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SCUOLA/ Dalla Gelmini nuove assunzioni, vecchi meccanismi. E il merito?

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Il ministro Gelmini ha annunciato che a settembre vi saranno nuove assunzioni nella scuola, e per la precisione 647 dirigenti scolastici, 8.000 docenti e 8.000 unità di personale Ata.
Secondo il ministro «l’assunzione di oltre 16mila unità di personale dimostra, insieme alla razionalizzazione della spesa, la determinazione a garantire la continuità didattica per gli studenti e assicurare stabilità al personale e al mondo della scuola». Di fatto è così, queste nuove assunzioni garantiscono formalmente una stabilità all'apparato scolastico, oltre a dare a un buon numero di precari una sicurezza del posto di lavoro che sembrava messa in discussione. Se questo è vero e se bisogna riconoscere al ministro Gelmini un lodevole impegno ad assicurare un buon funzionamento della scuola statale, non si può non evidenziare l'altra faccia della medaglia, ossia che queste nuove assunzioni allontanano ancor di più la promessa di passare al reclutamento del personale della scuola utilizzando criteri di merito. Infatti queste nuove assunzioni saranno fatte secondo il vecchio sistema delle graduatorie, il che rappresenta un nuovo cedimento del ministro alle logiche che da anni dominano il mondo della scuola e che premiano chi è riuscito a raccogliere punti, il che non significa sempre qualità professionale.
Con queste nuove assunzioni il ministro Gelmini evidenzia una difficoltà che non è solo sua, ma di ogni ministro che in questi anni ha tentato di aprire la strada del reclutamento per merito, ma che poi di fatto ha dovuto o ha scelto di abbandonarla per ritornare ai vecchi meccanismi. Queste nuove assunzioni non sono la coda del vecchio sistema, una sorta di debito da pagare al precariato, sono qualcosa di più, portano in cauda venenum perchè restringono ancor di più ai giovani le possibilità di accedere al mondo della scuola.
Non è indifferente questa incapacità di chiudere il sistema delle assunzioni per graduatorie, anzi tanto più si mantiene in vita il sistema tanto più si chiudono spazi lavorativi ai giovani, i quali si troveranno a fare dei test di ammissione a graduatorie regionali con posti disponibili praticamente nulli.
Il ministro Gelmini con questo provvedimento garantisce l'avvio dell'anno scolastico formalmente, ma che ci siano insegnanti validi o no per ora non importa. Il dramma è che quando comincerà a importare non ci saranno più posti di insegnamento o di Dirigenza scolastica da assegnare, perchè sono stati riempiti con il vecchio sistema cui poco importa se un insegnante sappia fare il suo mestiere, basta che vada in classe!
Il rischio di questi anni è che non siano di transizione a una nuova scuola, ma che consolidino quella vecchia, fino a legare le mani anche a chi a parole vorrebbe un nuovo sistema. A meno che dal 2011 si abolisca il ruolo e l'insegnamento diventi una libera professione, ma che il ministro Gelmini arrivi a questo faccio fatica a crederlo. Sono invece più che certo che chiuderà il sistema delle graduatorie e introdurrà il reclutamento per merito, ma le possibilità di praticare il nuovo sistema saranno minime.
Per questo urge prendere sul serio una domanda: come si può fare una scuola nuova con personale vecchio? Forse pensarci non sarebbe un male.

(Gianni Mereghetti)



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COMMENTI
24/08/2009 - X CASCONE MICHELE - NON E' MAI TROPPO TARDI MA... (Z sara)

Gentile Michele, non sono un insegnante ma un ex-scolara che ha avuto la gioia, a causa (o grazie?)del mestiere del papa, un militare di carriera, di essere costretta a trasferirmi dalla scuola elementare di Ferrara a quella di Grosseto, di fare le medie in una "scaciatissima" scuola statale belga dalla quale lo studente piu imbecille usciva parlando fluentemente inglese e tedesco, i primi 3 anni delle superiori in una scuola di uno sperduto paesino del Gargano e per finire gli ultimi due anni a Roma. Il mio matrimonio con il sistema di istruzione italiano e' terminato con l'esperienza universitaria alla Sapienza che mi ha traumatizzato al punto da scappare di corsa all'estero nel 1991. Erano I tempi del trattato di Maastricht e tutte le scuole di Europa iniziavano a modificare la rotta per offrire un offerta agli studenti adeguata al futuro mercato del lavoro. Sono rientrata in Italia nel 1999. Siamo nel 2009 e continuiamo a sfornare disoccupati. Le iniziative della Gelmini mi riempiono di speranze, ma arriviamo sempre tardi e' il cercare di allinearsi con cosi tanto ritardo non e' sufficiente. Serve guardare al futuro, avere una visione parallelamente al piano per gestire il futuro prossimo. La meritocrazia piace come concetto, ma praticarla significa rinunciare a quella fitta rete di "conoscenze" o a piccoli regni costruiti con tanta fatica attraverso gli anni e alle posizioni di "rendita". Significa fare rinunce x il bene della collettivita'. Quanti sono pronti?

