato che in Campania alcuni insegnanti che non avrebbero avuto la possibilità di superare la prima selezione a causa della "stravaganza" (sic!) di regole che premiavano l'esperienza (in particolare l'esperienza di vicepreside, che alcuni non potevano avere perchè distaccati a vario titolo, aggiungo io ora) hanno avuto l'intelligente autonomia di fare ricorso. La Commissione ha fatto percorrere loro con successo tutto il faticoso itinerario ed alla fine provvidenzialmente il TAR (ma che strano...) ha sanato. In altre parti d'Italia candidati sprovveduti e commissioni iperzelanti(tutti senza pratica di mondo) si sono supinamente attenuti al bando e sono rimasti, come si merita chi manca di iniziativa, buggerati. In Italia chi rispetta le leggi è fesso. Quanto ai numeri dei vincitori nelle diverse regioni, sono lì da vedere in tutti i siti sindacali

 
28/07/2009 - Non confondiamo le carte in tavola 2 (adele vitale)

Lei lamenta il fatto che il Veneto si sia attenuto alle prescrizioni di legge, ritrovandosi così ora con tante scuole scoperte, ma questo è accaduto forse perchè i concorrenti veneti non hanno avuto il coraggio di opporsi ad un bando originario davvero confezionato per pochi "clienti"! Diverso è invece il discorso dei presidi incaricati, ai quali è stato riservato un concorso-sanatoria nel 2006... Ora, in Campania, noi dell'Ordinario, II settore,finora penalizzati in tutti i modi, offesi e senza "protettori", rimasti indietro come "coda", nonostante punteggi superiori ad altri colleghi già immessi in ruolo, nonostante tutto, confidiamo nella giustizia, nel merito che ci ha portato fin qui, e nella nomina per il prossimo anno,innanzitutto nella nostra regione per la quale vorremo fare qualcosa di buono e di nuovo, se ce ne sarà data l'opportunità, e magari anhe in altre regioni. Conoscendoci meglio, parecchie incomprensioni e pregiudizi verrebbero a cadere!

 
28/07/2009 - Non confondiamo le carte in tavola 1 (adele vitale)

Spiace davvero constatare come la mancanza di un'informazione corretta e una certa superficialità abbiano portato alcuni a travisare completamente le vicende a dir poco tormentate degli idonei del Concorso Ordinario per Dirigente Scolastico nelle cosiddette "regioni del profondo Sud". Sappia, gentile articolista, che proprio per contrastare il clientelismo, abbiamo intrapreso una battaglia legale contro gli assurdi paletti e i titoli particolari richiesti dal bando originario che privilegiavano i vicepresidi, ignorando completamente il fatto che un concorso ordinario, dopo ben 14 anni di vacanza concorsuale, doveva essere reso accessibile a tutti quanti fossero in possesso dei requisiti di base (laurea e sette anni di servizio di ruolo). Da qui per molti candidati l'ammissione con riserva. Non ci si dica poi che la selezione non c'è stata, almeno in Campania! Di più di duemila partecipanti, solo seicento hanno superato entrambe le prove scritte( un saggio e un progetto). E anche nella nostra Commissione il Presidente era un esimio professore universitario! A seguire, tutto l'iter comune, penso, a tutte le regioni d'Italia: due prove orali, un corso di formazione in presenza e on-line, con accertamento delle competenze di informatica e di inglese, un accurato periodo di tirocinio.

 
28/07/2009 - reclutamento presidi (luisa ribolzi)

la vicenda di Vicenza e l'analitico commento di Tiziana Pedrizzi mettono in primo piano una questione troppo spesso sottovalutata, e cioè la centralità del dirigente per la qualità del servizio formativo nelle scuole autonome. L'allarme risuonato dieci anni fa nella scuola mericana e in molti paesi europei ("non riusciamo più a reclutare dirigenti di qualità per le scuole") è ormai di attualità anche in Italia: eppure non è stato elaborato un soddisfacente profilo professionale del dirigente; non si è costruito a partire dalle necessità del sistema scolastico un percorso adeguato di formazione, selezione, reclutamento e formazione in servizio; la valutazione è rimasta sulla carta. Anche le provocazioni sono le benvenute, se spingeranno i decisori politici e gli amministratori a rendersi conto del problema e a prendere dei provvedimenti.

 
27/07/2009 - Il difficile reclutamento dei nuovi presidi (Salvatore Ragonesi)

