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SCUOLA/ Oggi la cerimonia di inizio anno. Il consiglio di Camus per evitare una vuota retorica

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È questo il sale della scuola, un insegnante che non ingozzi i suoi studenti, ma che si rivolga loro con uno sguardo di simpatia totale, un insegnante che consideri ogni studente degno di scoprire il mondo, un insegnante che punti tutto sulla loro libertà. L'inizio della scuola, il suo punto di forza non sono le norme né l'organizzazione né la programmazione delle attività, ma uno sguardo umano, lo sguardo di un uomo che è impegnato con la sua vita fino al punto di impegnarsi con la vita di chi si trova davanti ogni mattina. La scuola oggi è in crisi, le lezioni oggi sono la noia di parole vuote laddove manca questo tipo d'uomo, laddove è tutto così programmato da non lasciar spazio all'imprevisto di un desiderio, di una domanda, di una mossa di libertà. Ogni studente che si reca a scuola la mattina, consapevolmente o inconsapevolmente, ha bisogno di incontrare qualcuno che insegnandogli matematica o storia abbia a cuore la sua umanità. Questa è l'urgenza, l'urgenza di una stima all'umano, perché la conoscenza nasce per una commozione, non certo per un dovere. Che uno studente possa entrare in classe e commuovesi, questo è l'inizio di un'avventura che si chiama educazione. Per questo sarebbe molto triste che si inauguri un anno scolastico con un elenco pur giusto di cose da fare, perché insegnanti o studenti l'anno lo abbiamo iniziato da un contraccolpo umano. È questo, il tema dei temi, una scuola impastata d'umano, altrimenti non ci rimane che rassegnarsi ad essere oche.  

 

(Gianni Mereghetti)



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COMMENTI
24/09/2009 - uno sguardo così (Gianuizzi Caterina)

Certo uno sguardo così al mattino servirebbe per tutti, anche per chi come me va al lavoro in ufficio... e non è che per applicarlo bisogna prima risolvere tutte le magagne dell'azienda... per lo meno sta meglio chi lo usa, questo sguardo...poi i miglioramenti del mondo non sono in mano di nessun singolo... Cordiali saluti

 
24/09/2009 - La differenza tra idea e azione (enrico maranzana)

"Un insegnante che non ingozzi i suoi studenti, ma che si rivolga loro con uno sguardo di simpatia totale, un insegnante che consideri ogni studente degno di scoprire il mondo, un insegnante che punti tutto sulla loro libertà". La realizzazione di quanto auspicato richiede: a) per non ingozzare i ragazzi si deve orientare il servizio scolastico verso la promozione e il potenziamento delle loro qualità, non finalizzarlo all'acquisizione di conoscenze e abilità come dice la bozza elaborata dall'attuale governo; b) una scuola centrata sullo studente richiede la convergenza di tutti gli insegnamenti verso traguardi comuni. Il DDL Aprea disaggrega il lavoro dei docenti e sopprime tutti gli organismi deputati alla cura degli aspetti educativi; c) un insegnante per guardare lo studente con attenzione e con rispetto deve condividere con lui un percorso e "proporsi come allenatore, facilitatore, affinché il giovane apprenda gli strumenti che lo renderanno capace di continuare a imparare". A tal fine si deve ripensare alla funzione docente come attività progettuale in cui l'insegnante si realizza e ottiene gratificazioni. Di tutt'altro avviso è il DDL Aprea che fonda la professionalità degli insegnanti sulle discipline [CFR. libertà di insegnamento e Dipartimenti disciplinari); d) La libertà implica capacità di scelta, capacità che si acquista con l'esercizio. In una scuola che trasmette conoscenze si privilegia la sudditanza e l'obbedienza, non partecipazione e responsabilità.