 
22/08/2009 - scuola di qualità,rispettiamo le competenze. (arianna formato)

Sono una precaria non abilitata e che quindi grazie al sistema graduatorie quest'anno non lavorerà.Non ho fatto la SISS per svariati motivi,primo fra tutto quello economico.Nonostante ciò ho svolto supplenze annuali perchè appartenente ad una classe di concorso fatta di un numero esiguo di componenti,quella di chimica.Faccio presente di essere una laureata del vecchio ordinamento ad indirizzo organico,quindi con 4 esami svolti di chimica organica,2 di chimica analitica,2 di chimica fisica ecc.tutte materie che mi hanno anche permesso di affrontarne altre specifiche dei professionali e non solo come impianti industriali o di biotecnologico durante l'insegnamento. Il nuovo sistema dei licei prevede una nuova classe di concorso con cui anche biologi e laureati in scinze naturali potranno insegnare chimica....dove è la qualità in questo?Se si pensa che anche un chimico si troverà a insegnare materie non consone alla sua stessa preparazione?E' uno svilimento continuo delle competenze e permettetemi anche un non rispetto per i ragazzi che in un mondo dove è sempre più richiesta una preparazione scientifica specifica ed approfondita si ritroveranno in aula persone che per quanto responsabili non avranno mai la prontezza di chi la materia l'ha affrontata a lungo negli studi universitari.Se il nuovo sistema a chiamata diretta permetterà ai presidi di scegliere il laureato in chimica per l'insegnamento di questa materia allora ben venga. Cordiali saluti A.F.

 
21/08/2009 - Risposta a "sara Z" (Michele Cascone)

Vorrei informare la carissima collega che sembra così preparata sull'apprendimento della L2 che sono in corso da parte di questo Governo alcune modifiche proprio per "migliorare" l'apprendimento della lingua Inglese. Infatti con l'adozione del Maestro unico in molte scuole dove non c'è il Tempo Lungo tutti gli insegnanti di RUOLO quindi anche persone che non hanno mai fatto inglese e molto avanti con l'età con un semplice corso on-line di 20 ora acquisiscono la capacità e tutta l'esperienza necessaria per poter insegnare l'inglese...che cosa bellissima vero? , le ricordo anche che se lei quest'anno ha avuto la fortuna di prendere il ruolo sulla COMUNE scuola elementare, nel caso non avesse titoli per insegnare l'inglese con poche ore di un corso OBBLIGATORIO lei magicamente diventerà più brava di 12 mila insegnanti specializzati di Inglese che da anni lavorano, sono in attesa di una sua risposta.

 
21/08/2009 - Questa è una bella domanda. (Gianni MEREGHETTI)

La sua è una bella domanda su cui riflettere e seriamente. E' vero che nella scuola succede un fenomeno strano, ossia non è detto che passando gli anni la professionalità cresce, anzi vi sono tanti casi di insegnanti che invecchiando sarebbero come dice lei da rottamare. Non pretendo di dare risposte, ma le suggerisco di tenere in adeguato conto che l'insegnante ha due possibilità, la prima di riversare sugli studenti quello che sa, la seconda di vivere con gli studenti un'avventura di conoscenza. Se un insegnante sceglie la prima strada diventa ripetitivo e a lungo andare insopportabile. Se invece sceglie la seconda strada insegnare diventa appassionante per lui e più va avanti con gli anni più si diverte ad imparare. Io è questa seconda esperienza che mi trovo a fare, non ho mai gustato l'insegnamento come in questi anni, come da quando ho cominciato ad imparare da tutto ciò che accade in classe.