La Repubblica italiana,una ed indivisibile,è stata orribilmente sfigurata.Anche la scuola,ultimo rifugio dello spirito nazionale,si è dovuta piegare alle ragioni del nuovo machiavellismo localistico.Che tristezza!La cosa più semplice di questo mondo,cioè l'organizzazione del concorso ordinario per il reclutamento dei nuovi presidi,diventa un'operazione complicatissima e difficilissima.Al primo concorso ordinario per presidi nei licei,al quale ho partecipato nel 1980,eravamo davvero in tanti,e da tutte le regioni italiane,ma la Commissione era unica ed unica era anche la graduatoria nazionale dei vincitori.Mi venne assegnata una sede abbastanza distante dalla mia residenza,ma accettai ugualmente,anche se avevo subìto l'ingiustizia di essere scavalcato da chi,bocciato,aveva fatto successivamente il concorso "riservato".Nessuno si permise di protestare a seguito dell'assegnazione di un "estraneo" come me a quella presidenza.Erano tempi diversi,nei quali i criteri nazionali prevalevano sugli interessi particolaristici.Oggi è altra la musica.E nessuno vuol passare per fesso.Chi ha spinto il Consiglio Provinciale di Vicenza,città civilissima,ad approvare solennemente una mozione condivisa contro i dirigenti scolastici provenienti dal Sud solleva un grosso problema e probabilmente si rende conto che da questo momento non sarà più possibile procedere con l'attuale e rovinoso sistema di reclutamento.Ma era inevitabile che si arrivasse a tanto,dopo la regionalizzazione dei concorsi.

 
27/07/2009 - Lassismo o fatica del sud? (Alessandra Monda)

La questione è complessa e troppo semplice la spiegazione. Tutta la storia nasce da un bando stravagante centrato sulla pretesa che l'esperienza potesse essere elemento di preselezione. Esperienza di che? non certo della scuola dell'autonomia che ancora tutti stanno imparando. Stravagante ancora perchè prevedeva una selezione regionale per un ruolo nazionale, ovvie le differenziazioni, a partire dalle tracce assegnate ecc. Ma l'attribuzione delle ammissioni con riserva al "lassismo" delle commissioni del sud rivela ancora una volta il pregiudizio diffuso verso queste regioni e mi dispiace che trova posto su queste pagine. Le ammissioni con riserva sono state effettuate per intervento del TAR, non delle commissioni. Le commissioni hanno preso atto ed esaminato regolarmente i candidati che sono stati dichiarati vincitori soltanto a conclusione in loro favore dell'iter giurisdizionale. E già,qui per un posto di dirigenti si conbatte, anche con le armi legali. Forse nell'opulento nord questo posto è meno interessante. Del resto in tutti i concorsi precedenti a preside o direttore didattico tanti hanno fatto la prima esperienza nelle regioni del nord dove i posti sempre superavano i concorrenti locali. E quando sono tornati hanno rimpianto il civile ed opulento nord dove tutto era più semplice;arrivati qui hanno affrontato il lavoro, molto più duro e sfiancante in molti casi. Quindi il lassismo del sud o la fatica di esserci e costruire educazione qui ed ora?

 
27/07/2009 - Reclutamento dei nuovi dirigenti scolastici (Salvatore Ragonesi)

La Repubblica italiana,una e indivisibile,è stata brutalmente divisa.Anche la scuola,ultimo rifugio di uno spirito unitario nazionale,è caduta nella perversa ragnatela municipalistica.Che tristezza!La cosa più semplice di questo mondo,cioè l'organizzazione di un concorso ordinario per il reclutamento dei dirigenti,nelle attuali circostanze di profonda diffidenza e separatezza,diventa davvero un'operazione terribilmente complicata e difficile.Al primo concorso ordinario per presidi di liceo,al quale ho partecipato nel 1980,eravamo in tanti e di tutte le regioni italiane,ma la Commissione era unica ed unica anche la graduatoria nazionale dei vincitori.Mi venne assegnata una sede abbastanza distante dalla mia residenza e accettai ugualmente.Nessuno si permise di protestare a seguito dell'assegnazione ad un "estraneo" di quella presidenza,poiché lo spirito ed i criteri nazionali prevalevano in quel tempo sulle basse considerazioni particolaristiche e localistiche.Chi ha spinto adesso il Consiglio Provinciale di Vicenza,città nobilissima,ad approvare solennemente una mozione "condivisa" contro l'ingresso dei nuovi dirigenti scolastici venuti dal Sud solleva un grosso problema morale,istituzionale e costituzionale.Forse era inevitabile che si arrivasse a tanto,dopo la regionalizzazione di tutti i concorsi per dirigenti scolastici,con tutto il contorno pietoso di scandali e polemiche.Da questo momento però il reclutamento dei presidi sarà un affare esclusivamente locale e privato.

 
27/07/2009 - Manca la chiave di volta (enrico maranzana)

"Ottimo il criterio del merito, ma la sua misurazione deve essere omogenea e inequivocabile su tutto il territorio nazionale". Il merito può essere assunto a criterio solamente se l'ambito d'applicazione è ben definito, se sono stati esplicitati e puntualizzati i risultati da conseguire. In caso contrario il suo significato, così come quello di misura, sono evanescenti. L'amministrazione centrale della scuola, tranne in pochi casi [CFR. ad esempio il progetto Mercurio] è latitante o quanto meno insensibile al problema formativo/educativo. Basti pensare alla bozza di riforma dei licei che orienta il servizio verso gli OSA [obiettivi specifici dell'apprendimento], dimostra di ignoranre che questi altro non sono che l'ultima fase della successione formazione-educazione-coordinamento didattico-progettazione-insegnamento. Per intenderci: il ministro non ha riconosciuta la complessità del servizio scolastico, banalizzandone la funzione. [CFR. www.educationduepuntozero.it -temi- autonomia e organizzazione - Il feed-back architrave dell'autonomia scolastica]