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SCUOLA/ I tagli della Gelmini e il “maestro unico”: una soluzione economica, non educativa

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Accade adesso che alcuni tratti dell’organizzazione modulare riemergono come concreta possibilità prevista da una legge anteriore alle innovazioni del ministro Gelmini, la legge 15 marzo 1997, n. 59 (Bassanini) da cui ha preso origine il citato Regolamento sull’autonomia. Essa prevede che le scuole possano adottare tutte le forme di flessibilità che ritengono opportune, tra cui l’articolazione in moduli dell’orario, dei contenuti disciplinari e delle scolaresche. Flessibilità è il contrario di rigidità. Gli alunni possono essere raggruppati secondo criteri di funzionalità didattica diversi da quelli anagrafico-burocratici della classe tradizionale. La figura del maestro unico evapora nella pluralità dei percorsi didattici della modularità. Gli allievi entrano in rapporto col maestro già unico ed ora prevalente e con altri maestri. La stessa prevalenza può sfociare nell’autentica pluralità, ove esigenze di carattere funzionale, autonomamente valutate, lo giustifichino o lo esigano.



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COMMENTI
30/09/2009 - vaghe idee e nessun progetto (Silvia Magherini)

Il Ministro e le sue teste pensanti non sono stati in grado di proporre motivi adeguati, dal punto di vista culturale, alle scelte operate. Per questo scelte ragionevoli dal punto di vista educativo (maestro unico) si mescolano a scelte apparentemente assurde (libri testo) e risultano accomunate dalla sola urgenza economica. C'è una debolezza di fondo di questo governo sull'idea di scuola e di educazione e quindi l'incapacità di dar vita ad un reale progetto. A mio parere non era stato così con il ministro Moratti che da un'idea precisa di scuola e di educazione (condivisibile o meno, ma in fondo bipartisan, poiché tra le sue teste pensanti molti erano già stati consulenti del ministro Berlinguer)aveva tratto le conseguenze didattiche ed operative più adeguate, riuscendo a valorizzare tutto quello che c'era da salvare del sistema precedente in una nuova prospettiva. Adesso, pur in questo caos, bisognerebbe evitare lo stesso errore fatto allora, quello che che condanna la scuola italiana alla riformabilità perenne e al precariato stabile: applichiamo le nuove norme per metterle alla prova e giudicarle. Partiamo dalla nostra esperienza quotidiana di insegnanti e genitori, ma diamo un giudizio e non fermiamoci al pre-giudizio. Soprattutto non difendiamo (o attacchiamo) dei principi astratti ma esperienze. In questo senso l'articolo di Cicardi mi sembra esemplificativo. Non saltiamo la realtà come si fa nella scuola pubblica e come sembra invitare a fare questo articolo.

 
24/09/2009 - apriamo gli occhi1 (GAETANO MENAFRA)

Finalmente si cominciano ad aprire gli occhi su quella che è stata la scelta più tragica di questo governo: smantellare la scuola pubblica! Ma per carità, non cerchiamo di salvarci la “coscienza”, giustificandoci con l’affermazione dell’estensore dell’articolo “... dipende da quanto grave fosse, e ancora sia, la crisi economica e finanziaria del Paese.”, perché è falso e non lo sostengo per pura ideologia, basta guardare le date del piano programmatico di interventi e misure finalizzati ad un più razionale utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili e ad una maggiore efficacia ed efficienza del sistema scolastico, ecc. > decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Sfido chiunque a sostenere il contrario, ma alla data del 25 giugno 2008 non c’era ancora traccia di nessuna crisi! E se consideriamo che il provvedimento è stato emanato a circa un mese dall’insediamento del nuovo governo, ci si rende perfettamente conto di quali erano gli obiettivi... E non ci dimentichiamo che non è finita! Siamo solo agli inizi e sono previsti ulteriori tagli nei prossimi due anni perché la sciagurata finanziaria era triennale!!! Ma se apriamo gli occhi, forse storicamente riusciremo a salvarci e a salvare la scuola pubblica!

 
24/09/2009 - famiglia sconosciuta alla Legge finanziaria (LUISA TAVECCHIA)

articolo molto realista. non di parte. Bene. Ma diciamoci la verità. Il governo non ha un progetto di insieme. Scuola-famiglia-società. La famiglia è un soggetto sociale, e anche economico.Ma la famiglia è diventata una perfetta sconosciuta nella legge finanziaria di questo Governo”. Bambini parcheggiati, mamme trafelate, poi dobbiamo ricorrere agli psicologi, alle ass-sociali. etc etc. Povera Italia. Spero ancora che si possa risalire la china. grazie luisa

 
24/09/2009 - La mia maestra "unica" (claudia mazzola)

Oggi non so come è la scuola, ai miei tempi si stava bene, come a casa. Ricordo la mia maestra elementare Annamaria, ci ha cresciuti e accolti come una mamma, andavamo pure a trovarla fuori orario e le abbiamo regalato un orologio agli esami di quinta, in una festa. Chissà perchè dopo tanti anni la ricordo ancora, forse per amore?

 
24/09/2009 - Favorire la permanenza nell'ambiente stimolante. (Luigi Crema)

Non so entrare nel merito dell'articolo; mi limito ad apprezzare l'ironia con cui dietro alla frase "i genitori sono particolarmente sensibili alla questione della durata della permanenza dei figli dentro l’ambiente protetto e stimolante della scuola" si cela il sorriso verso il babysitteraggio di stato (e babysitteraggio suona positivo, ma si può anche mettere "parcheggio", così suona più negativo).

 
24/09/2009 - Finalmente (simone borri)

Finalmente un articolo che analizza in modo serio e privo di pregiudizi politici la vera realtà della "riforma" Gelmini-Tremonti: una serie di tagli e poco più. Grazie, fa piacere ogni tanto, fra tante parole al vento, leggere un po' di realtà.