 
20/08/2009 - perplessità 2 (mara perizzolo)

Ma perché poi solo nel settore scolastico si sente parlare di personale vecchio? Medici, avvocati, ingegneri, dirigenti d'azienda, ma anche impiegati, col passare del tempo sembrano acquisire maggior professionalità, credibilità ed esperienza, gli insegnanti, invece, dopo un po', sarebbero da rottamare.. Inoltre la cronica mancanza di fondi certo non aiuta..senza entrare nel merito delle didattica delle lingue straniere(...)ed evitando altri commenti al riguardo, faccio presente che in una scuola dove ho fatto una supplenza c'era UN SOLO supporto per CD che era conteso da un insegnante di francese, uno di spagnolo, due di inglese e uno di musica..

 
20/08/2009 - Che ci siano questioni da risolvere è vero (Gianni MEREGHETTI)

E' vero che ci sono questioni da risolvere per la chiamata diretta degli insegnanti o se si vuole per un reclutamento con concorsi locali ( non regionali!) ma almeno proviamo a cercarla una nuova soluzione che possa valorizzare chi fa bene la professione insegnante e con passione. Secondo me bisogna andare nella direzione di una reale autonomia e di una reale parità, così che ogni scuola possa scegliere gli insegnanti. Certo perchè il sistema tenga occorre che i genitori abbiano la libertà di scelta della scuola. Dico questo da insegnante di ruolo che ritiene il ruolo la causa della difficile situazione in cui versa il mondo docente. Io sono il primo a rinunciare al ruolo perchè sono più che convinto che gli studenti e i genitori abbiano il diritto di dirmi "no, non ci vai bene, non rispondi adeguatamente al bisogno di imparare che abbiamo" e di avere al mio posto un insegnante più valido. Comunque sarebbe ora di smuovere un sistema statico, perchè altrimenti se quest'anno sono 8.000 gli insegnanti da assumere l'anno prossimo saranno 4.000 e fra tre anni si arriverà a zero!

 
19/08/2009 - Chiamata diretta dei presidi (Khan Kubla)

Primo Moltissimi genitori non possono scegliere in quale scuola mandare i propri figli, in particolare parlo delle scuola primaria e secondaria di primo grado; infatti solo nelle grandi città, e non sempre, ci si può permettere il lusso di non mandare il proprio figlio nella scuola più vicina a casa. Quindi il discorso di Mereghetti secondo cui i presidi sarebbero "costretti" a scegliere gli insegnanti migliori per non subire cali nelle iscrizioni non regge. Terzo In qualsiasi ad es. università od ospedale(!) i dirigenti dovrebbero tendere a scegliere i migliori professionisti del settore ma sappiamo benissimo che nepotismo e malaffare, in particolare in certe regioni del sud, sono più forti di ciò che si "dovrebbe" fare. Non possiamo ignorare il fatto che parte del paese vive sotto ricatto delle mafie (leggevo proprio oggi che il 90% dei commercianti napoletani paga il pizzo!!) Secondo I presidi ora come ora non devono rendere conto del proprio operato in termini di "risultati" praticamente a nessuno. L'unica strada nel nostro paese resta quella dei concorsi periodici e a scadenza. Non si può pretendere, come si è fatto in passato, che chi non vinceva un posto per concorso rimanesse "idoneo" perpetuamente formando le così dilapidate graduatorie.

 
19/08/2009 - LA SCUOLA E L' ITALIA EGOISTA e MIOPE (Z sara)

La totale assenza di meritocrazia nella scuola ha contribuito a creare una generazione di bulli e di ignoranti senza prospettive professionali, buoni solo a lamentarsi della loro condizione di precari e ad esigere soluzioni dallo Stato. Finche ci saranno persone "vecchie" che vivono pensando solo ed esclusivamente ai propri diritti dimenticando i propri doveri, la scuola (e l'Italia) non avra speranze. Vogliamo fare un esempio? In Italia ci sono insegnanti di inglese che si avvalgono di metodi didattici inadeguati (20 anni che studiamo inglese e ancora non ne esce uno di studente italiano che parla una lingua straniera! E allora affinche questi ragazzi imparino una lingua straniera cosa serve? Un insegnante vecchio, uno nuovo o uno bravo? Forse questo Paese, ormai in pieno declino morale, popolato da gente che come la guardia giurata del Colosseo "non lotta per una causa, ma per il posto di lavoro", incapace quindi di mettere il bene della collettivita' al primo posto, si merita una scuola con i peggiori insegnanti (vecchi o nuovi)cioe' quelli incapaci di portare a termine la propria missione che e' quella di formare ed educare lo studente, moltiplicare le sue opportunita' di trovare un impiego e aiutarlo a diventare un buon cittadino.

 
19/08/2009 - scuola nuova e migliore con l'attuale personale (Michele Borrielli)

L’articolista si pone la domanda:“come si può fare una scuola nuova con personale vecchio?” La domanda, almeno per quanto riguarda l’insegnamento delle discipline scientifiche e tecnologiche nella scuola superiore, ha una risposta tanto semplice quanto non ascoltata: una scuola nuova e di migliore qualità con “personale vecchio”, cioè con gli attuali docenti, è possibile semplicemente valorizzando la loro preparazione specifica, resistendo alla tentazione (peraltro velleitaria) di farne dei tuttologi. Alcuni esempi: nei futuri Licei pochissime ore di discipline scientifiche e la Chimica continuerà ad essere insegnata non da laureati in chimica ma da laureati in Scienze, e sarà accorpata con le scienze nell'insegnamento-calderone "scienze naturali" [chimica+scienze (naturali e biologiche)]. Bisognerà invece separare i due insegnamenti, con la chimica insegnata non dal laureato in Scienze, ma dal laureato in chimica della classe 33-A (oltre 20 esami chimici, il laureato in scienze in media 1-2) e le scienze dai laureati in scienze naturali o biologiche della classe 46-A, che andrebbe ridenominata “scienze naturali e biologiche”: le scienze naturali vanno infatti studiate separatamente e dopo la chimica inorganica e le scienze biologiche dopo chimica organica. Per la matematica nei Licei allo stesso modo dei laureati n chimica dell’attuale A013, i laureati in matematica della attuale classe A047, potranno insegnare la disciplina di laurea negli istituti tecnici, ma non nei licei

 
19/08/2009 - La chiamata diretta (Gianni MEREGHETTI)

Sì il pericolo c'è. Ma una scuola chiamerebbe un insegnante non valido? Sarebbe la sua fine, perchè chi manderebbe più suo figlio ad una scuola di basso livello. Certo lei ha ragione, autonomia e parità scolastica implicano libertà di scelta della scuola per i genitori. GRAZIE

 
19/08/2009 - perplessità (mara perizzolo)

Sono un'insegnante precaria (età: 36), è da soli due anni che svolgo questo lavoro dato che provengo da altro ambiente lavorativo. Ho appena concluso il terzo (!) anno di formazione post-universitaria (Silsis) per il conseguimento della specializzazione in inglese prima e in sostegno poi, anni in cui ho dovuto studiare per superare i vari esami di profitto e per ottenere i due titoli e ho comunque svolto un monte ore di tirocinio a scuola. Se questo sistema non ha "prodotto" insegnati validi e preparati, mi chiedo come potrà farlo il nuovo che, se non erro, prevede solo i 5 anni di università più 1 di tirocinio. Non solo.. mi chiedo: saremo certi che con la chiamata diretta dalle scuole, non ci saranno privilegiati, magari poco capaci, ma amici di.. e conoscenti di..che scavalcheranno persone più preparate? Tempo fa ho visto un interessante documentario che parlava delle scuole in Svezia, lì c'è la chiamata diretta da parte delle scuole e tutto pare funzionare benissimo, ma in Italia ho il timore che le cose andrebbero diversamente.

 
19/08/2009 - Grazie per il dibattito, molto interessante. (Gianni MEREGHETTI)

Mi spiace se il mio commento è stato letto come offensivo, lungi da me. Anzi in questi anni ho conosciuto giovani insegnanti che sono venuti nella mia scuola e che sono molto più validi di tanti di ruolo. Il problema sta proprio qui, che perpetuando questo meccanismo in una situazione di tagli è diventano più evidente che la modalità di reclutamento per graduatorie finisce per penalizzare i giovani. Del resto è troppo evidente che dentro la scuola vi sono insegnanti inamovibili, ma che non meritano il posto quanto altri che sono fuori ad aspettare. Per me il nuovo meccanismo è quello della chiamata diretta della scuola. E questo vale anche per chi è ora di ruolo, che di ruolo non dovrebbe quindi essere più. Ma non sarebbe null'altro che l'applicazione dell'autonomia e della parità. Se invece, come del resto si sta facendo, si vuole andare avanti così i numeri sono quelli che sono, sono quelli che stabilisce il governo Berlusconi, per il quale la scuola non è certo una spesa prioritaria. Allora diamo alla Gelmini quello che deve essere dato, si sta muovendo come meglio può dentro una politica di tagli - che sulla scuola è da contestare!. Lei stessa è di fronte ad una scelta, se razionalizzare i tagli, ed è quello che sta facendo, o prendersi il coraggio di qualcosa di veramente nuovo. Tra l'altro se si prendesse il coraggio di affidare alle scuole il reclutamento degli insegnanti anche di posti ne uscirebbero molti di più, perchè identificati in base al bisogno reale!

 
19/08/2009 - commento articolo (francesco corsaro)

Non riesco a capire che razza di articolo è questo. sono inserito nelle graduatorie ad esaurimento ma questo non vuol dire che sono vecchio. ho solo 35 anni, e da 4 anni insegno grazie a questa graduatoria. A proposito dei punteggi li ho conquistati con fatica come tanti altri colleghi giovani: pagando le silsi, facendo servizi a scuola, trasferendomi al nord dove risiedo, insegnando da precario, ecc, ecc. Riguardo al merito ce lo conquistiamo giorno dopo giorno. con questo articolo avete offeso migliaia di giovani inseriti in queste graduatorie, unica opportunità di lavoro.Le graduatorie funzionano,e i punti a parte eventuali brogli sono conquistati, casomai bisogna poi fare delle verifiche e dei controlli nelle sedi scolastiche, per vedere se effettivamente quel determinato insegnante reclutato dalle graduatorie sia valido o meno. Quali sarebbero questi nuovi meccanismi?

 
19/08/2009 - Nuove assunzioni (daniela rolfi)

Caro sig. Mereghetti, sono rimasta allibita dal suo articolo! Innanzitutto concordo con il sig. Daniele Ferrari che afferma che queste ulteriori 8000 assunzioni di docenti non sono altro che una goccia in un oceano. Per la provincia di Napoli classe A043 , per le precedenti assunzioni "0" posti!!!!! E' vero che il sistema di reclutamento docenti non è a favore dei giovani ma a noi vecchi precari è stata data questa possibilità? E poi, chi le dice che tutti i precari non sono buoni docenti?Certo abbiamo anni di precariato alle spalle e sicuramente qualcosa abbiamo imparato. Io personalmente, sono precaria da BEN 15 anni, ho insegnato nei quartieri a rischio, ho sacrificato la mia famiglia pur di non assentarmi dalla scuola e fare al meglio il mio lavoro e Lei oggi mi scrive che è sbagliato il sistema di reclutamento? Credo che oggi la priorità sia quella di portare a termine le graduatorie e poi di pensare a nuovi sistemi di reclutamento. Noi precari siamo innanzitutto persone che hanno fatto enormi sacrifici e le sembra giusto oggi toglierci ciò che ci spetta di diritto? Distinti saluti, Daniela Rolfi.

RISPOSTA:

Queste nuove assunzioni temo siano il perpetuarsi del vecchio sistema, questo è il problema. Che siano una goccia in un oceano è purtroppo la realtà di una scuola incapace di uscire dai lacci dello statalismo. Si sta facendo della scuola quello che si faceva agli inizi dell'Ottocento nelle fabbriche, gli operai erano in fila e si facevano entrare a lavorare finchè ce n'era bisogno. Gli altri erano fuori, anche se erano migliori di quelli che erano stati presi a lavorare. Così si fa oggi con il sistema delle graduatorie, si assume chi ha fatto più punti, senza andare a valutarne il valore effettivo. Se si continua a fare così il carrozzone andrà avanti, comunque andrà avanti, ma l'introduzione di criteri di merito verrà fatta quando non ci saranno più posti di lavoro. Per questo secondo me se questo sistema formalmente tiene in piedi il sistema, di fatto non ha a cuore la qualità della scuole e penalizza i giovani che vogliono insegnare. C'è un'unica strada per uscire da questo imbuto, è il coraggio di uscire da un sistema statalista di reclutamento e di lasciare alle scuole la scelta degli insegnanti. Questo porterebbe all'abolizione del ruolo e a mettere tutti gli insegnanti sullo stesso piano, tutti assumibili, tutti licenziabili. In un certo senso una rivoluzione, ma necessaria, perchè ogni scuola nella sua autonomia assumerebbe da una parte gli insegnanti di cui ha bisogno, dall'altra quelli che ritiene validi per il compito educativo e didattico che si prefigge. Così si introdurrebbe finalmente il merito, non certo con le graduatorie regionali, che non sono che il decentramento di quelle nazionali. Senza il coraggio di prendere questa strada che cosa rimane? Usare i vecchi sistemi per mantenere il carrozzone per strada, e in questo il ministro, ribadisco, sta facendo il massimo. Il problema è che per passare da una goccia a quintali d'acqua bisogna cambiare rotta, o meglio realizzare quello che Berlinguer aveva solo messo sulla carta, l'autonomia e la parità. (Gianni Mereghetti)

 
19/08/2009 - personale vecchio (LUISA TAVECCHIA)

CITO: Per questo urge prendere sul serio una domanda: come si può fare una scuola nuova con personale vecchio? Forse pensarci non sarebbe un male. Ci sono vecchi che sono giovani e vice-versa. Mi domando: ma quante volte ci siamo fatte le solite domande... da anni! e siamo ancora qui. La battaglia serebbe dura e lunga..ma nessuno poi alla fine vuole pagare il conto. grazie luisa

 
19/08/2009 - Ma quale stabilità? (Khan Kubla)

"Di fatto è così, queste nuove assunzioni garantiscono formalmente una stabilità all'apparato scolastico, oltre a dare a un buon numero di precari una sicurezza del posto di lavoro che sembrava messa in discussione. Se questo è vero e se bisogna riconoscere al ministro Gelmini un lodevole impegno ad assicurare un buon funzionamento della scuola statale..." Ottomila docenti di cui la metà insegnanti di sostegno dovrebbero garantire la stabilità dell'apparato? Ma stiamo scherzando? Queste nuove immissioni in ruolo sono una goccia nell'oceano! Inoltre, se vogliamo assumere docente seguendo procedure che salavguardino il merito poi dobbiamo assicurarci che questo merito venga ben retribuito? In che modo possiamo aspettarci che brillanti neaolaureati intraprendano la carriera scolastica quando poi non hanno possibilità di ottenere né prestigio sociale né possibilità di carriera né un buono stipendio...

 
19/08/2009 - E la chiamano continuità (Daniele Ferrari)

Cito: Secondo il ministro «l’assunzione di oltre 16mila unità di personale dimostra, insieme alla razionalizzazione della spesa, la determinazione a garantire la continuità didattica per gli studenti e assicurare stabilità al personale e al mondo della scuola». Di fatto è così.... Ma sig Mereghetti, cosa dice? Ma lei lo sa quanto incidono 8000 docenti in più a livello nazionale, in una provincia media italiana,tipo la mia?? Giusto per darle un ordine di grandezza, sappia che, nella mia provicia, su una classe di concorso come la A245, su cui, da anni ci sono, minimo 30 cattedre disponibili, veranno effettuate 2 assunzioni!! E le altre 28 saranno coperte con incarichi annuali e dalla solita girandola di supplenti! A lei questa pare continuità didattica?? Ma mi faccia la cortesia! Se il ministro avesse l'umiltà e l'intelligenza di analizzare la stuazione provincia per provincia, si renderebbe conto che per garantire continuità didatica ci vorrebbero almeno 200.000 nuove assunzioni solo tra i docenti!! Altrochè!

 
19/08/2009 - I meritevoli possono introdurre la meritocrazia (enrico maranzana)

Bisogna essere meritevoli per aderire a criteri meritocratici. Bisogna dominare e dirimere i problemi per operare scelte razionali e efficaci. Un esempio: *** il DDL Aprea - Autogoverno delle istituzioni scolastiche assegna al Collegio dei docenti la responsabilità di " elaborare il piano dell'offerta formativa in conformità a quanto disposto dall'articolo 1, comma 5"; *** l'art. 1 comma 5 vincola l'elaborazione a "le indicazioni nazionali adottate in attuazione della legge 28 marzo 2003, n. 53"; *** la legge 53, art 2a recita." è promosso l'apprendimento in tutto l'arco della vita e sono assicurate a tutti pari opportunità di raggiungere elevati livelli culturali e di sviluppare le capacità e le competenze, attraverso conoscenze e abilità, generali e specifiche". Parafrasando: la scuola è orientata allo sviluppo delle qualità dei giovani, espresse da capacità e da competenze; per conseguire tale risultato si utilizzano strumentalmente conoscenze e abilità. *** La bozza per il rinnovo dei licei art.13 punto 9 stabilisce che "con decreto del Ministero sono definite le indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento declinati secondo conoscenze, abilità, competenze". Come si può parlare di merito quando, ai massimi livelli, si confondono i fini con i mezzi e si stravolgono le finalità del sistema scuola?